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Se questo è un prete..

Da Fierozzo, il grido di guerra di don Bombardelli.

Bush non è uno stinco di santo: protocollo di Kyoto, politiche sociali, controllo delle armi, fino alla proclamazione di una guerra contro un nemico ignoto e ad un "o con noi o contro di noi" che non lascia scampo. Eppure anche lui si è sentito in dovere di ammonire i suoi compatrioti che Islam e terrorismo non sono sinonimi e un paio di giorni dopo la tragedia di New York ha visitato una moschea per lanciare un segnale in questo senso.

Don Rinaldo Bombardelli, parroco di Fierozzo, è fatto di un’altra pasta: dopo aver letto sui giornali del 17 settembre che ad Ala era stato distribuito un volantino che qualificava i musulmani in blocco come "cani", "boia", "lazzaroni" e "spazzatura", dev’essersi sentito in dovere di dire la sua, ovviamente non per deplorare quelle idiozie, ma per dar loro una giustificazione razionale (si fa per dire). E così sull’Adige di mercoledì 19 parte all’attacco, anzitutto di "quei cattolici che parlano di dialogo con l’Islam, dandosi la zappa sui piedi" e sospirando che "un tempo l’Africa del nord era cristiana. Oggi non lo è più", e che, ahimé, "nella vecchia Europa non vi sono più i condottieri e i papi coraggiosi che hanno saputo opporsi anche con la forza affinché la loro civiltà non venisse cancellata"

"Altro che dialogo – insiste - Io prego che ci sia la guerra. Combattiamola e preghiamo Dio che ci aiuti a vincerla. Dio benedica gli Stati Uniti d’America".E che sia una guerra come Dio comanda: "Io prego che gli Stati Uniti rispondano con forza e intendo dire con tutta la forza delle armi che possiedono (ergo, bomba atomica compresa, n.d.r.) a questo attacco a tutto l’Occidente".

"Non credo di essere un fanatico" – afferma ad un certo punto, forse intendendo dire che non è ancora pronto ad un attacco suicida nella moschea di Trento. Per il momento.

L’amore di don Bombardelli per l’America e l’Occidente è appassionato, debordante, e qualunque altrui dissenso su aspetti anche marginali trova nel prete di Fierozzo un feroce censore: "Io ammiro gli Stati Uniti. Anzi, io compro apposta i pomodori della Del Monte e i prodotti della Nestlè, proprio perché mi sembra ridicolo come fanno molti cattolici che per farsi belli comprano i prodotti del commercio equo, sputando nel piatto dove mangiano. Se a loro non va bene, che se ne vadano a Cuba. Vediamo se lì staranno meglio" (…) Forse il nostro antiamericanismo si spiega col fatto che noi europei siamo rimasti, in fondo al cuore un po’ nazisti, fascisti o comunisti. Forse in fondo la libertà ci dà fastidio…. Io ho paura dell’Islam ma anche di alcuni cattolici".

Nei giorni successivi le reazioni indignate di commentatori e lettori alle sparate di don Bombarda sono numerose; ma non è per questo che il Nostro, giovedì 20, scrive una smentita all’Adige: con ogni verosimiglianza gli è arrivata una telefonata dalla Curia, stanca delle sue bellicose esternazioni (ricordiamo, fra l’altro, un suo articolo del medesimo tenore apparso sul giornalino della Lega).

Il problema è che non può smentire: si è espresso pubblicamente durante una predica e addirittura su una rete radiofonica nazionale, oltre che col quotidiano di Trento. Insomma la situazione è insostenibile e don Rinaldo se la cava come può, rimediando comunque una figura barbina:

"Caro direttore, mi dispiace. Quando ieri ho visto la mia faccia sul suo giornale contornata dalle parole "Guerra all’Islam", ho provato un senso di tristezza (…) E’ difficile capirsi (quando sono in gioco concetti così sfumati…, n.d.r.). Mi sono spiegato male e mi dispiace…".

La sua difficoltà a farsi capire – si giustifica – va addebitata all’emozione: in quel giorno fatale, avrebbe dovuto essere a New York, se il viaggio non fosse sfumato all’ultimo momento: "Il destino mi è passato accanto. Potevo trovarmi anch’io martedì sulle Twin Towers… Ho sognato spesso di essere prigioniero dei piani alti delle torri gemelle e di non trovare la via d’uscita: il pensiero che va ai tuoi cari, la morte che si avvicina...".

E infine – quanto dev’essergli costato! – don Bombarda si genuflette davanti ai detestati musulmani: "Rinnovo il mio sentimento di profondo rispetto per l’Islam e per tutti i suoi fedeli devoti. Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente il dott. Breigheche (presidente della Comunità islamica regionale, n.d.r.) per la disponibilità all’ascolto che mi ha così gentilmente dimostrato".

All’oscuro della smentita, intanto, ecco che il leghista Fontan accorre a dare la sua solidarietà al parroco di Fierozzo, notizia che compare nella stessa pagina della ridicola retromarcia: "Don Bombardelli ha ragione. Sull’Islam la Lega condivide in pieno le sue posizioni".