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Una task force contro antenna selvaggia

Il Codacons mette a disposizione di tutti i Comuni italiani un’équipe costituita da avvocati, ingegneri, misuratori d’onde e medici, per difendersi dagli impianti fuori norma.

Nei giorni scorsi il Codacons ha inviato centinaia di denunce in tutte le Procure d’Italia - compresa quella di Trento - per bloccare le antenne selvaggiamente installate su tutto il territorio nazionale, in vista delle 50.000 antenne necessarie per l’UMTS.

L’eccezionalità dell’iniziativa sta nell’opportunità offerta agli 8000 Comuni italiani di avere a disposizione un’equipe costituita da avvocati, ingegneri, misuratori d’onde e medici, per difendersi da antenna selvaggia e, contemporaneamente, rassicurare i cittadini per quanto riguarda la tutela della salute.

A tale proposito è da ricordare che il Codacons si è costituito parte civile contro i responsabili dell’Enel di Torino e contro Radio Vaticana presso la Procura di Roma.

Ma mentre i film americani lanciano messaggi di allarme ai consumatori (Ace Ventura l’Acchiappanimali che dice al personaggio con il cellulare all’orecchio "Ma cosa fai con quel cellulare? Non sai che è cancerogeno?"), in Italia il ministro della Sanità Veronesi continua ad andare in giro a tranquillizzare, dicendo che i telefonini non fanno male "e anzi, forse fanno anche bene", così come va dicendo che la nostra carne è " sicura ".

Ci auguriamo dunque che le centinaia di denunce inviate dal Codacons a tutte le Procure italiane - ribadiamo anche a quella di Trento - servano a bloccare le antenne selvaggiamente installate e che l’inquinamento da onde elettromagnetiche possa essere imputato non solo a Radio Vaticana, Radio Maria e ai responsabili Enel di Torino, ma a tutti i gestori di telefonia mobile che hanno abusivamente installato degli impianti.

D’altronde, come dicevamo in dicembre (vedi QT n.22 del 2000), è necessario che anche in Trentino la guardia non venga abbassata, anche se sul nostro territorio non si registra la pesante situazione denunciata e documentata, ad esempio, dai cittadini di Cesano, alle porte di Roma Nord, dove più di 50 antenne alte quasi 100 metri irradiano trasmissioni radiofoniche ad elevatissima potenza,tanto che un monitoraggio della Regione Lazio ha registrato emissioni elettromagnetiche fino a 17,8 volt per metro, tre volte maggiore di quello fissato per legge, ed è stato accertato per i bambini un rischio di leucemia più alto di 6 volte rispetto a Roma.

Per quanto riguarda il mondo politico trentino, non è da sottovalutare il fatto che la Giunta Provinciale ha emanato il 29 giugno 2000 un regolamento, riguardante i campi elettromagnetici, che ha recepito diversi principi che le associazioni ambientaliste più sensibili e documentate vanno sostenendo da tempo,come ad esempio il rispetto dell’obiettivo di qualità di 3 V/m ( a livello nazionale è 6 V/m); oppure il recepimento del principio cautelativo della minimizzazione della esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, o ancora il divieto di installare impianti fissi "all’interno o in prossimità di scuole, ospedali, case di cura, residenze sanitarie assistenziali e ambienti destinati all’infanzia…., in siti o posizioni di particolare rilevanza dal punto di vista paesaggistico-ambientale, ubicati nelle aree protette o nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico..". Si tratta ora di far sì che tali disposizioni teoriche trovino applicazione pratica e là dove sono stati installati impianti non conformi a quanto stabilito dal regolamento provinciale, questi vengano risanati, delocalizzati, o rimossi del tutto.

Per quanto riguarda poi il mondo giudiziario, è da sottolineare che la magistratura amministrativa trentina si è mostrata disponibile e sensibile alla tematica dell’inquinamento elettromagnetico, annullando nel novembre scorso alla multinazionale Ericsson l’autorizzazione concessa dal Comune di Trento per l’installazione dell’antenna nel centro della città; sempre la stessa autorità ha anche disposto lo smantellamento dell’antenna Omnitel abusivamente installata nel Comune di Nago-Torbole, dando al contempo l’autorizzazione allo stesso Comune di smantellare l’opera abusiva.

L’aspettativa di tutti ora è che anche la Procura della Repubblica di Trento , per quanto riguarda le onde elettromagnetiche, sia animata dalla stessa sensibilità . Solo così le denunce che singoli cittadini, Codacons, comitati spontanei, hanno presentato o presenteranno avranno qualche possibilità di successo.