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Movimenti sulla Valdastico

L’offensiva pro-PiRuBi della Lega e le reazioni degli oppositori

Il 16 maggio Flavio Tosi - che oltre ad essere sindaco di Verona è anche l’attuale presidente della società autostradale “Serenissima” BS-PD - parlando a Montecchio maggiore ha detto varie cose interessanti sulla Valdastico, che sono state solo parzialmente recepite dai quotidiani trentini. L’Adige non ha riportato alcun eco di queste sue affermazioni, il Trentino ne ha riportata una soltanto, che il giorno seguente ha così sintetizzato nel titolo: “Tosi: La Valdastico si farà anche se il Trentino è contro”. Nell’articolo si riporta poi l’affermazione di Tosi “subito dopo le elezioni del 25 maggio torneremo ad incontrare il ministro Lupi, ma è certo che i ministeri interessati proseguiranno nell’iter concordato, nonostante la posizione trentina sia tornata ad essere contraria”.

Striscioni anti-Valdastico a Cogollo del Cengio (Vicenza)

La posizione ufficiale delle giunte trentine è sempre stata solo contraria, si vede che alla Serenissima avevano sopravvalutato le aperture fatte da Rossi in campagna per le primarie. Al momento di stipulare gli accordi di giunta però le aperture se le è rimangiate, e come presidente ha sempre sostenuto la posizione ufficiale della coalizione, contraria. Che la posizione del ministero fosse favorevole alla realizzazione della nuova autostrada anche in territorio trentino si sapeva, tant’è che alla Conferenza delle Regioni, tenutasi a Roma il 16 aprile per la presentazione del documento governativo di programmazione delle opere pubbliche, non solo la Provincia di Trento ma anche quella di Bolzano hanno congiuntamente contestato che nel documento comparisse la Valdastico e non comparissero invece le tratte d’accesso per la TAV del Brennero.

Tosi accenna a una trattativa

Se il Trentino si ferma qui - alla prima affermazione di Tosi - il Corriere del Trentino dello stesso 17 maggio invece va oltre, ne riporta anche un’altra, fatta sempre nella stessa occasione: “Hanno proposto [i trentini] una modifica del tracciato che di fatto lo allungherebbe verso nord, con costi che a spanne sfiorerebbero il miliardo di euro in più rispetto alle cifre previste”.

Flavio Tosi

Le voci di una trattativa sul tracciato effettivamente giravano, e fin qui nulla di speciale. Le norme dell’autonomia sulla necessaria intesa con la PAT per un simile attraversamento autostradale prevedono logicamente una trattativa da cui dovrebbe scaturire un accordo, o un disaccordo, e in questo caso la realizzazione dell’autostrada dovrebbe risultare cassata. Tosi non sembra per niente contento della proposta di modifica del tracciato proposto dalla PAT, difatti fa conto di affidarsi più al governo, che invita a “proseguire nell’iter preannunciato”, che alla trattativa con la PAT.

Resta comunque un problema di trasparenza: chi ha fatto la proposta di modifica del tracciato? E quale tracciato è stato proposto invece di quello su Besenello? Sarebbe interessante saperlo, invece tutto rimane sottotraccia, affidato ai bisbigli fra dirigenti tecnici e presidente e/o assessori, dietro le spalle dei cittadini. Ed anche certi giornali sorvolano!

La Lega vuole un referendum in Valsugana

Il tema della Valdastico rimane comunque un tema caldo. La proposta più divertente viene dalla Lega nord trentina, che per bocca del suo consigliere provinciale Fugatti propone un referendum. Ma non provinciale, e neanche da tenersi dove la Valdastico dovrebbe passare, la val Lagarina, ma dove non dovrebbe passare, da tenersi nella Comunità di Valle della Bassa Valsugana: un referendum in Valsugana per valutare se costruire la nuova autostrada in val Lagarina, geniale indubbiamente!

Alla Lega risponde, sul Trentino del 5 maggio, il presidente della Comunità Sandro Dandrea, dicendo cose intelligenti e condivisibili. Riconoscendo che la sua valle non è contraria alla Valdastico, ricorda che comunque non servirebbe affatto a ridurre il traffico in Valsugana, come ha dimostrato anche lo studio che la sua Comunità ha commissionato al Politecnico di Milano, dal quale risulta che “il completamento della Valdastico non alleggerisce il traffico pesante sulla SS47, ma peggiorerà la situazione di accessibilità a sud di Trento” (vedere l’articolo dedicato dall’Adige allo studio del Politecnico, l’8 aprile).

Dandrea afferma: “Da anni dico che il problema nostro non è la Valdastico ma che non ci impongano l’autostrada fino a Primolano”, e per questo parla di un “fronte trentino, altrimenti si fa il gioco della Lega che vuol mettere contro Valsugana e Vallagarina”.

Dandrea non lo dice, ma è chiaro che il programma di un simile “fronte” potrebbe essere l’impegno a far sì che le merci attraversino il Trentino soprattutto sull’asse nord-sud, lungo la Val d’Adige, ma in ferrovia, cominciando fin d’ora con provvedimenti che spingano all’intermodalità, già incrementabile da subito, con le strutture che ci sono, senza nascondersi dietro il dito di una TAV di là da venire e che non sposta niente, automaticamente.

Baratter e il biossido di azoto

Se dal PATT fino ad ora erano venuti ammiccamenti alla Serenissima, adesso che è stato eletto un suo consigliere provinciale in val Lagarina - Lorenzo Baratter - si può sentire anche un’altra musica. L’11 maggio Baratter si scatena sull’Adige dicendosi “preoccupato per il pressing di Zaia, di tanti ambienti romani, e dell’innalzamento del livello di polemica che alcuni consiglieri dell’opposizione stanno portando avanti, con la proposta di un referendum in Valsugana”, invitando addirittura i comitati locali a farsi sentire. “Ne va della nostra salute” conclude il consigliere provinciale, ricordando l’aumento del traffico sulla Autobrennero che la Valdastico comporterebbe ed i problemi di inquinamento da biossido di azoto che il traffico autostradale già comporta in val d’Adige. Ci fa piacere che le nostre denunce (tramite l’intervista col grillino Fogato) trovino simili autorevoli riscontri politici.

Rovereto: mozione Pd in arrivo

Anche il Pd di Rovereto si è messo in moto sull’argomento. Sei suoi consiglieri comunali hanno annunciato la presentazione di una mozione significativamente intitolata “No alla Valdastico”. Nel testo si afferma che la nuova autostrada “provocherebbe un flusso di artigiani dal vicentino verso il Trentino e un contro flusso di trentini che andranno a far la spesa nel vicentino, terra dove gli ipermercati fioriscono”.

Noi pensiamo che ci siano anche motivi più generali per dare questa battaglia. Il progetto della Valdastico è economicamente in perdita secca, chi lo difende lo fa solo per ragioni speculative, che puntano all’allungamento della lucrosa concessione della BS-PD. Questi sono argomenti che possono unificare i cittadini trentini e quelli vicentini, per nulla allineati ai loro capoccia regionali e provinciali della Lega, come dimostra un proliferare di comitati anche nella Valdastico vicentina.