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Così non si aiuta la sinistra...

Caro Ettore, leggendo sull’ultimo numero di Questotrentino alcune lettere/interventi e il tuo servizio sul congresso dei DS (Congresso DS: i problemi non si affrontano) ne sono rimasto sbalordito. Ho avuto la terrificante impressione di avere, per errore, aperto un quindicinale di matrice berlusconiana. Soltanto da quella parte, infatti, si può scrivere delle reali difficoltà della sinistra con i toni foschi ed il livore presenti nei pezzi in questione.

Il commento di Mario Del Pero e Veronica Bridi (Politica o maschilismo?) ad un precedente articolo di Bondi è così astioso e sprezzante da rievocare le nefandezze del lessico dei periodi più bui del Comintern, che è l’opposto di Berlusconi, ma, appunto, gli opposti si toccano.

La lettera di Michele Guarda (Congresso DS: vogliamo suicidarci?), come sempre brillante, pur concludendo con un fiducioso appello ai due candidati alla segreteria, tratteggia prima uno scenario di omertà, di colpi bassi, di meschini calcoli personalistici da decretare la morte civile del partito, tanto che l’invito a non suicidarsi espresso nel titolo appare del tutto tardivo.

Il tuo articolo, poi, e le perentorie accuse che in forma di domanda rivolgi ai due candidati alla segreteria da te intervistati, è un definitivo De profundis non solo per i DS, ma per tutta la sinistra trentina.

Io nego che la situazione reale della sinistra trentina corrisponda alla descrizione che nel complesso ne è fatta negli scritti che ho citato. Non è una situazione soddisfacente, ma è lungi dall’essere così degradata come la rappresenta Questotrentino nel suo ultimo numero.

Ci sono due eccellenti candidati alla segreteria dei DS. Mauro Bondi ed Ottorino Bressanini sono due affermati avvocati che non hanno bisogno di incarichi politici per acquisire prestigio sociale. E’ solo per passione civica che partecipano ad una competizione per la segreteria provinciale del partito, incarico che fra tutti è il più faticoso ed ingrato.

Il loro confronto avviene su tesi politiche che non sono molto diverse, il che fa sperare che, qualunque sia per essere il risultato finale, sulla linea politica il partito troverà dopo il congresso una feconda unità.

Esiste anche un progetto per il Trentino, largamente condiviso dai DS e da tutta la sinistra. Fu proposto ed approvato anche da Questotrentino, alle recenti elezioni regionali. Il problema non è dunque quello di elaborare un progetto, che esiste, ma di tradurlo in pratica. Insisto su questo punto. Se bastasse essere presenti sui media, il problema sarebbe risolto. Contrariamente a quanto scrivi, a me pare che Cogo, Pinter, Andreolli, Chiodi, Passerini, Albergoni, Schmid e soprattutto Olivieri siano assai presenti nella cronaca locale. La questione dunque non è questa, è che fare per attuare il progetto.

Tu non cogli la esatta consistenza di questo problema. Infatti scrivi che "quando la società trentina, smarrita dalla crisi democristiana, cercava nuovi punti di riferimento, la sinistra... si è come ritirata", e sembri dimenticare che nel 1993 quella società trentina orfana della DC risolse il suo dilemma rifugiandosi nelle inette braccia del PATT, ed è una disgrazia meno grave che nel 1998 sia invece intercettata dalla Margherita.

Non ti rendi conto che quasi tutte le tue denunce così ostinate da essere divenute delle ossessioni - i Tosolini, i culi di pietra, il clientelismo, il doroteismo ed anche Dellai - riguardano un passaggio connaturato in "quella società trentina", nelle sue strutture economico-amministrative e nella sua cultura.

E’ dunque immutabile questa realtà? No certo, anche perché se noi non andiamo nel mondo, il mondo sta venendo da noi. Ma l’impresa di migliorare questa realtà non è agevole disponendo soltanto del 17 per cento dei consensi. Mi sembra persino un miracolo che, durante la segreteria Albergoni, non certo per suo esclusivo merito, i DS abbiano raggiunte le note posizioni di potere. Ma sono miracoli che hanno un prezzo. Se fai parte della maggioranza ma non sei la maggioranza, devi mediare. Pinter dice che solo due terzi dei 2.100 miliardi per le strade sono giustificati? Se è vero, a me sembra una buona mediazione, nelle condizioni date. Vorrei anch’io più chiarezza e definitività sulla Pirubi, sull’aeroporto, vorrei che i comprensori fossero già aboliti, che la struttura del bilancio provinciale fosse riformata e tante altre cose. Per raggiungere questo risultato è necessario che la sinistra conti di più.

Ecco perché il problema dell’unità organica di tutte le sinistre, Solidarietà, Rete, Verdi e la diaspora socialista, è il problema principale. Salire dal 17 al 30 per cento fa la differenza, una grande differenza.

Il congresso è concentrato solo su questo problema? Mi sembra un segno di grande maturità. Certo è che Questotrentino, con i toni dell’ultimo numero, non aiuta la sinistra trentina ad uscire dalle sue difficoltà.