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L’irresistibile caduta di Keith Emerson

Ovvero: i devastanti effetti della presunzione. Soprattutto fra gli artisti.

Mi è capitato di intravvedere tra gli spezzoni fuori programma di RAI3 un frammento della sigla di "Odeon, tutto fa spettacolo", il glorioso programma che per la prima volta mostrò in tv le tette delle ballerine del Crazy Horse. Ve la ricordate la sigla finale? C’era una fighetta che sculettava e lanciava moine a un pianista-cowboy che suonava un ragtime di Scott Joplin. Lui, il pianista, era Keith Emerson, idolo della mia gioventù di studentello di Conservatorio. Quando appariva in quei panni tipo Ringo (sarà stato il ‘77), era già un astro in declino, come confermava la sentenza lapidaria dei miei compagni di liceo: "Emerson non lo caga più nessuno".

Keith Emerson, dagli esordi al declino.
Keith Emerson, dagli esordi al declino.

La cosa mi feriva, ma era la verità. Eppure fino a qualche anno prima era considerato un dio del rock, il tastierista per antonomasia. Un pianista notevole: si muoveva ritmicamente sugli accordi come e meglio di Elton John, ma poi sapeva jazzare (e lo faceva con uno stile tutto suo), e inoltre eseguiva senza complimenti il repertorio classico da Bach a Bela Bartòk, con buona tecnica e incisività. Ma suonava pure l’organo Hammond come nemmeno il grande Brian Auger. Emerson l’organo lo dominava con tecnica jazzistica (alla Jimmy Smith) e se lo divorava con un’aggressività tutta rock e un sound inconfondibili. Ma ciò che lo ha reso "archetipo del tastierista", è stato il suo uso dei sintetizzatori. I suoni che ha saputo cavare dal Mini-Moog e gli assoli che ci ha ricamato sopra restano modelli di gusto e inventiva.

Nel ’67 Emerson era un giovane pianista inglese di formazione classica che non disdegnava il Jazz, il Pop e il Rock’n roll. Per allora questa polivalenza era eccezionale: lo trovavi col lanternino qualcuno che sapesse suonare una fuga di Bach e subito dopo una canzone dei Beatles. Nella magica Swinging London il giovane Keith si fa notare coi Nice. Suona l’Hammond con un fraseggio ritmico travolgente: alle sue interpretazioni di "I want to live in America" di Bernstein o del "Blue Rondò a la Turk" di Brubeck non si addicono complessi di inferiorità verso gli originali.

Poi nel ’69 l’incontro con Greg Lake e Carl Palmer origina il gruppo rock tra i più importanti e trendy del momento. I primi quattro LP che gli Emerson Lake & Palmer sfornano sono capolavori autentici: il primo (e il più bello) condensa così tante idee tematiche e armoniche, atmosfere timbriche, suggestioni stilistiche (dalla musica colta contemporanea, al Jazz, al Rock inglese più avanzato), che continua a stupirmi ogniqualvolta lo riascolto. Ma in tutti e quattro gli LP ci sono architetture ritmiche complesse che anticipano Frank Zappa. E le armonie, magari costruite su scale modali e intervalli di quarta, sconcertavano molti musicisti rock di quel periodo che avevano già abbastanza grattacapi a far quadrare il giro di do, o giù di lì.

Il pubblico era suddiviso tra gli entusiasti del virtuosismo e quelli che in quel virtuosismo trovavano l’origine di una freddezza che aveva poco da spartire col feeling. In realtà Emerson & Co. non erano grandi perché erano bravi, ma perché la loro bravura gli permetteva di fare delle cose che nel Rock, prima di allora, non aveva fatto nessuno. Con tutto il rispetto per Genesis, Yes e Progressive Rock dell’epoca, gli ELP, quando erano in forma, facevano musica davvero raffinata e non semplicisticamente pseudo commemorativa dell’arte colta.

Dopo quel travolgente momento gli ELP si sono annullati, peggio che fossero morti: non hanno saputo produrre una sola nota ascoltabile. Qualsiasi roba abbiano proposto risulta così incredibilmente stucchevole e lontana dagli esordi per ispirazione, tecnica, intelligenza... che verrebbe da pensare alla genialità dei primi lavori come frutto di un patto col diavolo. La discesa è stata così ripida, rapida e ingloriosa, che nessuno o quasi si ricorda più di loro, rimossi dalla memoria storica degli stessi estimatori di un tempo.

