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L’Italia all’Università di Innsbruck

Inaugurato il Centro Italia: la collaborazione fra Trento e Innsbruck fa un bel passo avanti.

Il 22 aprile, inaugurazione alla grande ad Innsbruck, con la signora ministro all’Educazione e alla Ricerca, Gehrer, il presidente della Provincia di Trento Dellai, il Capitano del Tirolo van Staa, l’ambasciatore italiano ed i rettori di Trento, Verona e Padova. Grandi assenti: le autorità del Sudtirolo, che sembrano digerire male ogni cooperazione transfrontaliera che non privilegi Bolzano. Forse Dellai ha voluto mandare un messaggio, quando ha tenuto a sottolineare la "grande e particolare gioia e soddisfazione" delle istituzioni del Trentino, "partner naturale" di Innsbruck.

A fianco, da destra a sinistra: Lorenzo Dellai, il presidente del Tirolo Herwig Van Staa, la ministra Elisabeth Gehrer, il rettore Manfried Gantner, l’assessore comunale Christine Oppitz-Plörer.

Grande gioia perché nel palazzo seicentesco di Claudia de Medici (reggente del Tirolo dopo la scomparsa del consorte), accanto ai centri della cooperazione internazionale dell’università e dei centri di cooperazione con il Canada e la Francia, è stato inaugurato il nuovo Centro Italia.

Con la riforma universitaria, gli atenei austriaci, ora in competizione fra loro, devono specializzarsi, creare centri di eccellenza, darsi un profilo per attrarre studenti e denaro (proveniente dal bilancio federale, dalle Province e anche da sponsor privati). Contro questa riforma ci sarebbe tanto da dire, ma lasciamo perdere. Essa va implementata, e quando produce risultati importanti come questo Centro, non è il caso di fare i guastafeste.

Ad Innsbruck esiste già un corso di studi integrati per l’informatica, una cooperazione fra le università di Innsbruck, Bolzano e Trento, sotto il nome di "BIT School". Esiste anche, da tempo, un dipartimento di Romanistica. Esiste, soprattutto, la cooperazione con l’università di Padova che ha prodotto un corso bilingue di studi del diritto italiano (500 studenti, 40 nuovi iscritti l’anno) che permette ai sudtirolesi di lingua tedesca di studiare giurisprudenza nella loro "Landesuniversität" e diplomarsi anche in diritto italiano. E ci sono anche avvocati specializzati in diritto europeo e diritto commerciale, sia austriaco che italiano: una specie molto ricercata nell’ambito di cooperazioni imprenditoriali, specie fra piccole e medie imprese del Tirolo, del Sudtirolo, del Trentino, del Veneto, ma anche della Lombardia.

Ora, il nuovo Centro - il primo in tutta l’area di lingua tedesca - deve intensificare la cooperazione e lo scambio scientifico in tutti i campi, deve servire a ricercatori e studenti austriaci che hanno a che fare con argomenti che riguardano l’Italia, e naturalmente anche a universitari italiani che studiano problemi austriaci. E deve soprattutto sviluppare dei progetti comuni fra Innsbruck e le università italiane che già cooperano nell’ambito del programma europeo Socrates.

Fra gli sponsor del nuovo centro, oltre al ministero federale, al Tirolo, alla Provincia di Trento e al comune di Innsbruck, c’èanche il ministero degli Esteri italiano, la Camera di Commercio del Tirolo e la banca provinciale Hypo, il cui direttore ha sottolineato che, ovviamente, i soldi non li dava "per carità cristiana", ma nell’interesse economico della banca che, con 5 filiali con 90 dipendenti in Trentino, e con un giro d’affari di 2 miliardi, punta sull’espansione sull’asse nord-sud.

Barbara Tasser, direttrice dell’Italien-Zentrum.

Mentre il rettore di Innsbruck, prof. Gantner (economista anche lui) ha parlato di un "giorno di gioia per l’università intera", ed il Capitano van Staa ha sottolineato la cooperazione Innsbruck-Trento nella "regione europea alpina" e ha lodato l’ateneo come centro di eccellenza anche per gli studi interdisciplinari sull’arco alpino, l’ambasciatore Berlenghi ha parlato (in tedesco, così come il presidente del consiglio universitario, il prof. Rainer, ha voluto parlare in italiano) di "iniziativa coraggiosa, meritevole e lungimirante", che si inserisce bene nella costruzione della comune casa europea, alludendo anche al processo della ratificazione della nuova costituzione dell’Unione.

Il prof. Rainer ha ricordato la poca, in verità, amichevole storia delle relazioni fra l’Austria e l’Italia, le sofferenze prodotte dei nazionalismi del Novecento, ma anche l’incapacità (ovvero la mancanza di volontà) dell’impero absburgico di fondare, nelle province italiche della corona dell’impero, un ateneo di lingua italiana. "Oggi, siamo lontani anni luce da questa storia sofferta" - ha detto. Al posto della "storica" sfiducia, ora c’è rispetto, amicizia, ed una grande curiosità delle vicende di oltralpe. Per questo, il nuovo Centro potrebbe diventare non solo un’istituzione importante nelle relazioni bilaterali, ma un modello per tutta l’Unione europea - ha concluso il suo discorso.

L’assessora alle Scuole del Comune, la signora Oppitz-Plörer, ha poi annunciato un’altra iniziativa di grande spessore culturale: solo due giorni prima, il 20 aprile, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa fra il Tirolo ed il Trentino per creare, a partire dall’autunno di quest’anno, sia ad Innsbruck che a Trento, delle scuole-modello, al livello della scuola media, con insegnamento bilingue (cioè, non solo con corsi d’Italiano o di Tedesco, ma con insegnamento di altre materie, ad esempio letteratura o scienze naturali, nella lingua "dell’altro").

La festa si è conclusa con una prima mondiale: le "Variazioni su un tema del Tartini", per quartetto, un’opera del giovane compositore tirolese Themessl, il quale attualmente gode di una borsa di studio all’università di Napoli; un’opera commissionata dall’Istituto di cultura italiana di Innsbruck.

E naturalmente, con una grande abbuffata di specialità gastronomiche italiane, offerta dal gentile sponsor Hypo.

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Chi voglia informazioni più approfondite, può trovare una presentazione del nuovo centro anche in lingua italiana sul sito http://www2.uibk.ac.at/italienzentrum/. La direttrice del Centro, dott. Barbara Tasser, ha i seguenti recapiti: Barbara.Tasser@uibk.ac.at, tel. +43 (0)512 507 9085)