Cervi e cacciatori
Apprendiamo con preoccupazione la decisione della Giunta Provinciale di eliminare le limitazioni alla caccia al cervo durante il periodo degli amori, un arretramento significativo nella tutela della fauna selvatica.
Il bramito, che si svolge tra la fine di settembre e ottobre, è una fase cruciale per la specie. Intervenire con attività venatoria in questo momento significa compromettere dinamiche riproduttive delicate, alterare gli equilibri naturali e incidere negativamente sulla qualità e sulla stabilità delle popolazioni di cervo nel medio-lungo periodo.
Durante questa fase, i maschi sono particolarmente vulnerabili, concentrati nella difesa dell’harem e meno diffidenti. Consentirne l’abbattimento in tali condizioni contraddice i principi della caccia selettiva, che dovrebbe invece basarsi su criteri di equilibrio e rispetto dei cicli naturali.
La scelta ignora inoltre il valore naturalistico e culturale del bramito: un fenomeno che richiama ogni anno appassionati, fotografi e osservatori della natura, contribuendo anche a forme di turismo rispettoso dell’ambiente.
La gestione della fauna deve fondarsi su solide basi scientifiche, sul principio di precauzione e su una visione che metta al centro la conservazione della biodiversità. Per questo chiediamo alla Provincia di riconsiderare il provvedimento, ripristinando le necessarie tutele durante il periodo riproduttivo del cervo. La salvaguardia degli equilibri naturali non può essere subordinata a logiche di semplificazione gestionale o di breve periodo. Proteggere il bramito significa rispettare la natura, i suoi tempi e il patrimonio comune che rappresenta.