Come è possibile? Parecchi anni fa ho avuto modo di intervistare Keith Emerson. Gli idoli dell’adolescenza stentano a tramontare dentro di noi a meno che non subiamo una forte delusione. E in quella circostanza il mio amato Keith si mostrava come un uomo superbo, pieno di sé, egocentrico. Non tradiva l’intenzione di rapportarsi con l’esterno, non gli interessava sapere ciò che gli succedeva intorno, che cosa pensava la gente, che cosa facevano gli altri musicisti: sfoggiava beata autocontemplazione, forse convinto di bastare a se stesso e che il suo genio fosse in grado di rigenerarsi motu proprio.

Morale: la presunzione, specialmente se sei un artista, può risultare vieppiù dannosa. Può chiuderti le vie d’accesso al cervello e rincoglionirti fino ad azzerare gli effetti delle splendide doti che la natura ti aveva generosamente elargito.

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Commenti (126)

Greg Lake @gianni franz

Già. Potrei comunicarti la mia tristezza nel constatare quanto la notizia della sua scomparsa sia stata snobbata dai media. Quell'uomo ha fatto la storia del rock non solo negli ELP ma anche come protagonista dei 2 primi leggendari LP dei King Crimson... Il trattamento sbrigativo riservatogli post-mortem è indicativo dell'ignoranza che gira intorno.

gianni

Beh .. e allora? Neanche una parola su Greg? Ma che gente siete???

Timida e Elp Fantakus

C'è un'altra connessione tra Tomita e Keith: Pictures At an Exhibition, che Tomita registrò in versione ovviamente elettronica e 'lunare'.

@Gabriele. Tomita + Keith franz

Grazie per l'info. Non sapevo che anche il Tomita ci avesse lasciato. Me lo ricordo come un grande sperimentatore e miscelatore di suoni nei primi anni 70. Riorchestrava con i sintetizzatori dell'epoca specialmente brani classici... anche se con risultati alterni. Notevole la rivisitazione dell'arabesque di Debussy.
Ne approfitto, visto che siamo sintonizzati, per segnalarti "Farewell to Keith Emerson", un articolo che ho scritto il mese scorso sempre su questo giornale. Tocca brevissimamente anche alcuni dei temi che hai sollevato nei tuoi post... Ciao.

Anche se è fuori tema... Gabriele

Anche se è fuori tema ... ma questo è un anno di grandi che se ne sono andati. Non sapevo che il maestro ISAO TOMITA fosse morto proprio pochi giorni fa. Uno che con il Moog ci è sempre andato a nozze. Chi non lo conosce ascolti le sue musiche sognanti, intense, piene di sfumature lievissime e lussureggianti.

Più passano i giorni gabriele

Più passano i giorni più sento che è venuto a mancare un pilastro importantissimo della mia vita. Non sono un musicista... lo sono stato in maniera amatoriale da giovane, anche componendo qualcosa ad orecchio con gli amici (senza conoscere un solo trattino di spartiti scritti).
Manca anche se ormai i suoi problemi con la mano erano diventati talmente grandi da renderlo praticamente muto. Cerco in rete altri particolari che possano far luce su quanto sia effettivamente successo e magari qualche interpretazione da parte dei due figli. Ma non si trova nulla. Manca per la persona, per le sue ultime interviste nelle quali, se lo avete notato, aveva sempre uno sguardo quasi malinconico. Si, sorridente, ma c'era una nota di sottofondo, anche nel suo gesticolare, che lo rendeva in qualche modo "triste". Ora a posteriori molte cose e particolari della sua persona possono essere spiegate e analizzate, alla luce di quel che è successo. Questo è facile per chiunque, ma pensare che dentro di sè avesse già il seme di un gesto estremo risulta davvero incomprensibile. E non credo che per un problema neurologico, o d'impossibilità di suonare ancora ci si possa decidere a spararsi nel cranio. Ci dev'essere dell'altro, molto più grave e profondo. Poteva godersi una doratissima vecchiaia, aveva una compagna che sembrava stabile, due figli grandi e sicuramente bravi.... ci deve essere altro. Ma forse non lo sapremo mai, noi avvoltoi che lo abbiamo osannato e criticato, e rimesso in cima, e ributtato a terra a seconda di cosa la sua mente abbia partorito in 45 anni.
Eri un amico per me. Ti ho stretto la mano nel 2006, prima del concerto a Vigevano. Era asciutta, fredda e terribilmente potente.
Sono stato con sofferenza a guardare come la usavi sulla tastiera... quelle tre dita sopratutto. Sembrava una mano quasi monca. Era un dispiacere vero. Ciao, buona continuazione.

