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Una destra così, è presentabile?

Dalla questione del cimitero islamico a quella dei libri di testo. La destra si candida a governare: con quale credibilità?

L’annaspare del centro-sinistra, con le incertezze del governo nazionale, e ancor di più con la politica neodorotea della giunta provinciale di Dellai, hanno portato al centro dell’attenzione gli antagonisti, il centro-destra. A livello locale alcune persone soprattutto dell’area ambientalista, fortemente deluse dall’attuale andazzo, stanno già lavorando per organizzare l’astensione alle prossime elezioni politiche. Eppure il discredito che sta accumulando Dellai sembra efficacemente controbilanciato dalle topiche clamorose della destra. La quale infila a ripetizione episodi che sembrano renderla poco presentabile, almeno per una parte consistente dell’opinione pubblica democratica. I due casi più recenti: le proteste razziste contro il cimitero islamico, e la bagarre sui libri di testo.

Insomma, si rischia un circolo vizioso. Il centro-sinistra sta dando cattiva prova di sé; ma trova sponda nell’impresentabilità della destra. Della serie: anche se faccio fesserie posso stare tranquillo, tanto i miei elettori continueranno a votarmi, magari turandosi il naso.

Ma anche a prescindere da questo meccanismo - valido forse a livello trentino ma molto meno, stando ai sondaggi, a livello nazionale - si pone il problema. Quanto è credibile questa coalizione che rivendica il governo?

Soprattutto dopo l’ingresso, nella Casa della Libertà, di una Lega che, dopo l’abbandono del federalismo e il flop della secessione, sembra avviata sulla strada dell’incarognimento: sollecitare nel ventre della società ansie e paure, per ricavare un miserabile spazio nella gestione politica di un inedito razzismo.

Sul crinale del razzismo la destra europea ha saputo avere comportamenti inequivoci e decisi: Chirac ha perso un turno elettorale, per non aver voluto apparentarsi con i razzisti di Le Pen; ma ha salvaguardato la prospettiva storica del partito e dello schieramento (oltre che la convivenza nella Francia ormai plurietnica).

Il nostro centro-destra, ha lo stesso orizzonte, oppure intende continuare a cinguettare con coloro che seminano l’odio pensando di ricavarne scranni in Parlamento?

Taverna (Alleanza Nazionale)

Sono il primo a riconoscere che il centro-destra, in Trentino, deve lavorare molto e crescere altrettanto, perché usciamo da una posizione in cui per la destra non c’era spazio, con un partito di maggioranza totalizzante - la Dc - e due opposizioni minoritarie - Patt e sinistra. Ora, nella nuova situazione, c’è spazio per noi, ed è iniziata la nostra crescita, in termini di voti e di capacità, come testimoniato anche dalle recenti elezioni di Rovereto.”

Veniamo ai problemi sul tappeto: il cimitero islamico...

“Un’immigrazione come quella dalle caratteristiche culturali dell’Islam, può creare conflitti. Io mi sono apertamente dissociato da manifestazioni come quella della Lega al cimitero. Eppure il problema, obiettivamente, c’è. Ed è quello dell’integrazione di culture diverse...”

Il problema dell’integrazione viene enfatizzato, e portato a livello di conflitto, da alcuni mestatori che su questo vogliono fondare le loro carriere: e sono vostri alleati...

“Ci possono essere queste persone. Però c’è anche il problema dell’integrazione. Sul cimitero: gli islamici hanno il diritto di avere il loro, ma è assurdo che ci sia il cimitero islamico dentro quello cattolico. Anche perchè lo spazio è scarso anche per i nostri morti.”

E allora? Per risparmiare spazio non lasciate seppellire i morti delle minoranze etniche o religiose?

“No. Devono essere sepolti tutti. Ma anche la carenza di spazio impone la costruzione di un apposito cimitero islamico”.

Non è la storia del lupo e dell’agnello? Qualsiasi cosa l’agnello dica, o proponga l’immigrato, è sempre sbagliata. Se avessero proposto un loro cimitero, figurarsi!

“E’ un discorso anche di leggi. Il cimitero di Trento è comunale, ma ora vi saranno sepolti i morti islamici provenienti anche da altri comuni, diventerà cioè - in parte - un cimitero provinciale”.

Se questo vi angustia, dovreste battervi non contro le sepolture islamiche a Trento, ma perché siano estese anche agli altri cimiteri...

“Non si può arrivare a una proliferazione indiscriminata dell’Islam; un minareto in ogni paese non è pensabile.”

E tre tombe islamiche in ogni cimitero?

“Non vediamo come positiva la multietnicità. E vogliamo il rispetto delle regole.”

