Il Sudtirolo sta cambiando
… ma non la sua classe politica
Il Sudtirolo sta cambiando. Non è solo il clima, ci sono anche cambiamenti positivi. Cresce il numero dei bilingui e plurilingui e la voglia di far imparare ai figli entrambe le lingue. Nascono iniziative civiche che affrontano quei temi, la mancanza di casa, la crisi della sanità pubblica, il drammatico cambiamento climatico, di cui la politica si occupa poco e male.
Ma la Svp, nonostante la riduzione dei consensi, continua a comportarsi con la stessa arroganza di quando aveva la maggioranza assoluta. Concorda col governo di destra una riforma dell’Autonomia, alla quale pochi possono partecipare. In cambio vota in parlamento leggi disastrose, che influiscono anche sulla realtà locale. E il presidente Kompatscher pretende la creazione di un CPR, prigione per innocenti senza processo, una vergogna indegna di un paese civile.
Accanto al tradizionale diffuso impegno del volontariato sociale, un po’ in crisi per le assurde imposizione burocratiche, in Sudtirolo esiste però anche un risveglio civile, che mobilita moltissime persone su tematiche scottanti.
Nella notte del 26 novembre il gruppo locale di Extinction Rebellion, movimento ambientalista di origine britannica ormai diffuso in tutta Europa, ha fatto a Bolzano un’azione piena di significato, meno provocatoria di quelle che contraddistinguono questo movimento, e forse proprio per questo, più efficace per la diffusione del suo messaggio.

In piazza Mazzini come tutti i martedì si teneva il mercatino dei contadini. In piazza Madonna, davanti alla scuola Goethe (quella della separazione linguistica), i genitori accompagnavano a scuola i bambini e le bambine. Sul ponte Talvera, di fronte alla gelateria chiusa da tempo per l’incapacità gestionale del Comune, la fontanella gorgogliava. Alzando gli occhi tutti si sono trovati davanti a quelle che sembravano installazioni di arte contemporanea: le statue ai piedi della colonna della Madonna, il busto di Giuseppe Mazzini e le figure sulla fontana erano bendati con foulard rossi. Le statue tenevano in mano cartelli dipinti a strisce colorate, le Climate Stripes, che visualizzano i cambiamenti della temperatura sulla Terra degli ultimi 100 anni. E la scritta “Agire ora, Jetzt andeln”. Una protesta forte e gentile, per attirare attenzione, come scrive Extinction Rebellion South Tyrol sul suo sito, sui rischi che corre l’umanità: “Il nostro ambiente di vita è in pericolo! La crisi climatica mostra già danni gravi. Chiediamo alla Giunta provinciale del Sudtirolo di adottare finalmente misure concrete per la difesa e il bene della popolazione civile. La bendatura è il simbolo metaforico della cecità della classe dirigente verso il progredire della catastrofe ambientale e climatica”.
Il messaggio accusa la giunta provinciale di fare sulle questioni ambientali “solo campagne di marketing.” I giovani di XR chiedono anche che si attui il piano per il clima 2040. Chiedono cioè di non fare ciò che viene fatto ogni giorno.
Le decisioni della politica infatti vanno in controtendenza con la richiesta dei movimenti ambientalisti e soprattutto con le proprie stesse dichiarazioni. Sprechi per opere inutili e costosissime per le Olimpiadi invernali, come il centro per il Biathlon e la partecipazione alla nuova pista di bob; 750.000 euro di contributo per il marketing dello Speck, con la materia prima (centinaia di migliaia di maiali) importati da tutto il mondo.
Milioni anche all’IDM, che incentiva indiscriminatamente il turismo di massa, mentre l’overturism pesa sempre più negativamente sulla qualità di vita nelle maggiori località turistiche e i residenti chiedono il ritorno a una dimensione vivibile per sé stessi, ma anche per i turisti intelligenti. E quello che Nosc Cunfin chiama i permessi alle lobby di “divorare le montagne”.
Dall’aprile 2023 tutte le maggiori associazioni ambientaliste e alpinistiche tedesche italiane ladine, Lia da Mont, Nosc Cunfin, CAI Alto Adige, Dachverband e Heimatpflegeverband, Alpenverein, Montain Wilderness e altre associazioni minori o locali, con i loro esperti e alcuni sindaci hanno lottato, a colpi di firme, expertise, appelli, contro una nuova cabinovia fra Monte Pana e l’Alpe di Siusi. Il gruppo di lavoro intercomunale, composto soprattutto da impiantisti, ha ignorato ogni obiezione.
Si costruisce un nuovo impianto di collegamento in questa natura unica e incontaminata, senza coinvolgere veramente la cittadinanza.
Si è approvato anche un progetto per il rinnovo della bidonvia che porta alla Forcella del Sassolungo. Per realizzarla dovrà essere rimossa una parte di parete rocciosa. Fa un po’ ridere (o meglio piangere) l’indignazione verso le iniziative di Extinction Rebellion: che cosa sono le “provocazioni” di quei giovani attivisti al confronto del picconamento delle Dolomiti?
Un altro ambito in cui si osserva la rinascita di un forte attivismo civico è quello delle donne giovani, che riescono a mobilitare moltissime persone su temi come la lotta al patriarcato e il contrasto alla violenza.
Sabato 24 novembre erano centinaia, indossando la maglietta rossa, donne, uomini, bambine e bambini, a camminare per le strade di Bolzano e sui prati del Talvera, per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.