@esther_rifatto. About Zappa franz

Certo. Ma io mi riferivo allo Zappa tra gli anni '70 e '80, quando ha cominciato a tessere con i ritmi composti le sue maglie musicali. Il Tarkus emersoniano del 1970 spiana idealmente la strada (almeno secondo me) al Whippin' Post zappiano del '84, al netto ovviamente di differentissimi sound e humus culturale...

anticipa ZAPPA?? esther_rifatto

che a me risulti, Zappa e' anteriore agli ELP, o sono io ad aver travisato il commento?
comunque R.I.P. caro Keith ...

@VittorioRicci64. Aveva ragione Baudelaire franz

Come diceva Baudelaire: tu hai bisogno di vendetta come un uomo stanco ha bisogno di un bagno. Ecco... fatti un bagno, caro Ricci.

aveva ragione Flaubert VittorioRicci64

tu sei del 59 e nel 70 avevi 11 anni. quindi hai scoperto Keith facendoti seghe davanti alla TV sul culo di Rosa Fumetto. Quindi non tirare fuori discussioni liceali sulla decadenza di Keith, perchè non sapevi nemmeno chi fosse. Non fare classifiche di dischi e gruppi, perchè come diceva Bartok, le gare le fanno i cavalli non i musicisti. Invece Flaubert diceva che i critici sono degli idioti, perchè se non lo fossero, avrebbero fatto gli artisti. Medita.

ADDIO Gianni

Addio, inconsapevole Artefice della mia passione più grande. Per merito Tuo fare musica è diventata per me, come per altri, un'espressione del cuore. Addio Amico dei miei sogni... è egoistico, adesso lo sò, ma il saperTi vivo, anche se in quelle condizioni, mi faceva stare bene. La Tua decisione non è quella di un ragazzino andato male a scuola, e quindi và rispettata, quanto meno per la sofferenza che essa rappresenta. Non riesco a pensare ad un momdo senza di Te. E' terribile....terribile. Mi consola il fatto che, data l'età, non resterà molto neanche a me: Ti ritroverò e sarò ancora una volta attaccato alle transenne sotto al palco, e allora sì... That never end.

@Gabriele franz

Caro Gabriele è stato un piacere leggere le tue riflessioni. Condivido concetti e stato d'animo.

@Maria Giovanna Gerom franz

Guardi, gentile Giovanna, che io sono un fan di Emerson da quando portavo i calzoni corti. Se non ha capito che il messaggio critico del mio articolo (del 2004, non di oggi!) era figlio della tristezza per la ingloriosa caduta di un grandissimo musicista... beh, diciamo che è solo colpa mia e del mio pessimo stile di comunicazione.

@Gianmaria Framarin franz

Sappiamo come è fatto Plutone, ma ci manca ancora la cognizione del quid che spinge un uomo ad arrendersi. La "propensione" al suicidio non risponde a clichet lombrosiani... piuttosto cova sotto la brace. Anch'io come te sono attonito. Ma non stupito.

Le mani e la testa Aldo

In merito al declino che in tanti avete sottolineato: nessuno di voi ha speso una parola per osservare che la grandezza d'un musicista è sì nelle mani, ma ancor più nella testa. Emerson avrebbe tratto grande vantaggio dall'abbandonare il proprio ruolo di interprete di se stesso, appoggiandosi a qualche giovane di buona volontà per le prodezze sul palco, e dal dedicarsi a tempo pieno alla composizione musicale. Probabilmente non era quello che gli richiedeva il mondo del commercio, o lui stesso non riusciva a scucirsi di dosso l'abito del grande virtuoso (che è stato e che non era più ormai da oltre un paio di decenni). Dovrebbe nascere spontanea una domanda: esistono musiche inedite di Keith Emerson? Musiche che il mondo del commercio non ha reputato redditizio proporci? Se sì, quanta parte di quella musica potrebbe reggere il confronto con i capolavori degli anni d'oro. Avendo in mente che la musica è arte in camera propria, ma commercio fuori, direi che è più che lecito interrogarsi in merito. Mi piacerebbe frugare tra i cassetti di Keith...

