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Il grande timoniere

Arrivato alla presidenza dei popolari tirolesi, il sindaco van Staa si prepara a succedere a Weingartner come Capitano del Tirolo. E ce la farà.

Il nostro magnifico sindaco ce l’ha fatta. Per un pelo. Con appena poco piú del 50% dei delegati, dal 27 ottobre é il nuovo presidente dei popolari tirolesi. Per un partito-contenitore come i popolari, che dal 1945 governano la provincia con quasi sempre una maggioranza assoluta, per un partito la cui ragion d’essere è pressoché unicamente il potere, già il fatto di aver dovuto scegliere fra due candidati invece di intronizzare trionfalmente un leader prescelto nei corridoi, con accordi fra le varie correnti e cordate, era un fatto traumatico. Cosicché un dibattitto congressuale, prima del voto, non c’è stato.

I pochissimi delegati iscritti a parlare, dopo una breve riflessione hanno rinunciato alla parola: non bisognava aggravare le lacerazioni. Votiamo, vedremo, e poi il nuovo capo, chiunque sia, si adoperi ad unire il partito sotto la sua guida...

In quale direzione? Boh? Non l’hanno detto, gli aspiranti Capitani, almeno non al congresso. Sicché da quanto hanno sussurato, nelle settimane precongressuali, i vari bene informati, tutto doveva essere chiaro.

Chi erano i contendenti? C‘era l’assessore Platter, giá sindaco di un paese del Tirolo occidentale, poi deputato al parlamento, capo indiscusso degli Arbeitnehmer, cioè della federazione dei lavoratori in seno al partito popolare, eletto all’ultimo congresso della sua federazione con quasi il 100%, senza candidature alternative. Platter era l’uomo del Capitano Weingartner.

Dall’altro lato, c’era Herwig van Staa, sindaco di Innsbruck, marito della figlia del defunto Capitano Wallnoefer, il grande padre padrone della DC e del paese negli anni ‘80 , il grande iconoclasta che aveva detronizzato i vecchi baroni DC nella capitale e distrutto il tradizionale partito cittadino per poi riemergere con una DC nuova, in versione "lista cittadina", vincere alla grande e assicurare la poltrona del sindaco al suo partito. ("Se non avessi spaccato il vecchio partito, oggi avremmo un sindaco rosso-verde" - rispondeva poco fa a chi lo accusava di essere sempre stato un elemento di disturbo in seno al partito. E si capisce perché va d’accordo con Dellai....).

Van Staa era il candidato di Ferdinand Eberle, Vicecapitano e presidente dei popolari fino alle sue dimissioni dopo la feroce battaglia contro Weingartner ed i suoi piani per una fusione della Hypobank con la Cassa di Risparmio di Bolzano.

I numeri, prima del congresso, parevano chiari. Per van Staa si erano dichiarati le donne, i giovani e i pensionati del partito, insomma quelli che tradizionalmente non contano un fico, più qualche sindaco.

Dietro Platter, almeno ufficialmente, al livello dei direttivi, si erano schierati sia la federazione dei lavoratori che quella degli imprenditori. (Sembra, però che il voto nel direttivo degli imprenditori fossea un po‘ inquinato, almeno secondo quanto ha gridato, scandalizzata, la federazione di Innsbruck. Ma chi ha detto che chi governa deve per forza praticare un minimo di democrazia interna e trasparenza?)

Le appartenenze, le tradizionali lealtà, sembra non abbiano funzionato piú come una volta. In fin dei conti, i delegati hanno dovuto scegliere fra due cordate e due linee: o si era per Weingartner, o per Eberle. Per quello che voleva vendere la banca provinciale ai Walschen, per oscuri disegni ed ambizioni personali, o per quello che ha difeso la tirolesità perfino nel sistema bancario. Ma il retroscena doveva essere piú complicato. C’era di mezzo anche il futuro del governo provinciale.

Con la linea Weingartner si sarebbe arrivati alla rottura coi socialdemocratici e, in fin dei conti, a una giunta monocolore di minoranza, tollerata dai Freiheitlichen: insomma, il centro-destra al posto del centro-sinistra. Il che avrebbe significato anche la morte politica di Eberle, che mai si sarebbe prestato ad un modello di governo che si appoggiasse ai Freiheitlichen. Con ciò, se ne sarebbe andato l’unico esperto di politica economica e fiscale dei popolari. Questo scenario, abilmente sussurato dagli uomini di Eberle, deve aver terrorrizzato sia la sinistra interna dei lavoratori che gli imprenditori.

Cosí, una pur risicata maggioranza ha votato per la linea Eberle, per la continuazione del centro-sinistra in provincia (in barba al governo nazionale) e anche per certi affari già fatti o promessi da Eberle, i quali sarebbero stati messi in forse da un ricambio della giunta (motivo per cui tanti sindaci, alla fine, si sono schierati con van Staa, anche se tradizionalmente non corre buon vento fra il sindaco della capitale e quelli dei piccoli paesi). Con ciò, hanno votato anche per un provato acchiappa-voti, per uno che sa bene combinare le sacre vacche del piú ferreo e perfino reazionario conservatorismo con le apparenze di un moderno, liberale ed urbano leader di movimenti civili.

Weingartner ha dichiarato di voler restare in carica, da Capitano, fino alla fine della legislatura. Ma la miccia sotto la sua poltrona è già accesa. Herwig van Staa ora vuole diventare Capitano, e ce la farà.

A Innsbruck, poi, avremo molto probabilmente la prima donna sindaca nella millenaria storia della città: la sua vice Hilde Zach. Meno male.