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Il grande complotto

Folgaria, cronaca di un Consiglio comunale straordinario, convocato per sventare il complotto di QT e Rai3. E che invece si trasforma in volontà di cambiamento?

Il municipio di Folgaria

Era strapiena l’aula del Consiglio Comunale, convocato in seduta straordinaria per rispondere all’”ondata di fango”, cioè al nostro servizio su Folgaria del numero di dicembre, poi ripreso ed amplificato su Rai 3 nella trasmissione “Agorà”.

La sala non riusciva a contenere che la metà dei convenuti, maxi-schermi erano stati allestiti nella sala adiacente, dove si stipavano altre persone, accalcate fin sulle scale. Mezzo paese era presente.

Arrivato in anticipo, trovavo posto in quarta fila, a una quindicina di metri dal sindaco, Maurizio Toller. Il quale, individuatomi, mi fissava a lungo, una ventina di secondi, sguardo duro e mascella contratta che neanche Marlon Brando nel “Padrino”. “Dopo, per tornare alla macchina, faccio meglio a farmi accompagnare” pensavo. Probabilmente non sbagliavo di tanto: di fronte ai pressanti appelli a fare muro, che suonavano soprattutto come minacciosi avvertimenti alla dissidenza, il consigliere comunale della lista di (molto moderata) opposizione Giovanenergia, nel suo intervento, sconsolato chiedeva: “Devo aver paura a uscire da qui?

Era il Presidente del Consiglio, Michele Ciech, a chiarire subito l’oggetto della seduta convocata con procedura d’urgenza: “Adottare un atto di indirizzo politico” per contrastare “una rappresentazione sempre più incalzante, alterata della realtà locale, e che arreca nocumento. Ognuno può esprimere i propri convincimenti (grazie! n.d.r.), il problema è che una visone parziale, anche caricaturale di elementi sui quali magari c’è da riflettere, porti a fare il binomio Folgaria e default, in una spirale in cui la nostra comunità sembra una sorta di re Mida al contrario. Una spirale che sta mettendo in difficoltà la popolazione e gli operatori, una deriva che se non si riesce ad arginare in tempo, rischia di farci implodere. Di qui la volontà di reagire, e di rimotivare la comunità”.

Insomma, un mix di vaghe autocritiche (“Possono essere stati commessi degli errori”), di sincere preoccupazioni (“È in discussione la tenuta complessiva di un territorio”), ma su tutto la tentazione della scorciatoia, additare il capro espiatorio locale e il grande complotto nazionale “C’è un tentativo a livello generale di risolvere i problemi del centro additando alla gogna le realtà più piccole, le Autonomie territoriali. È più comodo vedere la pagliuzza nell’occhio del Trentino che la trave in quello dello Stato”.

“Rispondere con sdegno”

Folgaria

Sulla stessa linea, con toni anche più aspri, il sindaco Maurizio Toller. Che, dopo aver rivendicato “la svolta nella politica turistica negli anni ‘90, con l’adeguamento delle strutture, a tutti i livelli, per essere al passo con i tempi”; e dopo aver constatato come poi la crisi abbia “colpito l’Italia e il Trentino, e così Folgaria; e i settori che hanno puntato a rinnovarsi anche attraverso l’indebitamento si trovano in maggior difficoltà, anche per il fattore meteo (come peraltro facilmente profetizzato dagli svillaneggiati ambientalisti, n.d.r.)”, si appella infine all’orgoglio: “La comunità deve essere più che mai unita. A Folgaria le persone lavorano sodo, persone che hanno a cuore il futuro dei propri figli”, e passa alla denuncia e alla minaccia: “La comunità e quindi il Consiglio comunale sono obbligati ad intervenire dopo che è stata rappresentata volutamente solo la parte negativa di più di cinquant’anni di storia impegnata e laboriosa, non possiamo permettere di venire derisi da azioni denigratorie fini a se stesse”. Non manca ovviamente il complotto, “un palese attacco all’Autonomia, che vede Folgaria usata come tramite”.

In pratica il sindaco propone una delibera su due punti:

- “Invitare la popolazione ad allinearsi al Consiglio comunale nella volontà di rispondere con sdegno e dibattito costruttivo ad ogni provocazione dei professionisti della lacerazione sociale

- Invitare la Provincia ad utilizzare tutti i mezzi possibili a sua disposizione per tutelare l’immagine di Folgaria e di tutta la realtà trentina”.

Questo l’ordine del giorno, incazzato e al contempo fumoso. Toller conclude con una tirata per provocare l’applauso: “In questo momento è stata provocata la dignità di un territorio!”

Ma, a sorpresa, sono solo in una decina ad applaudire.

