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Salvare le case affrescate

È evidente anche ad un osservatore inesperto quanto in breve tempo i dipinti murali, che abbelliscono e caratterizzano la nostra città abbiano un rapido, inesorabile, triste deterioramento.

Parlare di questo in presenza di gravi fatti internazionali e disorientamento della nostra politica, potrebbe apparire poco importante, ma l’arte e la bellezza, che hanno superato secoli di dolore e di distruzione, rappresentano qualcosa di eterno che ci fa risorgere ogni volta dalle macerie. Ed è per questo che cerco di lanciare un invito alla riflessione ed alla generosità.

Per soccorrere questi poveri dipinti murali c’è, a mio parere, una strategia in due tempi:

Prima di tutto, un notevole sforzo preliminare tecnico-culturale, fatto di ricerche, dibattiti e scelte.

Uno sforzo, si spera, più preciso e fortunato di quello che precedette l’ultimo restauro della facciata di palazzo Geremia, le cui negative risultanze si possono purtroppo constatare. Poi, c’è il problema finanziario. Gli importi necessari sono molto ingenti; è necessaria una scelta, ed un elenco di priorità, è necessario trovare finanziamenti da enti pubblici, enti finanziari, imprenditori lungimiranti o da cittadini, eventualmente associati.

È necessario trovare la musica giusta per risvegliare la sensibilità, per parlare al cuore delle persone, specie di chi detiene ingenti capitali. È necessario creare una situazione psicologica favorevole a sentire l’orgoglio, l’ambizione ed il prestigio per aver donato un’opera d’arte alla collettività.

In piccolo, ho potuto constatare quest’orgoglio di appartenenza e di partecipazione nel corso dei restauri di diverse chiese, dove non si è incontrata alcuna difficoltà da parte di privati a donare alla chiesa una campana, dal costo ingente, se questa porta il ricordo del donatore e lo stesso si nota nei banchi, anche monumentali, se questi portano il nome della famiglia, per non parlare delle cappelle o delle chiese votive. Un invito quindi ad essere orgogliosi di prolungare nel tempo la bellezza dell’arte.

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