Le mani e la testa Aldo

Emerson è stato inconsapevolmente il mio maestro assai più di quanto lo siano stati i miei insegnanti in conservatorio. Dopo i vent'anni mi sono incapponito, cuffie in testa, a volerne carpire i segreti, ed è lì che ho compreso cosa vuol dire costruire una frase tessendola sull'armonia sottostante, dandole respiro e struttura. Emerson, unico e (ripeto) inconsapevole mi ha aiutato a superare il difetto che in tanti m'indicavano senza mai aiutarmi a capire in cosa consistesse, come superarlo: la mancanza di musicalità, la freddezza della tecnica. L'ascolto appassionato da idolatra, l'analisi minuziosa e pertinace, nota per nota, l'esecuzione ossessiva alla ricerca dell'imitazione perfetta... tutto ciò, protratto per anni, mi ha dato musicalmente tanto. Grazie Keith.

Non me lo aspettavo proprio Gabriele

Giuro che non ci credevo quando mia figlia lo ha visto per caso sul cellulare. Ero in auto e guidavo. Ma la sorpresa maggiore me l'ha data il fatto del suicidio. Sono incline a pensare che più che altro sia stata depressione o uno stato d'animo particolare del momento. Il suo carattere scherzoso e cordiale... proprio non si accordava con questo. Sono cresciuto ed invecchiato con lui... solo 4 anni più di me. Quasi un fratello maggiore.
Nonostante le mode e il tempo che passa, nonostante i nuovi strumentisti che paiono avere quattro mani e venticinque dita cadauna, la sua musica non è per niente vecchia. Scalda, ha calore e quando lo ascolto (praticamente ogni giorno) non solo rivado indietro nel tempo ma mi sembra di ascoltare un vecchio amico. Si, proprio un amico.

Autore dell'articolo Pippo

Hai presente la faccenda della volpe con l'uva? No, perché sono andato a sentirti su youtube ed Emo era in grado di fare quello che fai tu con una mano sola, la sinistra...
Adesso chi speri che se ne vada Wakeman? Banks? Rudess?

L'irresistibile caduta di Keith Emerson Maria Giovanna Gerom

Anche se sei "giornalista" o "critico musicale" la presunzione risulta vieppiù dannosa. Può chiuderti le vie del cervello e rincoglionirti. L'unica differenza, con quella di un artista, con quella di un artista come Keith Emerson, è che per l'artista rimarranno per sempre, inconfutabili, la grandezza delle sue opere...anche di quelle che sono sfuggite alla presunzione del "giornalista" o del "critico musicale" !

lucnet

ha iniziato a subire interventi all'arto dal '94... se il giudizio sul "declino" non tiene conto di questo franz o è un commento dettato dall'ignoranza sui fatti (e non credo... ) o la tua è una provocazione fuori luogo

Take a pebble franz

Siamo tutti esseri mortali. E questo spiacevole handicap non può metterci al riparo dal ricevere critiche, giuste o sbagliate, mentre siamo in vita. Per questo non riesco a rimproverarmi per l'articolo che ho scritto (ormai più di 12 anni fa). Corrisponde a ciò che pensavo allora e che penso tuttora: il genio di Emerson si è purtroppo spento tantissimi anni prima della data della sua reale dipartita.
Per circa un decennio il suo poster ha dominato sopra il mio letto al posto di Crocefissi e Madonne. Per me ha rappresentato un alto modello di ispirazione, specialmente per il marchio inconfondibile che ha saputo imprimere al suo sound di pianista e tastierista. Mi riferisco al grande Emerson, la cui la fantasia creativa veniva sublimata da una potente fisicità interpretativa.
Mi piace salutarlo su versi e note di Take a Pebble, pezzo meraviglioso in cui il pianoforte di Keith diffonde atmosfere evocative ora intense - ora intime - ora rarefatte...
"The daybreak is your midnight, the colours have all died
Disturbing the waters of our lives".

RIP Keith !! Paolo

Sono passati più di 40 anni ma ancora adesso mi danno emozioni incredibili gli album degli EL&P !! Ricordarsi le diatribe e i fiumi di inchiostro scritti per pontificare se era più grande Keith Emerson o Rick Wakeman mi ricorda come eravamo rincoglioniti all'epoca !! Mi salvò l'arrivo del punk rock !!

