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QT n. 12, dicembre 2024 Servizi

Antimafiawashing

Lases: una nuova amministrazione comunale senza passato e che guarda avanti? Difficile crederci

Venerdì 29 si è svolto a Lona un incontro per presentare alla popolazione il sondaggio, eseguito dal CLP, Libera e Questotrentino, sulla presenza della ‘ndrangheta in paese e la percezione in paese. Con l’intervento del prof. Carlo Buzzi, curatore scientifico del sondaggio, l’antropologo Duccio Canestrini e il giornalista Domenico Sartori.

Iniziamo dalla fine, dal dibattito. E dall’intervento dell’attuale assessora Letizia Campestrini che, nonostante l’invito rivolto a tutti gli amministratori della zona del porfido, è stata l’unica di loro a parlare (nessun sindaco era presente). Una voce senz’altro autorevole, quella di Campestrini, visto che aveva rivestito tale carica anche nella Giunta comunale guidata dalla sindaca Mara Tondini (attuale vice sindaca) dal 2002 al 2005, consigliera comunale di minoranza nella successiva consiliatura e quindi assessore in Comunità di Valle dal 2008 al 2010 e poi consigliere nella stessa fino al 2015. Voce che ha dipinto sé stessa e i “nuovi” amministratori quali giovani senza passato che guardano avanti.

Dai dati sopra scritti, possiamo vedere come questa visione, peraltro sempre sbandierata all’esterno del Comune, non coincida affatto con la realtà dei fatti, e si adegua invece ad una moda imperante anche in altri ambiti, che potremo definire “antimafiawashing”. Una tattica per evitare proprio quella operazione verità evocata come necessaria, nel suo intervento, da Domenico Sartori e alla quale gli attuali amministratori, unitamente a vari Commissari del Governo e alla Giunta provinciale, si sono sempre tenacemente opposti.

Come mai?

I motivi stanno tutti nella risposta data dal prof. Duccio Canestrini alla domanda se avessero avuto un accento calabrese coloro che lo minacciarono di morte nel 1995, a seguito di un suo sarcastico articolo sul mondo delle cave e dei cavatori. Canestrini ha risposto di no, l’accento era quello caratteristico del dialetto trentino della zona e d’altronde le querele contro di lui furono presentate dall’ESPO e dai tre Consorzi dei cavatori di Albiano, Fornace e Baselga di Piné.

Qui sta la chiave di tutto: infatti, coloro che hanno amministrato Lona-Lases dal 1995 hanno regolarmente vinto le elezioni comunali grazie all’appoggio e alla presenza in lista (spesso pure in Consiglio comunale) dei soggetti la cui presenza nella zone del porfido sotto forma di “locale” ‘ndranghetista è assodata da due sentenze della Suprema Corte di Cassazione.

Tanto per esser chiari, l’amministrazione di Mara Tondini dal 2002 al 2005, che vedeva la signora Campestrini in giunta comunale, aveva uno di questi soggetti quale consigliere di maggioranza e l’allora sindaca (oggi vice) era coordinatrice provinciale di quella Margherita che, oltre ad esprimere l’allora presidente della Provincia, aveva quale sponsor il massimo rappresentante della lobby del porfido in Consiglio provinciale, Tiziano Odorizzi, allora in società con i due fratelli Battaglia oggi condannati anche se non in via definitiva.

Questo quadro spiega benissimo la scarsa rappresentazione della comunità locale nella sala affollata del teatro di Lona (undici persone compresi gli organizzatori).

Da una parte la profonda sfiducia che si possa realmente giungere a ricostruire uno spazio pubblico che in questi decenni è stato occupato abusivamente da un intreccio di interessi privati, talvolta pure illeciti; e dall’altra l’obbedienza, la sottomissione, financo l’omertà, indotte dalla paura e dal ricatto che indirettamente esercita, sempre da decenni, il matrimonio (e mercimonio) tra potere politico e lobby industriale, occultamente celebrato (e cementato) da forze occulte di stampo mafioso.

Una situazione ben rappresentata proprio nelle conclusioni del prof. Carlo Buzzi sui risultati del sondaggio, laddove analizza il “coinvolgimento civico”: buono o elevato nel 44% del campione (tra il quale vi è poca differenza tra ottimisti e pessimisti); scarso o mediocre nel 56% (tra i quali è decisamente prevalente la percentuale degli ottimisti). Ebbene, questo dato riflette bene il risultato elettorale che ha consentito alla lista Giacomelli di superare il quorum con il 54% dei consensi; mentre la posizione del CLP sulla necessità di una “operazione verità” con l’invio di una Commissione d’accesso ha trovato riscontro in un 46% che non ha espresso il proprio voto e quindi accordato il proprio consenso a questa amministrazione.

Una amministrazione che Sartori ha invitato a concedere la cittadinanza onoraria a Hu XuPai, l’operaio cinese sequestrato e pestato il 2 dicembre del 2014. Per parte nostra ricordiamo che fino ad ora nessuna amministrazione comunale o consigliere comunale di Lona-Lases (compresi quindi alcuni degli attuali amministratori) si è mai sentito in dovere di dire alcunché riguardo a quei fatti.

In questo contesto il CLP dichiara di non avallare manovre tese a portare a compimento quella operazione di “antimafiawashing”, nella quale ritiene rientri la stessa amministrazione Giacomelli.

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