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La città: vista da sinistra

Rispondono Sara Ferrari e Michelangelo Marchesi di Trento Democratica.

Trento Democratica è l’aggregazione di sinistra riunitasi attorno al sindaco Alberto Pacher. Qui apriamo il discorso sulla città di Trento e sui programmi, ripercorrendo le problematiche esposte nelle pagine precedenti, con due giovani esponenti dell’aggregazione, Sara Ferrari (segretario cittadina dei Ds) e Michelangelo Marchesi (di Costruire Comunità).

Il Trentino può puntare sul nuovo business delle tecnologie ambientali?

"Se vogliamo mantenere l’ottimo livello nazionale in quanto a qualità della vita, dobbiamo scommettere sull’innovazione della produzione. Anche la scelta di Trento, di dar vita a un Centro della Scienza all’interno di un parco fluviale va in questa direzione. E’ una scelta che deve essere prioritaria, nel campo urbanistico ed economico."

Michelangelo Marchesi (Trento Democratica).

Eppure altre scelte non sembrano andare in questa direzione. Ad esempio l’inceneritore…

"Rivendico al nostro gruppo consiliare l’aver evitato lo scempio proposto in prima istanza dalla Provincia (inceneritore da 330.000 tonnellate, ora dimezzato ndr). Nell’ultimo documento abbaimo posto tutta una serie di condizioni molto stringenti: sull’analisi geologica del sito, sulla riduzione dei rifiuti, sul pretrattamento ante-incenerimento, su una commissione di controllo sulla gestione dell’impianto come della raccolta dei rifiuti. Ora la competenza in materia è pienamente del Comune: starà a noi far rispettare, fino in fondo, queste clausole."

Insomma, è una sorta di riduzione del danno?

"Non possiamo ignorare che una scelta va fatta. Non si può pensare di risolvere tutto con la raccolta differenziata, con i costi che comporta e con le proteste per le tariffe sui rifiuti. Comunque non è una partita ancora chiusa: per esempio ora il sindaco è in visita a un impianto a Parigi."

Sarà. Ma la Provincia sembra passarvi sopra la testa. Vedi il caso dell’aeroporto di Mattarello: è una cosa demenziale, eppure la Pat, in barba alle vostre opinioni, continua ad ampliarlo e ad attrezzarlo per i voli commerciali.

"Come gruppo Ds stiamo molto attenti. Ci dovrà per forza essere un passaggio in Comune, non sarà possibile fare alcunchè a nostra insaputa. E se vuole parliamo pure della PiRuBi: nel futuro dle Trentino come lo intendiamo noi, non ci sta proprio."

Intanto però l’interporto, nato per le sole merci regionali, continua ad ampliare la propria attività. Ora, che senso ha che le merci della Lombardia viaggino su Tir fino a Trento, e qui, parcheggiando ed inquinando, salgano sui treni per risparmiare l’inquinamento da Salorno in su?

"Noi siamo una regione che deve fare scelte di rigore ambientale. Perché non ha molto di altro, se abbiamo l’aria inquinata cosa ci rimane? Sono d’accordo, questa è una scelta che come sinistra dobbiamo forzare, non solo in Comune, ma anche in Provincia."

Gli studi demografici parlano, nel 2030, di una città da 150.000 abitanti. Che ne dite?

"E’ un’ipotesi che va contrastata. Siamo già al limite della sostennibilità. Diciamo questo mentre sappiamo che già oggi, ai 105.000 residenti, si aggiungono le migliaia di utilizzatori, e sono cifre in aumento. Bene, la tendenza va contrastata, riducendo sia pendolarismo che inurbamento stabile. Trento deve chiedere alla Provincia che tutta una serie di funzioni, soprattutto amministrative, vengano decentrate. Su questo siamo peraltro in linea con il Consorzio dei Comuni."

E’ un’inversione rispetto alla posizione tradizionale, che rivendicava sempre maggiori funzioni.

"Sì. Anche se è stata soprattutto la Provincia a voler accentrare. Ora ne misuriamo i risultati perversi, e quindi va cambiata rotta. A Trento vanno mantenute solo le funzioni di coordinamento e quelle legate alla centralità logistica."

Questa legislatura ha trascurato i rapporti con il nord a iniziare da Innsbruck.

"E’ vero. E se vogliamo riqualificare il sistema produttivo, non possiamo fare scelte autarchiche. Di qui l’esigenza di mettere in comunicazione tutta l’asta dell’Adige e oltre, da Verona a Innsbruck. Per andare al di là del modello veneto, oltre tutto in crisi, e di quello sudtirolese, chiuso in stile riserva indiana."

Il voto agli immigrati?

"E’ un discorso sulla partecipazione democratica di coloro che non hanno (ancora) la cittadinanza. Stiamo contattando le associazioni per avere un qualche tipo di partecipazione. Di sicuro nella nostra lista ci saranno dei candidati immigrati, e li faremo eleggere. Questo è un primo passo. Poi dovremo trovare il modo per avere una soluzione istituzionale al problema."

La moschea?

"Gli islamici cittadini di Trento hanno gli stessi diritti dei cattolici."

Veniamo all’urbanistica. Il rapporto con i grandi porgettisti sembra essere stato difficoltoso.

"Comunque ci hanno fatto uscire dall’impasse sull’ostilità ai 3 saggi. In concreto. Con Renzo Piano: il suo primo disegno era indubbiamente più suggestivo. Ora abbiamo un parco, il Centro della Scienza, un auditorium. E’ vero, il rapporto con il fiume è ridotto a un paio di canali artificiali, ma si può ancora lavorare per migliorare.

Busquets: ci ha meso la grande intuizione dell’interrametno della ferrovia. Se sarà realizzabile, aprirà una vivificazione e riqualificazione di un’ampia parte della città. Il problema è anche come sarà realizzato, se – in presenza di una pluralità di soggetti ed interessi - ci sarà la capacità di coordinare l’insieme delle realizzazioni.

Gregotti: è un progetto elaborato da una parte privata, e si è sbagliato a presentarlo con una sorta di avvallo pubblico. E’ un non-luogo, che andrebbe bene ovunque. E il problema non è l’altezza delle torri, è il concetto di fondo, del commercio rinchiuso in scatoloni di cemento, antitetico alla nostra visione, dei negozi e delle strade pedonali come elemento di riqualificazione di un quartiere."

A Trento Sud che succede? C’è tutta una serie di realizzazioni senza alcun progetto d’insieme.

"C’è un dibattito ancora in corso. Non è un territorio come Trento Nord, già compromesso. Dovremo lavorare per fornire un disegno complessivo."