“Un giornalismo fazioso”

Il Palaghiaccio a Folgaria

Il dibattito va avanti sulla stessa linea. Nell’opposizione (Stefano Marzari di Altipiani Democratici) c’è chi pone l’accento più deciso sulle vere responsabilità del disastro: “Chi ha guidato Folgaria ha avuto un protagonismo egocentrico, con investimenti faraonici che hanno creato buchi su buchi; siamo passati prima dalle stalle alle stelle, per tornare poi dalle stelle alle stalle. Per non parlare dell’apertura degli impianti in Veneto, una pioggia di milioni atterrata qui, ma che ha segnato la fine del nostro territorio. Ricordiamoci, Folgaria non è solo turismo e neve”.

Ma la linea generale è l’attacco alla trasmissione “Agorà” (“Ha fatto il suo sporco mestiere”) e in secondo ordine a Questotrentino (di cui non ci si sogna di contestare le cifre, le analisi, ma il titolo “Folgaria al capolinea”, come se il capolinea fosse il camposanto, e non un posto dove si cambia mezzo e, soprattutto, autista). Naturalmente poi, ci sono le dietrologie: la trasmissione di Rai3 fa parte di un disegno centralista anti-Autonomia, e QT rappresenta “un giornalismo fazioso finalizzato a lanci di frecce puramente politiche all’indirizzo di non si sa chi” (appunto, non si sa, e allora?)

A concludere la discussione, torna alla carica il sindaco, che indurisce ancor più la mascella, e lancia avvertimenti a “quegli ambientalisti che prendono Folgaria per un dormitorio” (una ragazza intervistata da “Agorà”, che ha il grave torto di lavorare a Rovereto).

In tale clima viene posto in votazione l’ordine del giorno (quello che invoca ferme e sdegnate risposte ai “professionisti della lacerazione sociale”): viene approvato all’unanimità.

Arriva Olivi. Che scende dall’autobus

Il sindaco di Folgaria Maurizio Toller

A questo punto, inaspettatamente, cambia tutto. Finito il Consiglio, l’adunata si trasforma in assemblea cittadina, e viene a parlare Alessandro Olivi. Ex sindaco, attuale vice presidente della Giunta provinciale, e soprattutto, in coppia con l’altro ex-sindaco Remo Cappelletti ora presidente della Carosello Ski, boss del paese.

E Olivi scende dall’autobus. Precisa che non parla da ex-sindaco, ma “in rappresentanza della Provincia” (quella che ha appena sganciato altri 12 milioni alla Carosello Ski) e in quel ruolo sconfessa la linea Toller: “Se molti si stanno occupando di questa comunità è perché forse qualche allentamento dei valori (eufemismo... n.d.r.) si è verificato. Stasera ho visto la reazione a un eccesso di critica, ma quello che dobbiamo fare è trasformare le critiche in stimolo, approfittarne per aprire la discussione, senza demonizzare il dissenso. Il modello di sviluppo qui non è in assoluto sbagliato, ma penso vada ripensato, bisogna fermarsi, riflettere, aprirsi con lucidità e anche umiltà alla dialettica; l’orgoglio non basta”.

Olivi, insomma, ormai politico provinciale, che ha perso per un soffio (e non casualmente) la guida della Provincia e che comunque è tuttora un possibile candidato sindaco di Rovereto, dal disastro di Folgaria vuole tirarsi fuori. Mossa quanto mai opportunista e dagli esiti improbabili, eppure attuata con intelligenza, e positività.

Infatti, reimpostata su questa linea, la discussione decolla. Michael Rech, presidente della Comunità degli Altipiani, rimane sulle generali: “Mi è piaciuto come la serata si è spostata dai montanari offesi al ragionamento su come andare avanti, in un settore, il turismo, particolarmente in evoluzione, sul cui futuro nessuno ha certezze”.

Altri invece mettono i piedi nel piatto. Daniele Ciech rivendica di essere uno degli ambientalisti rimbrottati dal sindaco: Toller questa sera, Olivi nel 2006 (per i lettori non addentro nelle cose folgaretane, ricordiamo come da 40 anni Folgaria sia stata governata da una dinastia di sindaci di sinistra: primo il commercialista Alberto Rella, poi consigliere provinciale e mammasantissima in paese, poi Remo Cappelletti, boss indiscusso della Carosello Ski, quindi Alessandro Olivi di cui abbiamo detto, infine, più scialbo, l’attuale Maurizio Toller).

Ma torniamo a Ciech: “Noi nel 2006, al momento dell’insensato ampliamento in Veneto, difendevamo il territorio; e non siamo stati ascoltati. Olivi ora ha fatto un’ammissione di responsabilità: troppo comodo. Come mai, in quegli anni, non si è voluto ascoltare chi denunciava proprio quei pericoli che oggi si sono realizzati? Ora si invoca come scusante il cambiamento climatico: ma sette anni fa sul tema è stato tenuto un convegno-farsa con un meteorologo pagato apposta, che ci ha garantito la neve fino al 2030! Ora ci si dice che sono aumentati i turisti, i passaggi sugli impianti, i numeri insomma. Ma sono aumentati anche e soprattutto i debiti. Allora dobbiamo chiederci se questo modello di sviluppo va bene per Folgaria. Perché, anche se ora sarà difficile uscire da questa crisi, passare a un’economia che non sia solo sci è possibile, i modelli ci sono”.