Eppure... Gianmaria Framarin

Scusatemi se non sono più apparso dopo la mia arringa pro-Genesis... adesso penso sia l'ora di dire qualcosa, però, no?
A parte lo shock...
Ma vi dico un'altra cosa: l'irresistibile caduta... io l'avevo vista tre anni fa da Carlo Conti... Keith non riusciva più a suonare l'Honky Tonk Train Blues, perché andava fuori tempo con la mano destra... quel famoso cambio veloce d'accordi del refrain non gli usciva più...
Rimasi sorpreso, e pensai al mio Phil: evidentemente, come Collins, anche Emerson stava subendo un inesorabile "anchilosamento" degli arti...
Ma mai e poi mai sarei arrivato a pensare che proprio quel particolare avrebbe portato Keith a togliersi la vita l'altroieri.
Così si sta dicendo, in queste ore: malattia degenerativa alla mano destra, impossibilità a suonare come prima, depressione e suicidio.
Ma come? Keith? Solare, ridanciano, energetico, pieno di humour, mai preda di evidenti malinconie nelle interviste (al contrario di un altro grande umorista come Wakeman, che dietro le sue battute fa trasparire un velo di malinconia, sempre)... se c'era una persona al mondo che mai avrei pensato potesse arrivare a togliersi la vita, uno di questi era proprio Keith Emerson. Un altro? Roger Daltrey, uno che la voce l'ha persa del tutto ormai... un altro ancora? Beh, ovvio, Mick Jagger, pensereste mai ad un suo suicidio? Posso pensarlo di Phil Collins, invece, che nella vita ha dato ampio spazio alle sue sofferenze sentimentali, ne ha fatto musica... arriverei a pensarlo persino di Gabriel, ma esclusivamente per ragioni astruse, insomma, è uno di quelli che non vedrei mai premere un grilletto e farsi fuori, solo una sua pazzia del momento potrebbe permetterlo...
Dei tre ELP, a dire il vero l'unico che pensavo se la passasse male era Lake, per via del suo stile di vita godereccio che sta pagando con gli anni... Palmer è una macchinetta, so che stava suonando nel veronese quando ha ricevuto la notizia... l'ho conosciuto, vero inglese, spartano al massimo, semplice, molto pratico, anche lui pieno di humour, ma con la tipica parte britannica del "voglio andare al pub a bere per dimenticarmi del grigiore della vita"... Keith non mi sembrava avere quest'aspetto... mi sembrava addirittura più americano che inglese, aldilà che in America vivesse ormai... o sarà perché la prima volta che l'ho visto in foto brandiva la bandiera a stelle e strisce che poi avrebbe distrutto sul palco coi Nice...
Sono attonito.

Lunga vita sempre ROBY MORG

Ora sei contento PISANU.
KEITH R.I.P

Suicidati mister-x

Ma perchè non ti ammazzi invece di scrivere troiate? E povero Emerson, con tutti gli interventi che ha subito alle mani per causa di artrite ed altre patologie, ci sarebbe magari da chiedersi come mai non riesce a fare i virtuosismi di un tempo. Note? innovazioni? perchè che hanno fatto gli altri gruppi progressivi contemporanei? peggio ancora direi.... Francesco Pisanu, ma ammazzati che è meglio

Purtroppo non posso... Gabriele

Purtroppo, nonostante sia sempre stato il mio idolo in assoluto, non posso dire lo stesso di Keith. Ora ci sarà qualcuno col sangue agli occhi, nel leggere queste parole ma realisticamente KE negli ultimi anni della sua carriera lunghissima non sembrava più lui. La maledetta mano destra non funzionava più e gli accordi suonati vistosamente con tre dita, raramente con cinque, lo obbligavano a tirar via su molti passaggi impegnativi. La sua musica per definizione aveva sempre avuto la caratteristica di essere complicata e bellissima e questo lo ha obbligato a farne scadere la qualità esecutiva nell'ultimo periodo. Come dicevo appunto, il tempo passa.