Non è che voi vi appigliate a cavilli per complicare la vita delle minoranze?

“No, noi chiediamo l’osservanza delle regole. E un cimitero comunale non può essere provinciale.”

Passiamo ai libri di testo. Non è che avete rispolverato la censura?

“Abbiamo sollevato un problema, che è obiettivo. E tutti gli interventi l’hanno riconosciuto.”

Ma se ritenete che alcuni - o tanti - libri di testo siano faziosi o inadeguati, potete aprire una battaglia culturale. Come la sinistra aprì, negli anni ’60, contro i libri di testo di allora, ritenendoli fascistoidi, militaristi, ipernazionalisti. Battaglia culturale, non censura regionale.

“Siamo realisti. Le case editrici stampano in vista dell’adozione dei libri di testo da parte dei professori. E c’è un problema di onestà intellettuale di una parte dei docenti.”

Insomma, il problema è che ci sono dei prof di sinistra? E voi cosa proponete, l’assunzione dei docenti in base all’orientamento politico?

“Ci potrebbe essere una commissione che valuta l’obiettività dei docenti. Questo è un problema vero, sollevato dalla stessa professoressa Lia De Finis.”(l’intervista si è svolta prima della precisazione della ex-preside, che ha fermamente invitato a non strumentalizzare le sue parole, n.d.r.).

Ma la presenza, il confronto/scontro di opinioni diverse, è il senso della democrazia.

“Non parlo della diversità di opinioni, ma della faziosità; quella nella scuola non deve esserci.”

E chi la appura? Una commissione che stabilisca l’indice di faziosità degli insegnanti?

“Io ho fatto qualcosa di concreto: un sito Internet perchè su questo problema si possa sviluppare il dibattito.” (nei giorni successivi la proposta di Taverna è stata violentemente bollata, anche dagli studenti di sinistra, come invito alle ritorsioni e delazioni, n.d.r.).

In ogni caso questa è una proposta da consigliere di opposizione; quale quella di forza di governo?

“Io dico che tutti sono soggetti a critica, magistrati, giornalisti, politici. E gli insegnanti no?”

Maurizio Perego (Forza Italia)

Islam, libri di testo, conflitti d’interesse sono problemi oggettivi; ma su cui è impossibile il confronto, perchè enfatizzate dalla stampa, trasformate in crociate pro e contro.”

Veniamo al merito: i libri di testo...

“E’ innegabile che si studi su testi che contengono autentiche falsità: che le foibe siano state riempite dai nazisti con corpi di partigiani; o che Berlusconi sia entrato in politica perché, coinvolto in Tangentopoli, voleva salvare sé e le sue aziende...”

Beh, questa a me non pare proprio una falsità, anzi. Il problema forse è che i libri di storia non devono occuparsi di cronaca politica.

“Certo: ci si deve fermare a dove la storia si è sedimentata, diciamo la fine del secondo conflitto mondiale. E inoltre un docente deve essere intellettualmente onesto, presentare le differenti visioni dei fatti.”

Ma questa onestà dei professori, chi la giudica?

“Gli altri docenti e gli studenti; non devono quindi esserci istanze istituzionalizzate, ma una pressione dell’opinione.”

Storace vuole andare oltre...

“Non è questione da essere demandata alla singola Regione, bensì al Ministero: che certifichi se nei testi ci sono palesi falsità. In dubio pro reo, il testo va approvato. Ma quando i fatti sono evidentemente distorti, si deve intervenire.”

Veniamo al cimitero islamico.

“I morti musulmani hanno gli stessi diritti degli altri. Per questo sono contrario a una loro inumazione separata, che sarebbe una ghettizzazione. Il problema nasce da una religione che rifiuta l’integrazione.”

Non è che voi dipingiate sempre l’islamico come il cattivo di turno, il fondamentalista? Gran parte della storia, e della vita quotidiana nei paesi arabi del Mediterraneo, dice il contrario. E non è proprio questo rifiuto di partenza che rischia di creare le ghettizzazioni e quindi i fondamentalismi?

“Noi siamo per l’integrazione. Che vuol dire permettere tutto quello che rispetta le nostre regole, i nostri principi fondamentali.”

Però dalla vostra coalizione arrivano anche altri messaggi...

“Alcune forze cavalcano la reazione della gente di fronte all’immigrazione indiscriminata e all’accettazione della criminalità. Oggi c’è una situazione critica di base che ha creato spinte radicali; a questo punto il corretto approccio culturale (sì alla loro cultura, purché non confligga coi principi fondamentali delle nostre leggi) è difficile da portare avanti.”