Gli scandali olimpici sotto il tappeto
A un mese dall’evento olimpico presentiamo una serie di flash che documentano zona per zona quanto non viene detto sulla preparazione dell’evento olimpico
Cortina d’Ampezzo
Quet’analisi non può non partire dallacabinovia che dalla ex-stazione ferroviaria del paese porterà verso Socrepes, ai piedi delle Tofane. Un’opera realizzata in project-financing e ritenuta fondamentale da Simico come collegamento alternativo all’uso dell’auto privata per raggiungere le piste olimpiche. Una dichiarazione che è una vera mistificazione della realtà in quanto l’impianto si ferma ben 300 metri prima dell’area di gara e dubitiamo che essi saranno percorsi a piedi. L’opera Non era prevista nel dossier di candidatura, doveva costare 24 milioni di euro ed in pochi mesi è lievitata a 35. I bandi sono andati deserti ed i lavori sono stati affidati in via diretta ad una società che mai ha costruito impianti (come già avvenuto a Bormio), la Graffer S.r.l. Il progetto prevede la costruzione di una cabinovia con capacità oraria di 2.400 persone. Dei dieci piloni portanti ben quattro poggiano su una frana in movimento e lo stessa situazione si presenta per la stazione intermedia. Per ovviare al problema questi piloni vengono costruiti su una slitta mobile sotterranea, come avviene sui ghiacciai. I lavori sono partiti in assenza del nulla osta tecnico causa carenza di documentazione (mancava perfino il progetto esecutivo arrivato solo a dicembre 2025, assieme a 14 importanti prescrizioni). Nel frattempo si è proceduto a suon di costose varianti in corso d’opera. Ad oggi manca la dichiarazione di “immunità di frana”, in quanto nessun dirigente della Regione si fida a firmarla. Dubbi forti rimangono sulla certificazione europea della sicurezza. Il Commissario straordinario Saldini ha deciso d procedere comunque sostenendo che l’opera non poteva essere fermata.

Per la costruzione della cabinovia è stato abbattuto un B&B di un privato, Ernesto Curtolo, che ha fatto ricorso al TAR, perdendo la causa contro Simico, Avvocatura dello Stato, Regione Veneto e Comune di Cortina. Un classico esempio di scontro tra Davide e Golia. Nel corso dell’udienza del successivo ricorso al Consiglio di Stato a Roma è arrivata la notizia che le ruspe stavano sventrando la casa, da cui non erano ancora stati rimossi i mobili, e al giudice non è rimasta che la scelta di annullare la richiesta di sospensiva dei lavori di demolizione. Ora si procederà sul profilo penale. A rendere più incredibile il tutto è il fatto che la casa non può essere completamente demolita in quanto ospita una strategica cabina di trasformazione dell’Enel per la quale dovrà essere costruita una sede alternativa.
Soffermiamoci ora sull’inutile villaggio Olimpico a Fiames. A fine lavori le 377 baracche saranno demolite e così 39 milioni di euro saranno stati gettati al vento. Indegna anche la soluzione adottata per il Servizio veterinario dopo la demolizione della sede presso la ex-Stazione. L’amministrazione comunale dopo mesi ha offerto ai veterinari come alternativa una baracca metallica da cantiere posta a oltre 4 chilometri di distanza, in località Fiames, all’entrata del villaggio: il tempo impiegato per raggiungere tale località supera i 20 minuti causa le continue interruzioni stradali.

Per i vecchi trampolini olimpici del 1956, da decenni abbandonati ed inutili in quanto le gare di salto si svolgeranno in Trentino, era stato previsto un intervento di un milione di euro per trasformarli in sede adatta alle premiazioni. I lavori, che termineranno ben dopo la fine delle Olimpiadi, costeranno invece dieci milioni e prevedono l’inserimento di vari servizi e un ristorante.
Nella Perla delle Dolomiti non potevano mancare gli scandali urbanistici, nei quali sono coinvolti i proprietari del locale di lusso El Camineto (acquistato da Flavio Briatore, poi rivenduto a Dimitri Kunst, compagno della ministra Daniela Santanchè) Il locale è stato chiuso con ordinanza sindacale per pesanti violazioni urbanistiche prive di autorizzazioni. Il comune è poi intervenuto negando l’agibilità al nuovissimo e lussuoso Chalet Franz Kralerb del Club Moritzino (300 euro un tavolo) ancora per pesanti violazioni urbanistiche. Andrà rimossa pure la terrazza panoramica del rifugio Scoiattoli nei pressi delle 5 Torri.
Livigno e Bormio
Nel Piccolo Tibet di Livigno si è costruito un grande bacino di raccolta acque per l’innevamento artificiale. Siamo sul Monte Sponda a 2600 metri di quota, un bacino immenso, capace di 203 mila mc. Doveva essere terminato nell’autunno 2024, forse sarà completato a fine dicembre. Il costo è di 21,7 milioni di euro.