Ahhh, la Gigue !! Gabriele

Finalmente ho ascoltato John Lord e la sua giga, a me completamente sconosciuta prima d'ora. Un pezzo semplice con pochi accordi, nel suo tema principale. Grazie del consiglio Franz !
In 12 minuti non ne è stato perso uno solo in cose già sentite e il nostro JL ha mostrato una pulizia innegabile nonostante l'età e la vita on the road. Impeccabile e compostissimo al pianoforte, pareva uno scolaretto all'esame. Ma con l'Hammond si è liberato dell'impostazione classicheggiante e mi ha fatto sprofondare quasi subito indietro di 40 anni, pur rimanendo sempre molto sobrio negli accenni emersoniani.
Il finale sinfonico è stato magnifico. Un bellissimo pezzo davvero !!

@Gabriele franz

Ben accetto commento su Lord.

@ Franz Gabriele

Sono contento di non essere tra i pochi che ancora lo apprezzano. O forse siamo ancora tanti ma le voci dei coetanei miei ormai non hanno più tanto peso, nel 21° secolo. Ho incontrato giovani che sembravano enciclopedici sulla musica rock e non conoscevano assolutamente nemmeno il nome di ELP (e se lo conoscevano lo liquidavano con un "ahh ma quella è roba vecchia!").
Un po' come me che prendevo bonariamente in giro i miei genitori a cui piaceva la musica di Rabagliati e Nilla Pizzi. Purtroppo è una ruota che gira irrevocabilmente e i tempi passano. I tempi belli passano ancora più in fretta e non ci si rassegna tanto facilmente quando finiscono in rivoli e decadenze punk, o quando le major televisive impongono con la forza i sacri 4 minuti e sbarrano la porta alle suite ed alle storie fantastiche che tutti abbiamo apprezzato nei primi anni 70. Vabbe', mi accorgo che sto scivolando nella nostalgia profonda.
Seguo il tuo consiglio e vado a cercare Jon Lord e la sua Giga.
Il mio sogno impossibile sarebbe stato quello di vedere sul palco un gruppo formato da Lake, Anderson (Jon), Palmer, Collins, Emerson, Wakeman, Lord e Banks. Appunto, sogno impossibile.

@Gabriele franz

Tra le esperienze più inebrianti della mia giovinezza c'è stata la scoperta e l'esplorazione del patrimonio creativo di Emerson. Le emozioni che vivi a vent'anni sono quelle che più difficilmente ti mollano. Quindi comprendo e apprezzo le tue affermazioni. Che non sono nostalgie da "vecchietto"... esprimono la sostanza che la musica di valore deposita dentro di noi. Grazie per il contributo.

Non me ne frega nulla Gabriele

Non me ne frega nulla dei commenti negativi, di quelli dispregiativi per la decadenza di un artista come lui. Ne ho quasi 68 di anni e sono vissuto sempre dal 1969 con nelle orecchie le sue note, anche quelle decadenti. Tutti gli artisti hanno il loro culmine e la loro caduta, lui non ne ha mai fatto una tragedia. E' invecchiato bene, ha subito tracolli, operazioni, si è dato finchè ha potuto e forse anche di più di quel che poteva. L'ho ammirato sempre, come persona e come personaggio. Autocelebrante ? Be', ci sta per uno del suo calibro. Non gli si può dare la croce addosso per questo. La sua musica rimane comunque nella storia del Rock, che lo vogliate o no. E con i Genesis (e tutti gli altri proggers) proprio credo che non ci siano paragoni. Come voler fare una similitudine tra una pera e una mela. Ma non date retta... sono un vecchietto :-)

ELP/GENESIS 2 franz

Visto che siamo ancora in onda (e ne sono felice) punto l'attenzione su un fantastico musicista che forse meriterebbe più spazio nei salotti virtuali sui tastieristi. Mi riferisco a jon Lord. Duro e incazzato con i Deep Purple, colto e raffinato quando componeva in situazioni "orchestrali". Non so se conoscete la sua Giga... Nel caso negativo andate su YouTube. Intelligenza musicale e carisma condensati in pochi minuti. Una gioia sentirlo e una gioia suonarlo, come dimostrano le espressioni degli orchestrali.
Graditi i riscontri...

