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Le timidezze del Centrosinistra

Il Governo Berlusconi perde consensi. Tutti i sondaggi lo confermano. Esso attraversa un periodo difficile: la legge Gasparri, la Finanziaria, le pensioni, la perdita di prestigio del "lider màximo" on. Silvio Berlusconi, gli attriti fra i partiti della maggioranza. Tutti questi elementi possono spiegare la flessione del consenso, che potrebbe aumentare se l’opposizione di centro sinistra fosse più unita e più vigorosa. Il cemento politico che tiene unito il centro destra è Berlusconi. Finora l’opposizione si è rifiutata di attaccarlo frontalmente e di spiegare agli italiani che uomo è, nella convinzione che ammorbidendo i toni gli si possano sottrarre consensi.

Errore! Gli italiani hanno bisogno di parole semplici. Gli italiani vogliono sentir parlare chiaramente tutti i giorni dei crimini di Berlusconi. Le esitazioni dei leader non hanno fondamento. Gli elettori vogliono sentir dire tutti i giorni che il governo Berlusconi non è un mero episodio di malgoverno conservatore ma è un oltraggio permanente a tutti i principi della democrazia liberale. La sudditanza alla prepotenza e alla arroganza berlusconiana è la causa della critica severa che viene ai dirigenti della opposizione dai "movimenti" e da singole personalità intellettuali. Perché l’opposizione non ha fatto suo (con la materiale raccolta delle firme e la mobilitazione dei suoi uomini e delle sue donne) il referendum promosso da Di Pietro contro la nefanda legge salva Berlusconi dal carcere? E’ questo comportamento che confonde gli elettori. Perché non è stata pronunciata una severa condanna neppure dopo una sentenza che ha dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio il mercimonio di sentenze organizzato sistematicamente dai più stretti compari del Cavaliere? E’ questo che scontenta il popolo di centrosinistra. Bisogna chiedere con forza alle opposizioni che pongano fine a questa deriva di esitazione, che si nutre del fallace alibi della conquista del centro.

Insieme alla denuncia ferma, reiterata, implacabile, bisogna assicurare agli italiani che non si ripeteranno, in caso di vittoria del centrosinistra, le sciagurate omissioni del primo quinquennio ulivista, 1996-2001: sul conflitto di interessi, sul monopolio televisivo berlusconiano, sulle leggi anticorruzioni, sulla intensificazione alla lotta alla mafia, sul rafforzamento della indipendenza dei magistrati, sulla difesa della Costituzione.

Basta giocare di rimessa, basta navigare secondo il vento che cambia. Altrimenti avrà avuto ragione Nanni Moretti: con questi dirigenti non vinceremo mai.