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“Vivoscuola”: apprezzamenti e perplessità

La Provincia cerca di avvicinare all’informatica studenti e docenti. Bene. Certo che un po’ più di trasparenza...

E'noto che in tutta Europa e in particolare in Italia si sta scontando una certa arretratezza tecnologica, legata alla sottovalutazione che l’impatto di una rete di comunicazione flessibile e pervasiva come Internet può avere sui processi produttivi.

In particolare, la stessa didattica e formazione degli studenti deve essere ripensata, immaginando che un impiegato in un qualsiasi settore debba conoscere l’uso di un calcolatore. A questo problema una prima risposta viene data dall’iniziativa ‘Vivoscuola’, (Vivoscuola)la quale mira a diffondere l’uso di personal computer facilitando l’accesso alla rete Internet a docenti e studenti. L’idea è semplice: la Provincia paga l’affitto della rete Telpat alla Telecom, per tenere i collegamenti tra i Comuni, per esempio per avere un archivio unico delle biblioteche presenti sul territorio. Questa rete è presente su tutto il Trentino ed è finora utilizzata solo dalla Provincia. Allora perché non permettere anche agli studenti e docenti di accedervi, senza pagare canone fisso, al solo costo di una telefonata urbana?

Così è stato allestito il portale ‘Vivoscuola’, cioè una pagina web dedicata al mondo della scuola alla quale un calcolatore può accedere direttamente, se un opportuno programma viene installato sulla macchina. Per chi di informatica ne sa poco: è come avere una televisione, o una radio, che appena accesa si sintonizza immediatamente su di un particolare canale.

Così sono stati distribuiti 60.000 dischetti, simili a quelli che vengono trovati occasionalmente nei quotidiani nazionali per iniziative simili, distribuiti a docenti e studenti del Trentino.

Va detto incidentalmente che la connessione al costo di una telefonata urbana e senza canone è una iniziativa che stanno attuando anche diversi gestori nazionali, Tiscali e Telecom per esempio. Tuttavia il fatto che la Provincia dia il proprio patrocinio ad una iniziativa del genere è un segnale importante, in quanto è facile essere scettici nei confronti dell’innovazione e della tecnologia.

Non solo: alcuni istituti di credito (Btb e Casse Rurali) intervengono con finanziamenti a costo zero per aiutare gli studenti nell’acquisto, ricavandoci il "contatto" con lo studente/futuro cliente. Positivo.

Il secondo aspetto dell’iniziativa però è stato quello di proporre l’acquisto di un particolare calcolatore, presso un certo rivenditore, a particolari condizioni economiche. E qui purtoppo le polemiche sono state molte. Infatti è stata Informatica Trentina a contattare e selezionare le proposte dei rivenditori, ma la procedura utilizzata non è stata molto trasparente. Non è stato necessario bandire gare d’appalto, in quanto si tratta semplicemente di un consiglio per l’acquisto. Così alcuni commercianti che avevano saputo dell’iniziativa hanno richiesto di potere partecipare con delle loro proposte, ma poi non sono più stati contattati. Inoltre il modello selezionato e proposto secondo alcuni è un po’ vecchiotto (si tratta della generazione di calcolatori precedente a quella attualmente in commercio) e alcuni commercianti si sono detti disposti a scontarlo ulteriormente. A questo va aggiunto che Informatica Trentina, richiesta di chiarimenti, non ha ancora spiegato come mai la scelta è caduta proprio su quel modello e soprattutto, quante altre ditte sono state contattate.

In particolare, va sottolineato che in commercio ci sono altri sistemi operativi, come MacIntosh o Linux, che hanno una discreta diffusione, ma che non possono essere utilizzati per accedere a ‘Vivoscuola’. Dal momento che la proposta si rivolge a 60.000 potenziali acquirenti, lo sconto praticato sulla macchina non fa strabuzzare gli occhi. Quindi appariva opportuno, proprio per evitare polemiche, integrare l’offerta con tutti i calcolatori proposti dalle diverse case, scegliendo magari i migliori per diverse categorie.

La pagina Web ‘Vivoscuola’ è l’ultimo aspetto dell’iniziativa. Probabilmente l’obiettivo della pagina è tenere in contatto le esperienze didattiche delle scuole del Trentino e fornire agli studenti un modo di comunicazione in più. Al 17 gennaio sono 1.661 gli utenti registrati.

La pagina si articola in due sezioni principali: una prima sezione, probabilmente pensata per i docenti, articolata nelle pagine dal titolo: ‘Autonomia’, ‘Orientamento’, ‘Salute’, ‘Docenti’. Queste sezioni sono ancora in fase di realizzazione e sono attualmente vuote.

La seconda sezione probabilmente è pensata per gli studenti ed è articolata nelle pagine dal titolo ‘Musica’, ‘Libri’, ‘Informatica’, ‘Download’ (‘Download è il termine tecnico con cui si possono copiare programmi disponibili su rete). Queste sezioni contengono delle piccole segnalazioni di libri e dischi (15 parole circa), ma attualmente non sembrano ancora molto utilizzate: ce ne sono giusto qualche unità. Completano la pagina i ‘link’ giudicati più interessanti, cioè gli indirizzi di altre pagine web, come le pagine dei quotidiani, dei musei, eccetera.

L’impressione di chi scrive, che non è un fanatico del mezzo, è che forse alla pagina manca la possibilità di ‘chattare’, cioè collegarsi in rete e farsi delle grandi chiacchierate digitando i messaggi sullo schermo, e la possibilità di organizzare dei gruppi di discussione su particolari argomenti. Due degli aspetti che permettono la maggiore creatività da parte degli utenti e che da soli hanno contribuito non poco al successo non commerciale della rete. Va comunque sottolineato che è una pagina ancora in costruzione e forse non è ancora stato trovato il personale adatto per la sua gestione.

Sono circa vent’anni che i calcolatori sono diventati un mercato di massa, ma ancora non sappiamo che rilevanza possano avere nella nostra vita di tutti i giorni. Purtroppo scontiamo, almeno a livello italiano, una classe dirigenziale che ha sempre confessato con grande soddisfazione di non avere mai capito nulla di matematica. Di qui lo scetticismo ancora diffuso, anche a livello imprenditoriale, con cui questi strumenti sono utilizzati. E’ importante quindi che il mondo della scuola cerchi di approfondire il loro utilizzo. A una condizione però: che sia il personale della scuola, studenti e docenti, a controllare il contenuto e la gestione delle loro pagine. Solo in questo modo può essere garantita allo strumento la flessibilità necessaria per essere un reale mezzo di istruzione.

E’ notizia di sabato 15 gennaio che Tiscali, gestore di telefonia mobile e ‘provider’ di Internet, abbia acquistato la Datacomm AG, società svizzera che fornisce accesso a Internet a circa 50.000 utenze. Non ci è dato sapere l’ammontare dell’esborso, ma, se fossimo nella giunta Dellai, proveremmo a prendere qualche informazione in più. Infatti un aspetto dell’intera operazione ‘Vivoscuola’ con i suoi 60.000 dischetti di connessione gratuita è quello di trasformare ‘Informatica Trentina’ nel più importante ‘provider’ di Internet del Trentino. E’ chiaro allora che la gestione di ‘Vivoscuola’, essendo stato un investimento della Provincia, dovrebbe comunque rimanere alle scuole trentine (e non finire come dote di Informatica nel suo processo di privatizzazione).