ELP/GENESIS teo

Che nostalgia ho provato leggendo questa diatriba fra ELP e Genesis! Mi è sembrato di rivedere una di quelle lettere dei lettori di Ciao 2001 di 40 anni fa, quando i ragazzi appassionati si dividevano sulla tecnica dei musicisti. Altri tempi. Comunque è vero che ELP (soprattutto E & P) sono apprezzati in ambito anche colto specialmente come strumentisti e arrangiatori (KE è nella hammond hall of fame). L'enfasi sulla tecnica, che nel mondo jazz e classico sono considerati un fatto normale, nel mondo pop-rock spesso sono considerati "boriosità". Ciò senza nulla togliere ai Genesis, che comunque anch'io come voi continuo ad amare moltissimo.

Genesis 2 franz

Analisi che apprezzo. Resto però dell'idea che gli ELP siano responsabili di aver creato alcune pietre miliari nella musica, non solo rock. Sulla maggiore sostanza prodotta nel tempo dai Genesis, sia collettivamente che individualmente, non posso che essere d'accordo.

Giù le mani dai più grandi: i GENESIS. Gianmaria Framarin

Senti, arrivare a dire che i Genesis facessero "musica pseudo commemorativa dell’arte colta" come "gli altri del Rock Progressive" è come bestemmiare...
1) Se c'è un gruppo che è stato sempre ai margini delle etichette e soprattutto del "progressive", questi sono stati i Genesis, gli UNICI a resistere alle annate che passavano.
I Genesis avevano il LORO stile, che qualcuno tentò di definire "rock romantico", arrivandoci vicino, perché l'essenza dei Genesis è nelle loro melodie struggenti, cosa che il resto del "progressive" IGNORAVA totalmente. COMPRESI E.L. & P.
E. L. & P. erano un trio iper-tecnico e sinceramente tremendamente auto-contemplativo, come lo sono TUTTI i "supergruppi": anima = zero, tecnica e boriosità = enormi.
E. L. & P. hanno lasciato alla musica degli album noti più che altro per alcune "suites" più o meno lunghe. Stop.
I Genesis hanno lasciato di tutto. Dalla musica ancora oggi adorata in quanto davvero struggente, a canzoni semplici e incisive, da assoli rimasti nella storia del rock a spettacoli che dire innovativi è molto poco, ecc.
Un gruppo completo.
La tecnica di Emerson e di Carl Palmer era come un orologio: perfetta ma meccanica. Due robottini.
Già preferisco Rick Wakeman, allora, più classico e sentimentale, anche se spesso iper-barocco e confusionario...
Tony Banks non ha mai stra-fatto, ma ha saputo fare una cosa che si chiama "introduzione di piano di Firth of Fifth", che solo a nominarla viene giù l'olimpo del rock. Tony Banks ha costruito intere CANZONI, non dei pezzi messi là per far vedere "quanto siamo bravi"... Phil Collins alla batteria ha 100 volte il "feel" e il "groove" di Palmer, non penso ci voglia 'sta mente (la mia) per riconoscerlo. Steve Hackett? Devo essere cattivo abbastanza per metterlo in campo davanti a Lake? Peter Gabriel? Devo essere sadico abbastanza per parlare di cos'è un "frontman" in un gruppo, nonché cantante (e che cantante) e autore di intere storie, altro che testi...
Io mi fermerei qua, ma se vuoi che io sia più cattivo, dammi un segno...

Tippett franz

Grandissimo. Pare che il nome Keith riservi una qualche magica virtù ai pianisti che lo portano.

3 Keith Leo

In riferimento al 1° intervento (di antonello ballaro - domenica 4 settembre 2011, 12:43): l'altro Keith mi aspettavo fosse Tippett...!

Luci e ombre oigres

I commenti più sinceri e pertanto più obiettivi, sono quelli fatti dai fan e questo strepitoso qua sopra, ne è la conferma. La vita di tutti i grandi artisti è contrassegnata di luci e ombre, quelle che alla fine buttano giù dal palcoscenico e solo allora ci si rende conto che il carattere dell'artista diventa una variabile trascurabile. Attratto da altre forme di musica ricordavo poco di Keith Emerson e ora mi compiaccio di saperne di più.

parlarne lo rende piu' forte @robymorg franz

Io direi che parlare qui di Emerson rende più forte questo forum (che festeggia i 10 anni e non pare per nulla invecchiato). E grazie anche a te!

parlarne lo rende piu' forte robymorg

NON RIESCI PIU' A DARE RISPOSTE CONCRETE, TI STAI NASCONDE CON UN MANTELLO , SAREBBE PIU' OPPORTUNO NON DARE PIU' RISPOSTE ANCHE PERCHE' NON STAI FACENDO UNA BELLA FIGURA DAVANTI A TUTTO IL MONDO.
SEI UNA CANDELA!!!!!

