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Mezzolombardo: la crociata continua?

Crocifissi e Ramadan: dopo i giovani leghisti e il preside, anche il sindaco vuol dire la sua.

Riassunto della prima puntata. All’istituto Martino Martini di Mezzolombardo, la IV MB programmatori, capeggiata da uno studente della Lega Nord, dinanzi alle telecamere della Rai, ha attaccato il crocefisso al muro dell’aula. Gli stessi ragazzi hanno poi promosso un‘assemblea d’istituto invitando, quali relatori, un consigliere provinciale della Lega Nord, un esponente dei Verdi e il padre guardiano dei Francescani di Mezzolombardo.

Il preside della scuola, Mario Casna, si è dichiarato entusiasta dell’iniziativa e nel giro di pochi giorni il crocifisso è stato affisso in tutte le altre aule della scuola. Ma la maggioranza degli studenti ha sentito odore di strumentalizzazione e, con gran disappunto del dirigente, ha sottoscritto un documento con il quale si chiedeva a tutti di darsi una calmata. Per bilanciare la "crociata", il preside ha annunciato che nella scuola si sarebbe festeggiata la fine del Ramadan. L’annuncio non è passato inosservato e il dirigente è stato invitato a partecipare al programma televisivo Rai "Chetempochefa".

Seconda e (speriamo) ultima puntata. Nel corso della comparsata televisiva, nella quale, tra il serio ed il faceto con il consueto stile del conduttore Fabio Fazio, si sarebbe dovuto parlare di integrazione degli immigrati alla presenza, tra l’altro, del cardinale Tonini, il dirigente del Martini, Mario Casna, è riuscito a dire pochissimo, sovrastato dal profluvio di parole del vecchio ma lucidissimo cardinale il quale, in sostanza, ha invitato il dirigente ad essere più prudente. Il preside ha abbozzato ed ha parlato di Teroldego e di spumante della Rotaliana.

Pochi giorni dopo è stata la volta dell’assemblea alla quale, come da richiesta della stragrande maggioranza degli studenti, sono stati esclusi gli interventi esterni: frate e politici sono quindi rimasti a casa (o in convento). Il giovane leghista è stato messo in graticola, e nonostante il suo lungo intervento scritto, la maggior parte dei ragazzi non ha voluto credere alla sua invocata buona fede. Il militante, con una buona dose di faccia tosta, ha accusato la stampa di aver amplificato la vicenda (ma non era stato proprio lui a piantare il crocefisso al muro davanti alle telecamere?).

Nel corso dell’assemblea, più partecipata del solito, sono intervenuti anche gli insegnanti: una, la professoressa Leone, si è schierata sostanzialmente in difesa della "crociata", mentre gli altri, tra i quali la professoressa Armocida, hanno sostenuto il concetto della laicità della scuola pubblica. Ovviamente, è intervenuto anche il dirigente che ha cercato di spiegare la sua posizione che nella vicenda, dall’esterno ma anche da dentro, è sembrata quanto meno ondivaga. Mario Casna, in sostanza, ha ridimensionato ("le mie parole sono state travisate") la proposta di festeggiare a scuola la fine del Ramadan: alla fine sarà una festicciola come per un compleanno.

Concludendo, visto che il preside ha motivato la repentina affissione del crocifisso invocando una normativa che lo rende obbligatorio come arredo, i giovani hanno obiettato che tale uso corrisponde ad una banalizzazione di un simbolo che dovrebbe avere ben più alti significati.

Dicevamo già nella "prima puntata" dell’apparente scarsa attenzione al dibattito da parte della comunità locale. O per meglio dire, alcuni cittadini molto impegnati nell’ambito dell’attività parrocchiale ci avevano fatto capire di non gradire molto i toni ed il merito di questi cristiani un po’ troppo chiassosi e di sperare nello smorzarsi dei loro toni da crociata.

Ma probabilmente non saranno accontentati. Infatti, all’assemblea degli studenti si è fatto notare anche il sindaco Rodolfo Borga che, vista l’opposizione degli studenti al dibattito sui "valori cristiani", ha fatto poi sapere di una prossima iniziativa comunale in materia. Dunque, la "crociata" sembra destinata a non finire qui.