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Bretella rotaliana: ecco il progetto definitivo

Per un motivo o per l’altro, sono molti gli scontenti a proposito del collegamento fra Trento e le valli del Noce.

Da qualche giorno è stato depositato nei comuni territorialmente interessati il progetto definitivo della cosiddetta bretella rotaliana, il collegamento tra le valli del Noce e Trento nord. Entro trenta giorni potranno essere avanzate osservazioni e proposte di modifica, dopo di che il progetto diventerà esecutivo, assumerà cioè la veste di pubblico interesse e quindi sarà possibile procedere con i lavori cominciando, dove necessario, con i decreti d’esproprio.

L’amministrazione comunale di Nave San Rocco, ai margini del cui territorio passerà un tratto della nuova strada, non è certo felice della soluzione adottata dai tecnici coordinati dal titolare del progetto speciale, l’ingegner Tiso: "Ci avevano promesso di non invadere il piano campagna e in particolare di occupare terreni esterni all’area demaniale che fiancheggia l’argine del Noce - dichiara il vicesindaco di Nave, Ivo Chistè - Di ciò noi c’eravamo fatti in qualche modo garanti nei confronti dei nostri cittadini; invece, dalle carte più recenti emerge il contrario. Ulteriore sacrificio di terreno agricolo deriva poi dal fatto che, per un lungo tratto, è stata prevista la costruzione di una strada di servizio alla fossa di bonifica. Ed anche questa per noi non è una bella novità. A fianco della bretella con una carreggiata che per conto suo misura già undici metri e mezzo, oltre ad un largo tratto di banchina si verrebbe ad aggiungere un ulteriore nastro d’asfalto di tre metri di larghezza. Il tutto, per Nave San Rocco, significa un esproprio di oltre 17.000 metri quadrati."

Gli amministratori di Nave San Rocco hanno quindi chiesto un incontro urgente con i tecnici provinciali per trovare una soluzione diversa. "Il fatto è - propone il vicesindaco Chistè - che la costruzione della bretella obbligherà i contadini a realizzare nuove capezzagne per l’accesso ai rispettivi fondi agricoli; per questo, se è comprensibilmente necessario tenere aperta una via per la manutenzione della fossa che fiancheggia il torrente, per assicurare il transito ai manutentori sarebbe sufficiente gravare le singole stradine con una servitù a favore del consorzio, risparmiando dall’asfalto almeno una parte di terreni agricoli."

A Nave sono anche delusi dal fatto che per un tratto, dove il Noce disegna una leggera ansa rientrante verso la montagna, la nuova viabilità abbandoni l’argine del fiume occupando in cambio terreno agricolo, seppure in parte demaniale.

Di opinione opposta si erano dichiarate le associazioni ambientaliste che, viceversa, non hanno mai digerito che la nuova strada percorra in gran parte l’argine del Noce. A parte l’irrigidimento dell’argine che delimita peraltro il biotopo della Rupe, diventato oramai un luogo di nidificazione e di transito di svariate specie di uccelli (anitre, cormorani, aironi, falchi, ecc.), i pescatori sono in all’erta, perché temono di non poter più accedere al fiume percorrendo le tradizionali stradine arginali. A suo tempo i pescatori non osteggiarono la soluzione proposta dalla Provincia anche perché alcuni dirigenti dell’associazione si batterono per anni accanto ad altri gruppi e partiti contro la soluzione cosiddetta Sepi, ritenuta per il fiume ben più dannosa di quella ora in via di realizzazione. Inoltre, a fronte del probabile (ora sicuro) sacrificio ambientale lungo quel tratto del Noce, ai pescatori furono date garanzie sulla tutela dell’ampia zona di esondazione alla foce del Noce, nei pressi di Zambana Vecchia.

Pietro Pedron, presidente dell’associazione pescatori dilettanti, stenta a credere che la nuova viabilità scorra per un lungo tratto sull’argine. "Se così fosse - commenta - non faremo mancare la nostra contrarietà. In quel caso, immaginiamo le difficoltà per accedere al fiume anche per i semplici lavori di manutenzione".

Come si vede, una posizione in antitesi a quella degli amministratori di Nave San rocco.

Ancora più radicale si manifestò, in sede di valutazione di impatto ambientale, la posizione del rappresentante del WWF, che propose, inutilmente, di progettare la nuova viabilità, per un tratto, a fianco del percorso dell’autostrada fino al centro abitato di Nave San Rocco.

Fra tanti mal di pancia, una buona notizia: tra pochi giorni la fresa che sta scavando la galleria esplorativa (il cosiddetto "pre-foro") dovrebbe uscire dalla montagna a nord di Mezzolombardo, nei pressi del bivio per Fai. Il macchinario, dopo le difficoltà di cui abbiamo riferito qualche mese fa, ha oramai percorso l’intero tratto di circa tre chilometri e mezzo. Prossimamente, a qualche metro dal piccolo tunnel esplorativo che domani assumerà la funzione di via di fuga, sarà scavata la galleria nella quale si dovrà infilare il traffico per la valle di Non che ora percorre la borgata rotaliana.

Infine, una considerazione: se non si darà una regolata allo sviluppo frenetico del traffico privato, il sollievo che la nuova viabilità porterà alla vivibilità dei paesi della Piana non è destinato a durare.