E intanto.... @Orchestre Celesti franz

Bene! I 70 anni di Keith cadono in contemporanea con 10 anni di questa più che dibattuta recensione. Festa doppia.

Espiazione @teo franz

Già, mi sa che sono condannato. Ma piuttosto che subire la pena espiatoria che suggerisci preferisco provare prima con un esorcista.

espiazione teo

Non avrai mai pace per quello che hai scritto su KE. L'espiazione del tuo peccato verrà quando pubblicherai la recensione, brano per brano, dei CD di Ludovico Einaudi.

Travaso di bile? franz

Travaso di Bile? Misere frustrazioni? Accidenti, e io che pensavo di essere in buona salute... Grazie, corro subito dal medico.

Presunzione? erremoxia

Molto probabilmente il signor Pisanu ha qualche serio problema dettatogli da una stressante e pressante invidia e, forse senza nemmeno rendersene conto, egli pecca davvero di presunzione; una presunzione tale da non potergli evitare di scrivere queste baggianate a carico di un artista (Emerson) che, anche se lo si è seguito tramite dischi e filmati d'epoca, ma non si ha avuto la fortuna e l'onore di "goderlo" dal vivo, e da vicino, difficilmente è stato possibile apprezzare appieno le sue inimitabili e geniali qualità. Emerson è stato, è, e sarà sempre un genio che ha dato una personale impronta alla musica.
Quindi signor Pisanu, anche se ella rischia un travaso di bile ogni volta che tenta di argomentare le sue misere frustrazioni sparlando di veri artisti, si sforzi di comprendere quali siano invece gli "artisti fasulli, spesso molto presuntuosi e totalmente privi di inventiva" che davvero gravitano nell'odierno mondo della musica, del rock in particolare, soprattutto tra gli italiani.

Dai, non piangere lallo. Francesco Pisanu

Prima di lasciarti prendere dallo sconforto leggi sul serio l'articolo (e non per finta). Vedrai che non ho denigrato proprio nessuno. Ho solo espresso dispiacere per una stella che purtroppo si è spenta presto, privandoci probabilmente di chissà quante altre geniali invenzioni.

mi vien da piangere lillo lallo

Leggendo il Tuo commento riguardo ad Emerson, mi è venuto in mente il prof che ha bocciato in matematica.... chi?
Il profeta della teoria della relatività, il grande Albert!
Fosse stato un teknogeneration, un dark un amante di Claudio Villa, avrei capito.
Ma uno con alle spalle uno studio da conservatorio che mi denigra così il KEITH!
Accidenti! Il motivo per cui gli elp sono spariti è perchè al pubblico riesce più facile capire Fabri Fibra che li manda a... , che capire quanta e quale tecnica bisogna possedere per suonare il volo del calabrone con la tastiera al contrario!
La differenza tra jimi hendrix e keith emerson, oltre allo strumento che obbedisce ai loro capricci, è che hendrix è morto giovane ed è diventato un mito, mentre emerson è, fortunatamente, ancora tra di noi e ci sublima con la sua arte spraffina!
Prima di giudicare un GENIO è meglio che impariate a lucidare la lampada!!!
PAZZESCO!! Ciao e buoni incubi... Gimmi five!! MAH!

elp oronzo

i penz che so stati bravi !!!!!!!!!!!

@giancarlo Francesco Pisanu

Bella analisi di cui condivido quasi tutto. Ma la chiusura che ho trovato in Emerson quando l'ho incontrato mi aveva fatto intuire che si era autoisolato, culturalmente, musicalmente... Il giovane Emerson aveva elaborato uno stile espressivo intenso, vulcanico e personale. Invece di farne un punto di partenza per nuove conquiste, il maturo Emerson si è impantanato e ha banalizzato i suoi moduli creativi al punto da diventare la caricatura di se stesso. Avesse osato esplorare di più, col suo enorme talento, oggi sarebbe un guru. Ma si sarebbe conquistato un posto più autorevole nella cultura musicale se dopo il suo exploit si fosse ritirato. Restando in gioco senza impegnarsi a giocare a ha invece ridimensionato il suo mito.
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