Spasmi pre-elettoraliSpasmi pre-elettorali
Grandi vecchi o cattivi maestri?
Oggi sono qui orgogliosamente iscritto al Patt. E orgoglioso anche della mia storia popolare, perché noi abbiamo un grande passato, ma dobbiamo scrivere il futuro di questa terra. E il futuro si scrive perché abbiamo valori da difendere. Io posso dare qualcosa? Sì, posso essere un grande vecchio che aiuta i giovani a crescere.
Silvano Grisenti, 3 febbraio.
Povero Degasperi!
Andrea de Bertoldi ha aderito alla Lega in qualità di indipendente, assumendo il ruolo di leader dei Liberali cristiano-democratici, federati col Carroccio. Dopo l’ingresso del deputato trentino nel gruppo parlamentare, Salvini ha commentato con entusiasmo, evidenziando la crescita della Lega in termini di iscritti, sostenitori, amministratori locali e parlamentari. Il passaggio di Bertoldi al partito guidato da Salvini ha sorpreso, soprattutto alla luce dei contatti che aveva intrattenuto nei mesi precedenti con Forza Italia e altre forze centriste, nell’ottica di un possibile impegno in un’area politica ispirata ai valori degasperiani. Interrogato sulla scelta di aderire alla Lega, da sempre considerata una forza politica distante dal centro moderato, de Bertoldi ha replicato che tale percezione è diffusa soprattutto a sinistra. Ha poi citato Fugatti, Zaia e Fedriga come esempi di una Lega più vicina alla tradizione democristiana rispetto ad altre realtà politiche. Secondo il deputato, l’obiettivo dei Liberali cristiano-democratici è ampliare l’area centrista all’interno del centrodestra, e tra le opzioni valutate la Lega è stata ritenuta la più convinta in questa direzione. Il motto del nuovo movimento è “Accendiamo la luce”, e questa visione ha portato ad escludere la collaborazione con altre forze centriste considerate meno dinamiche.
La Voce del Trentino, 6 febbraio
Terzo mandato: le grandi manovre
Senza una modifica della legge, Fugatti dovrebbe trovarsi qualcos'altro da fare ed ecco che la Lega agita lo spettro di eventuali dimissioni anticipate del presidente nella primavera-estate 2027, quindi più di un anno prima della fine della legislatura, per potersi candidare al Parlamento.
Le dimissioni causerebbero però lo scioglimento del consiglio provinciale ed elezioni anticipate, da ripetere poi nel settembre 2028, perché lo Statuto di autonomia prevede l'elezione contestuale dei due consigli provinciali di Trento e Bolzano che insieme compongono il consiglio regionale.
Ma queste doppie elezioni Fratelli d'Italia, che pensa che il prossimo giro sia il suo turno per la presidenza della Provincia, non le vuole perché il presidente eletto si ritroverebbe con un mandato di un solo anno, ma non vuole il terzo mandato, e non può impedire a Fugatti di dimettersi prima. Quindi il problema c'è.
L'Adige, 9 febbraio
Un parto mostruoso
- Si moltiplicano le candidature: Patt, Lega e FI propongono un nome ciascuno.
- Spunta Camilla Girardi. Patt al palo. È la proposta di Forza Italia. La decisione dopo un vertice romano.
- A Roma la Lega cala l'asso Bisesti. La novità fa infuriare Fratelli d'Italia.
- Forza Italia prova a fare leva sui territoriali. Urzì: “Se la Lega vuole Bisesti, pronti a parlarne”. Binelli: “Attendiamo Roma, ma poi si decide qui”.
- Bisesti si chiama fuori. Riprende quota Goio. Ultimatum del Patt. Urzì: “Colpa della Lega”.
- I leghisti tentati di intestare la sconfitta a Gerosa. Urzì non cede: “La pazienza di Ilaria ha un limite”.
- Centrodestra in tilt. Strappo del Patt: correrà da solo.
- Offerta al Patt: Goio o Gerosa. Maestri: “Se non trovano nessuno, ricandidino Merler”.
- Centrodestra, la scelta su Goio.
- Il Patt corre da solo e punta sull'architetto Ennio Dandrea.
L'Adige, 11-26 febbraio (continua?)