Il punto è che le risorse non devono andare ancora una volta alla società impiantistica, ma a finanziare la riconversione - afferma Michele Trainotti - È un cambio radicale di metodo di governo del territorio” egemonizzato, negli ultimi 15 anni, dalla Carosello Ski, che tutto controllava e decideva.

Un’egemonia che anche in questo Consiglio comunale si era tentato di riproporre, con ruvidezza: “Mi spiace vedere che chi ha lanciato l’allarme su un modello di sviluppo di cui oggi vediamo gli effetti, venga appellato come estraneo alla comunità, e denigrato come attentatore alla dignità del lavoro. Quando invece siamo di fronte a un fallimento certificato, a dati, come gli indebitamenti e il commissariamento della Cassa Rurale, che non si possono nascondere. Né occultare chiamando all’unità contro un fantomatico complotto contro l’Autonomia - denuncia Gianni Mittempergher dell’Associazione Folgaria 235 - Questa serata mi lascia perplesso perché da una parte vedo nascere un confronto pacato e propositivo, da cui possiamo partire per cambiare Folgaria, dall’altra però sento che c’è ancora chi sostiene che tutto va ottimamente, e non so proprio in che mondo viva”.

In effetti, dismesse, dopo l’intervento di Olivi, le accuse sul grande complotto anti-folgaretano e anti- trentino, la trincea del partito degli impiantisti sembra essere quella del “va tutto bene”, operazione in cui si distingue Daniela Vecchiato - transitata dalla Carosello all’Apt - che snocciola una serie di numeri su incrementi di presenze turistiche, passaggi sugli impianti, ecc. “Attenti ai numeri, possono essere molto pericolosi - replica Flavio De Mozzi, responsabile di Folgaria Vacanze negli anni ‘90 - Non è con i numeri che si pagano le rate del mutuo”.

La realtà infatti ha già bussato alla porta. Come abbiamo scritto nel numero scorso, la locale Cassa Rurale, su tre crediti, ne ha uno deteriorato. Il che vuol dire, cambiando punto di vista, che un operatore su tre non riesce più a far fronte ai debiti. Il che è un disastro sociale, come ben sanno i cittadini, non a caso convenuti in massa in municipio.

Il polo artigianale di Folgaria

Insomma, che un modello economico fondato sul binomio sci-speculazione edilizia sia fallito, è consapevolezza comune. E le denunce su come si sia deliberatamente abbandonata ogni alternativa (il turismo congressuale, fiorente negli anni ‘90, messo inopinatamente da parte, come testimonia De Mozzi; o l’artigianato depotenziato, con la nuova area artigianale pretesto per l’ennesima maldestra speculazione, come denuncia Ciech) da una parte fanno rabbia; dall’altra iniziano a disegnare una pur ardua via d’uscita.

La serata si chiude con il sindaco costretto suo malgrado a leggere - così prevede la scaletta - una petizione di commercianti e albergatori, contro il complotto antifolgaretano e antitrentino di giornali e tv: nata e fatta sottoscrivere nei giorni precedenti, alla luce del dibattito appena svolto appare scritta da marziani. Toller la legge di malavoglia, prendendo le distanze dai passaggi più polemici con il tono della voce e inarcamenti di sopracciglia; eppure la sua mozione, letta solo un’ora e mezza prima con voce stentorea, era ben più complottista e dura.

Forse, in un’ora e mezza, sono cambiate tante cose.

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Nello stesso numero:
La trasmissione dello scandalo
Le responsabilità politiche
In altri numeri:
Folgaria al capolinea
Folgaria: la paura

Commenti (2)

in risposta xispo2015

è abbastanza ovvio che una grande fiera internazionale
di piu' spazio al freeride etc...perchè i mercati che tirano
la domada di merci sono quelli usa canadesi e nordeuropei
dove c'è una grande tenedeza in questo senso...
è altrettanto ovvio che in europa e specialmente in italia
vi sia (e sara') stagnazione nella domanda

ISPO 2015 enzo calore

Buongiorno a tutti,
non so quanto possa essere d'aiuto e non sono in grado di dire quanto possa essere significante. Sono reduce da ISPO 2015, una delle più grandi fiere dell'attrezzo sportivo al mondo, se non la più grande. Ebbene, la gran parte delle aziende dell'attrezzo e dell'abbigliamento sportivo esponevano attrezzature adatte allo sport "nella natura", free ride, sci alpinismo, ciaspole tanto per intenderci. Lo sci classico, quello che si fa sulle piste, ha avuto uno spazio molto limitato nei grandi stand delle aziende leader. E questa è una tendenza in corso da alcuni anni. Certamente non ci si può basare su una fiera dell'attrezzo sportivo per elaborare analisi, ma altrettanto certamente credo sia necessario tenerne conto per l'utilizzo del territorio nel futuro.
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