Si tratta di una celebrazione molto sentita per il numero pauroso di assassinii di donne che ci sono in Italia e per il clima di violenza fisica e verbale che caratterizza da qualche tempo anche la scena pubblica. L’anno scorso in provincia di Bolzano 760 donne si sono rivolte alle istituzioni esistenti per chiedere aiuto. Il 27 % in più dell’anno precedente. Però è troppo facile dichiararsi contro la violenza, come fanno i rappresentanti delle istituzioni. Più difficile, ma indispensabile, sarebbe creare le condizioni affinché gli uomini assumano consapevolezza e le donne ottengano rispetto e riconoscimento del loro valore. Invece le leggi elettorali non sostengono a sufficienza la partecipazione delle donne ai luoghi dove si prendono le decisioni. E le dichiarazioni contrastano con la riduzione dei finanziamenti pubblici destinati all’accoglienza delle vittime e alla prevenzione dei crimini. E manca nelle scuole l’educazione sentimentale e sessuale, unico modo per cambiare veramente le cose.
Anche qui è un privato, la Caritas, che si è rimboccata le maniche, creando un percorso rieducativo per uomini violenti. Hanno partecipato in 100 nel 2023 e 170 quest’anno. Un lavoro importante per cambiare la società dall’interno.
L’emergenza
che ritorna ad ogni inverno
È per iniziativa di cittadini privati che nel capoluogo è sorta un’iniziativa concreta ed esemplare a favore dei senzatetto, in maggioranza migranti. Su questo tema la politica, in Europa e non solo, sta cambiando radicalmente, aprendosi a tendenze securitarie e anche razziste. In Sudtirolo lavorano moltissimi lavoratori di origine straniera. Il turismo e l’agricoltura e anche il settore gastronomico hanno bisogno di addetti. Nei periodi in cui i lavoratori sono occupati, in qualche modo hanno un alloggio o un posto letto. Però, nonostante gli appelli rivolti agli albergatori e ai contadini di fornire agli stagionali un alloggio anche fra un periodo di lavoro e l’altro, i risultati sono scarsi.
Ogni anno, in autunno, quando gli alberghi chiudono per riaprire prima di Natale, e il vero freddo è già cominciato, in tanti scendono nelle città (soprattutto a Bolzano) alla ricerca di un posto per dormire. Vanno ad accrescere il numero dei senzatetto, che sono tanti anche fra persone che hanno un lavoro fisso. La risposta è “emergenza freddo”. Ma che emergenza è quella che si ripresenta puntualmente ogni anno? Come non prevederla e pensarci in tempo?
Certo, Bolzano fa molto, in confronto agli altri comuni. Ma di fronte a centinaia di persone che dormono all’aperto lungo i fiumi e sotto i ponti, e anche sui marciapiedi, si dovrà pur fare qualcosa. A Bolzano la crisi abitativa è una tradizione, che la pochezza (o la distrazione per altri interessi) della classe dirigente ha aggravato.
La politica che fa? Concede quasi tutti i terreni edificabili a Benko. Che realizza, prima di fallire, abitazioni di lusso, a Gries e in centro. E alle abitazioni per i cittadini chi ci pensa? Per chi lavora e vive qui? Non sembra siano un obiettivo di governo per nessuno. Le vogliono fare a Laives e a Terlano. Una forma di sfratto già avvenuta in passato verso Laives e Terlano. Abbiamo l’esempio dell’Austria che ha risolto da un secolo il problema delle abitazioni per i proprio cittadini. E quello della Repubblica Ceca, che sta approvando una legge che estenda a tutto lo stato il modello di Liberec e altre località. Se non si hanno idee, perché non guardare a che cosa fanno meglio gli altri?
Dunque, mentre il Comune, governato dal cosiddetto centro-sinistra fa sgombrare dalle forze dell’ordine gli insediamenti illegali, un gruppo di privati non si è chiesto di chi sia la colpa della mancanza di risposte a un bisogno umano fondamentale,- argomento di accuse fra Comune e Provincia, - ma si sono rimboccati le maniche e hanno messo in piedi, già da qualche anno, un’offerta di alloggi notturni, con colazione. Si chiama Dormizil. Viene tenuto in piedi da un centinaio di volontari, che ne garantiscono a turno il funzionamento e l’organizzazione, e sostenuto da donazioni. La parola d’ordine è: dignità e rispetto reciproco. Quindi un aiuto e nello stesso tempo un’educazione alla convivenza. I numeri ovviamente non sono sufficienti. Però sono un’esperienza e un esempio. Le persone hanno bisogno di accoglienza, non solo di un letto in un ex-magazzino in cui dormire insieme ad altri cento.
A Bolzano un gruppo di professionisti ha fondato “Restart”. I suoi componenti hanno individuato aree ed edifici abbandonati, in parte pubblici, da recuperare, per offrire alloggi a prezzi abbordabili. A Bolzano l’IPES si limita a recuperare le abitazioni del suo patrimonio edilizio, ma da tanto tempo non ne fa neppure una nuova. Questa assenza della componente pubblica contribuisce a fare impazzire i prezzi, e le persone in cerca di casa.
Del risveglio della cittadinanza dovranno tenere conto i partiti che cominciano già a riunirsi a destra e a sinistra per prepararsi alle elezioni del prossimo maggio. Finora nelle riunioni si sono visti i soliti, quasi solo uomini. Litigano fra loro per accaparrarsi la nomina. Di programmi e progetti non si sente niente. Crisi abitativa? Traffico anche pesante fuori controllo? Temperature estive sopra i 40 gradi per settimane nelle città? Mancanza di toilette pubbliche a Bolzano (l’unico comune sfornito in tutto il Sudtirolo)? Abbandono degli anziani e dei malati cronici e dei loro familiari curanti? Piano del verde, approvato e ignorato? Aree ed edifici in disuso vuoti per decenni, invece di favorirne a costi decenti l’utilizzo almeno provvisorio? Temo che siamo in tanti ad avere molti dubbi che questi temi interessino a qualcuno dei contendenti.