A Bormio si è costruito l’Olympic Ski Center, costo 13 milioni. Si imporranno tribune amovibili per circa 5.000 posti, che poi saranno smantellate. Il progetto della pista Stelvio è stato sconvolto. Ci si è accaniti nel demolire quanto era rimasto di intatto nei boschi del parco naturale dello Stelvio.
Milano, la capitale olimpica
E Milano? La città ha privato Baselga di Pinè delle gare di pattinaggio di velocità, che si terranno nel padiglione della Fiera di Rho, lo Seed Skating Stadium, 6.000 posti. E accanto, in altri padiglioni, si è completata la Milano Rho Ice Hockey Arena da 4.000 posti, per un costo di 25 milioni di euro. Poi diventeranno padiglioni multifunzionali. Il secondo centro sarà capace di ospitare fino a 30 mila spettatori in piedi e 12 mila seduti.
Grandi problemi anche al palazzo Santa Giulia che ospiterà le gare di hockey su ghiaccio. Le nazionali statunitensi e canadesi hanno minacciato di boicottare i giochi qualora la pista non venga resa regolamentare nelle misure e non si riesca a produrre ghiaccio di qualità, un ghiaccio ritenuto sicuro per gli atleti. Chi pagherà simili costose negligenze? I progettisti e i controllori?
Il villaggio olimpico costruito in project financing dovrebbe rappresentare uno dei pochi reali obiettivi di “legacy” in quanto sarà riconvertito in studentato universitario. Ma quale famiglia potrà sostenere il costo agevolato mensile di 700 euro a posto letto? Nel caso non si rientri nella graduatoria, il costo supererà i 1.000 euro.
In pianura padana non si può non guardare alla piccola Verona. L’Arena ospiterà la cerimonia di chiusura e a seguire l’apertura dei giochi paralimpici. Per i necessari adeguamenti si prevedeva una spesa di poco superiore al milione di euro: la cifra è lievitata dapprima a 10 milioni, ma oggi, come minimo, i costi supereranno i 20 milioni.
Una notizia che ha del clamoroso riguarda le strutture destinate a facilitare l’accesso ai portatori di disabilità. Sono previste soluzioni raffazzonate in vista dell’evento, da rivedere e portare a compimento a Olimpiadi terminate
Come si accederà ai luoghi olimpici?
Il secondo e il terzo lotto della circonvallazione di Cortina saranno definiti solo dopo la conclusione delle Olimpiadi; la loro progettazione e i relativi costi stanno incontrando problemi importanti. Ci sarà l’apertura, anche questa temporanea, delle tre circonvallazioni che erano previste per i mondiali di sci alpino del 2021: i lavori riprenderanno nell’estate 2026.
La circonvallazione di Longarone, ancora da iniziare, sarà terminata bene che vada nel 2030. Nonostante da gennaio si preveda di filtrare i transiti da Longarone e Tai di Cadore, le difficoltà di accesso al budello della statale di Alemagna saranno incredibili; e auguriamoci che i versanti delle montagne rimangano stabili grazie al freddo.
A parte le ristrutturazioni delle stazioni ferroviarie di Feltre, Belluno e Longarone, non si vede traccia di investimenti a Calalzo, il portale strategico di arrivo del treno e della partenza dei collegamenti con mezzi pubblici verso Cortina. Va segnalato il silenzio assoluto del potente Luca De Carlo, senatore di Fratelli d’Italia, il vero ras nel partito veneto, già sindaco a Calalzo. Si è completamente disinteressato del suo territorio. Non è stato solo Zaia protagonista nel ridimensionare le ambizioni politiche dei Fratelli italiani, De Carlo vi ha messo, e molto, del suo. Il partito che doveva rovesciare la Lega è uscito con la metà dei voti del partito rivale, 18 a 36.
In Trentino era stato promesso il BRT (Bus Rapid Transit). A parte la costruzione della nuova autostazione e del parcheggio sotterraneo a Cavalese, di qualche lavoro a Pozza di Fassa e l’acquisto di alcuni autobus, del progetto non si vede traccia. La spesa prevista ammontava a oltre 100 milioni di euro, ma se ne parlerà nel 2026, forse. Come si parlerà forse il prossimo anno delle strade che dovrebbero collegare l’altopiano di Baselga alle valli di Cembra e Fiemme.
Sarà difficile accedere anche alla Valtellina (Livigno e Bormio). Non solo perché la Svizzera, irritata dai ritardi istituzionali della Regione Lombardia, in vista delle Olimpiadi chiuderà i suoi accessi verso Livigno. Ma anche per i ritardi accumulati nei lavori sulle diverse tangenziali.
