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La Vis: qualche domanda

“La Vis rivoluziona la struttura”. Con questo titolo i giornali hanno presentato il piano di rilancio del commissario Zanoni per la società cooperativa di Lavis. “Prima mossa - riporta il Trentino - potenziare la struttura commerciale sotto la direzione e il coordinamento di Fausto Peratoner per incidere sui mercati internazionali”.

Proprio così: si rilancia la società, specie all’estero, rimettendola in mano all’ex direttore che del disastro da 85 milioni di debiti in qualche modo se non è il solo responsabile, certo un qualche ruolo deve averlo avuto. Come se il commissario della Parmalat, Enrico Bondi, avesse tenuto Callisto Tanzi a dirigere un settore della società.

QT ha già espresso riserve sull’operato del commissario Zanoni. Che peraltro, nello svolgere il suo compito, incrementa giorno dopo giorno tutte le perplessità. A dire il vero la Giunta provinciale, con la delibera n. 1965 del 1° settembre 2010 affidava al commissario Zanoni e al suo vice i poteri per la sola gestione ordinaria della società, mentre per la straordinaria prevedeva una preventiva autorizzazione del dirigente del Servizio Commercio e Cooperazione della Provincia. Ad un anno di distanza, riconfermato il commissario, ci si domanda se la Provincia stia effettivamente esercitando questo potere di controllo. In particolare sono in molti, tra i soci della cantina, a chiedersi se la Provincia sia intervenuta su alcuni temi di non “ordinaria amministrazione”.

Tanto per citarne alcuni:

  • Sono state chieste e svolte indagini per accertare le responsabilità di coloro che hanno condotto la La VIS all’attuale condizione?
  • La nomina a dirigente dell’ex direttore Peratoner è stata autorizzata o almeno condivisa dalla Pat?
  • È stato condiviso, ma soprattutto autorizzato, l’utilizzo dei fondi di riserva della società da parte del commissario? Anche perché ulteriori problemi sorgono (proprio in merito alla nomina di Peratoner a dirigente del settore estero) con riferimento alla Fine Wine International, la società controllata negli USA per la distribuzione del prodotto alla quale per anni si continuava a cedere il vino nonostante continuasse ad accumulare debiti milionari. In particolare ci si chiede se la Provincia sia a conoscenza dello spostamento della sede della società in Florida e se condivide il fatto che lo stesso Peratoner, nel marzo di quest’anno, sia entrato nel CdA della società americana sotto la presidenza di un certo Tamm Eberhard, di cui i soci della La Vis avrebbero piacere di conoscere curriculum e motivazioni della nomina, visti i debiti accumulati.

Non vorremmo arrivare a porre le classiche 10 domande tanto di moda, la prima delle quali sarebbe: a quale armadio pieno di scheletri Fausto Peratoner sembra pervicacemente posto a guardia?

Comunque, una qualche risposta i soci della La Vis se la aspettano: dal commissario o da chi di quel commissario, e delle sue scelte, è responsabile.