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Ma che buono questo topo marcio!

La regola suprema: fermi tutti, siamo in campagna elettorale!

"C’è un topo marcio nella minestra!", dice il commensale al cameriere. "Non posso farci niente: siamo in campagna elettorale" - è la risposta.

Questa splendida vignetta di Altan, comparsa alcune settimane fa sul settimanale l’Espresso, potrebbe essere presa a metafora dell’attuale stato della sinistra trentina e della sua ormai proverbiale incapacità di comunicazione con la società civile.

Di quale topo marcio stiamo parlando è evidente: sono le cose che sta facendo la Giunta provinciale. È un topo molto grosso e, soprattutto, molto marcio. Di minestra, in quel piatto, ce n’è ben poca: Dellai che ha coperto di soldi l’Università, Andreolli che ha contribuito a salvare la Manifattura Tabacchi di Rovereto, Pinter che ha bloccato la follia della discarica di Capriana, qualche buon disegno di legge di Pallaoro, qualche buona idea della Berasi. Ah sì, e poi le tette: quelle della pubblicità dell’APT voluta da Benedetti. Indubbiamente la cosa migliore fatta da questa Giunta: una raffinata operazione culturale tesa a laicizzare il Trentino.

Quando Rutelli verrà alla convention del centro-sinistra trentino a benedire questa Giunta provinciale, si potranno mettere sul piatto gli straordinari risultati raggiunti.

Ecco un assaggio di ciò che sarà detto, tra squilli di trombe: Beh sì, i Comprensori sono ancora lì, vivi e vegeti, però in compenso ci siamo tenuti il Presidente del Consiglio provinciale. Beh sì, non possiamo approvare nessuna legge, però in compenso abbiamo dato un calcio nel sedere al Patt. Beh sì, l’economia trentina non la stiamo attrezzando per l’Europa, però in compenso stiamo distribuendo tanti soldi pubblici a destra e a manca. Beh sì, le montagne le stiamo distruggendo, però in compenso le disegniamo sulle tette.

Per finire, nell’apoteosi generale, col sottofondo della canzone popolare di Fossati (l’inno dell’Ulivo): beh sì, facciamo vomitare e probabilmente ci stiamo suicidando, però in compenso, ancora per un po’, tiriamo a campare. E Rutelli, povero lui, sarà costretto a dire: bravi, continuate così, e mi raccomando, niente scherzi, siamo in campagna elettorale.

Se riuscissimo ad estraniarci per un attimo dalla quotidianità, per valutare in maniera distaccata, serena ed oggettiva questa Giunta, non potremmo che dare un giudizio senza appello: questo è senza alcun dubbio il peggior governo provinciale che il Trentino abbia mai avuto, nei suoi oltre cinquant’anni di autonomia.

Governo si fa per dire, poiché la maggioranza che lo sostiene, facendo lo sgambetto al Patt pur di tenersi una seggiola in più e rimanendo così in minoranza nelle commissioni legislative, si è consapevolmente cacciata nella situazione di non poter approvare alcuna legge. Traducendo: pur di stare al governo, si è lasciato il Trentino senza un governo.

Per il resto, col tempo si è perso anche il senso del pudore, ormai siamo alle volgarità. Contributi agli impianti in val Jumela, violando le normative europee. Distruzione dei parchi provinciali, che non sono nazionali solo perché avevamo pro valutazione d’impatto ambientale del Governo italiano. E giusto per non lasciar dubbi agli elettori che - non si sa mai - potrebbero anche sbagliarsi e votare ancora centrosinistra, questa Giunta si accanisce finanche sugli uccellini, istituzionalizzando le sevizie.

Moser e Giovanazzi, come dire i guru della distruzione dell’ambiente, si sentono spiazzati. Loro, infatti, non sarebbero riusciti ad arrivare laddove è arrivata la Giunta sostenuta dai Ds, dallo Sdi e dai Verdi. Loro si sarebbero fermati prima, quanto meno per pudore. La val Jumela, loro avevano votato di cancellarla dalle aree sciabili del Piano Urbanistico Provinciale. E sulla caccia, certo, guai a togliere loro un buon piatto di polenta e capriolo, ma il loro Presidente, Andreotti, aveva almeno adottato un anti-ambientalismo compassionevole, una linea che ha poi fatto scuola tra i repubblicani di George Bush Jr.

Il comportamento di questa sinistra trentina è un fenomeno curioso, roba da ricerca politologica. O va all’opposizione e lascia governare gli altri, oppure va al governo e lascia governare gli altri. Di mettersi a governare non ci pensa nemmeno. Anzi, sembra faccia di tutto per dire ai suoi elettori: se condividete le nostre idee, non sprecate il vostro voto, non votateci.

La base è incredula, sbigottita. Per evitare il suicidio, gli iscritti ai Ds avevano anche cambiato il segretario: grandi speranze, ma dopo un po’ tutto è tornato come prima. Come in un film di Bunuel.

Per fortuna ora sta arrivando Superman. Potrebbe essere lui a tirare fuori la sinistra dai guai. È Dellai, col suo Partito Territoriale. Al quale la sinistra dovrebbe immediatamente aderire, senza porre condizioni. Così almeno i suoi elettori potranno rivolgersi direttamente a chi comanda, saltando un inutile e frustrante passaggio e senza più poter essere accusati di tradimento. Infatti, qualcuno comincia a chiedersi se sia poi vero che la sinistra, in quelle belle idee che rimangono tali, ci crede almeno per davvero, o se invece non si tratti di una colossale truffa.

Sono solo cattiverie. La sinistra in quelle idee ci crede, ma il problema è che siamo in campagna elettorale. E le elezioni - sembra voler dire questa sinistra – bisogna perderle, perché altrimenti si sarà costretti a rimanere al governo, senza più alibi per non governare. È per questo che non si aderirà al Partito Territoriale: non rientra nei piani strategici della sinistra.

Insomma, rassegniamoci, gli ordini dall’alto non lasciano spazio ad interpretazioni: sissignore, mangeremo topi marci.