Non sarà terminata la terza corsia del Ponte Manzoni a Lecco. Il cantiere per la circonvallazione di Vercurago, 253 milioni di euro, deve ancora iniziare e sarà terminato nel 2032. Analogamente non sono partiti i lavori dello svincolo di Sassella e Catione Andevenno e quelli per la circonvallazione di Sondrio: inizio lavori previsto ad agosto 2026 e possibile conclusione nell’autunno 2027. La tangenziale di Tirano, attesa da 15anni, vede i lavori sospesi per il troppo materiale sciolto al termine della galleria. In attesa di decisioni su come procedere 200 operai sono fermi.
In valle ci sono aspetti parzialmente positivi: l’eliminazione di 16 passaggi a livello sulla ferrovia Lecco-Tirano, il potenziamento dei collegamenti fra Lecco e Milano con un treno ogni 30 minuti. Ma per i pendolari, in treno o in auto, il 2026 sarà un anno di sofferenza.
Altri problemi
L’aeroporto di Malpensa è pronto ad accogliere le squadre nazionali e gli spettatori? Ci sono problemi importanti e costosi da risolvere, in pochi giorni.
Ogni sciatore porterà con se almeno 25 paia di sci, bagagli fuori misura, e lo scalo non è attrezzato per smistare tanti ingombranti passaggi. La potenzialità attuale smaltisce solo 300 bagagli ingombranti al giorno: con le Olimpiadi per oltre un mese ce ne saranno almeno 4.500. Si interverrà con una nuova logistica e specialmente investendo in nuove spese non previste.
Per chiudere con Milano, arriviamo a notizie più serene. L’inaugurazione del 6 febbraio, costosissima, avrà come star internazionale Mariah Carey, oltre 220 milioni di dischi venduti. La voce narrante sarà affidata all’attrice Matilda De Angelis. Per il pubblico di lingua inglese il conduttore sarà il rapper Snoop Dogg, accompagnato da Dua Lipa, cantante di lingua inglese, già apparsa nella Galleria Vittorio Emanuele sfoggiando una discutibile pelliccia. La firma dello spettacolo è di Marco Balic, già curatore di 15 eventi olimpici, una garanzia di qualità. Incuriosisce invece il filo conduttore dell’evento, la parola “Armonia”. Una parola venduta ai media come connessione olimpica fra la città e la montagna, con collegamenti in diretta da Cortina, Valtellina e Fiemme. Un tema che approfondiremo nei prossimi numeri.
Come garantire ospitalità
Le Olimpiadi vedranno protagonista il volontariato. Saranno 18 mila le persone coinvolte, scelte fra 60 mila candidati. Questi troveranno ospitalità nei loro territori, ma a Cortina ci sono comunque difficoltà nel reperire alloggi e mense. A dicembre è ancora irrisolto un tema strategico, quello dell’ospitalità per le migliaia di operatori della sicurezza, protezione civile, vigili del fuoco, personale sanitario, polizia, carabinieri, guardia di finanza. Nel Veneto non si sa ancora oggi come alloggiare i 1.700 agenti, sembra che saranno dislocati in alberghi e altre strutture private lontane anche più di 40 chilometri dai luoghi delle gare. Analoga situazione in Lombardia e in Sudtirolo. In Trentino si preparano 40 posti letto nell’abbandonato albergo di proprietà della Provincia, il Panorama, previsti 200 mila euro di spesa. Altri alloggi sono previsti in un nuova palazzina presso la questura cittadina, con parte dei fondi utilizzati per un nuovo (e tutt’altro che olimpico) poligono di tiro per armi lunghe. Al momento non è dato sapere chi coprirà le spese. Per rimanere in Trentino, i lavori di ristrutturazione del palazzo del ghiaccio di pattinaggio a Baselga di Pinè sono in grave ritardo. Anche qui sono evidenti gli errori progettuali. Non si riesce a garantire la qualità del ghiaccio nella pista esterna e i costi, inizialmente previsti in 29,5 milioni di euro, risultano inadeguati. Sommando questa cifra alle spese sostenute per gli impianti di pattinaggio a Rho appare evidente come la giusta scelta di evitare l’enorme spesa per realizzare un unico (e nel tempo insostenibile) impianto a Pinè sia stata vanificata.
Il consumo di suolo
Ovunque si discute del tema del consumo di suolo. Un primo studio dell’ISTAT ha valutato in 59 ettari il consumo di suolo delle olimpiadi, ma il dato è del settembre 2025. Successivamente sono arrivati i parcheggi a Fiemme, Cortina, Valtellina, Livigno. Per la pista di bob si è valutato un consumo di suolo di 2,8 ettari, ma a oggi si sono superati i 7 ettari. Nel 2026 si disporrà di dati più certi, prossimi al raddoppio di quelli dichiarati nel 2025.