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HANDS, mani che aiutano

A Bolzano opera da oltre 40 anni un’associazione che si occupa di dipendenze, vecchie e nuove.

HANDS, due anni fa ha compiuto i 40 dalla fondazione. È un’associazione che si occupa di dipendenze, nata come un auto mutuo aiuto per persone alcoolizzate, un fenomeno molto diffuso in Sudtirolo, che ha pesanti effetti sulla vita delle persone che ne sono affette e sui loro familiari. Con l’andare del tempo si sono aggiunte le dipendenze da droghe, e ancora altre.

Hands significa mani, perché – spiegano gli operatori e operatrici e le volontarie e volontari – “HANDS-Onlus è nata come centro terapeutico per dare una mano a chi si trova in difficoltà a causa di problemi legati all’abuso o alla dipendenza da alcol, farmaci, gioco d’azzardo, videogames e altri comportamenti additivi”.

Ho conosciuto l’associazione quando, alcuni anni dopo la fondazione, ha introdotta l’attenzione per la dipendenza da gioco d’azzardo. Un uomo non giovane si era rivolto a me per un aiuto, promettendo che non avrebbe più giocato e avrebbe cambiato vita, se avessi coperto i suoi debiti. Aveva già perso lavoro, casa e famiglia, e viveva di espedienti. Lo aiutai, ma imparai allora che molti di coloro che soffrono di questa dipendenza non sono in grado di mantenere le promesse. Quando si ripresentò, gli consigliai di rivolgersi a HANDS, che era un’organizzazione solida e nota, e che aveva cominciato ad occuparsi di questo problema.

Visitando in Olanda i centri in cui si affrontavano le dipendenze da droghe, avevo appreso che le varie dipendenze hanno radici e aspetti comuni, tanto che lì le trattavano tutte insieme. Rimasi sorpresa. Rispetto a noi, quel Paese era molto progredito. In Italia le persone drogate venivano “curate” in carcere, e trattate come criminali, anziché come vittime, anche se erano giovani. Là invece, team di terapeuti e medici preparati li andavano a cercare nel parchi e nelle periferie per aiutarli, senza colpevolizzarli. Una parte erano persone che avevano lavori stabili e con questo aiuto, in cui erano previsti anche farmaci sostitutivi delle droghe, cui potevano accedere in modo anonimo, riuscivano spesso a uscire dalla dipendenza. In questo modo il sistema era riuscito a ridurre notevolmente le morti e ad accrescere la sicurezza, perché le persone affette non erano costrette a metodi illegali per procurarsi le sostanze di cui avevano bisogno. Chi aveva una dipendenza non era lasciato solo, aveva delle persone con cui confrontarsi e da cui farsi indirizzare alla ricerca di una via d’uscita.

HANDS si sviluppò in questa direzione, con operatori e volontari motivati e preparati. E col passare del tempo, anche per merito del suo lavoro “culturale”, la politica e la società hanno assunto un atteggiamento diverso e più costruttivo, che porta a risultati infinitamente migliori di quelli basati sulle punizioni.

In una provincia in cui si bevono molti alcolici, una volta chiesero che il brindisi nel Consiglio provinciale, in occasione del Natale, venisse fatto, - da chi lo voleva, - con analcolici. Non era un atteggiamento proibizionista, ma un modo per distaccare il concetto di festeggiamento da quello di consumo di alcolici.

Un problema che continua ad esistere in Sudtirolo. Oggi l’associazione offre un percorso terapeutico, in residenza e semiresidenza (diurno), con momenti clinici, riabilitativi e pedagogici, e anche informazione e consulenza per i familiari. Si reimpara la gestione del quotidiano, si fanno gruppi terapeutici e incontri individuali e si partecipa a laboratori educativi. HANDS è presente in tutta la provincia, con presidi e centri di accoglienza e si occupa di tutti i comportamenti di “consumo problematico”. Ha ambulatori, strutture terapeutiche e progetti di reinserimento sociale, lavorativo e abitativo. Trattandosi di problematiche complesse, ci lavorano professionisti di vari campi, medici, infermieri, psicoterapeuti, assistenti sociali e educatori. Un ruolo importante hanno i gruppi di auto mutuo aiuto, fondamentali per indurre alla consapevolezza, in vista di una guarigione duratura. L’obiettivo è di favorire il recupero dell’integrità psico-fisica delle persone, intervenendo anche in caso di difficoltà relazionali, familiari e lavorative. All’associazione si rivolgono ogni anno circa 1500 persone.

Alle dipendenze “classiche” se ne sono aggiunte di nuove, che riguardano persone di tutte le età e gli strati sociali, come il cosiddetto gaming disorder, la dipendenza da videogiochi o videogame; e trovointeressante che gli operatori di HANDS non suggeriscano l’astinenza, - come si cerca di fare talvolta con lo smartphone, - ma hanno come obiettivo di insegnarne un uso controllato.

Tutti i servizi offerti da HANDS sono accreditati e convenzionati con l’Azienda Sanitaria di Bolzano, con l’Azienda Servizi Sociali di Bolzano e con le Comunità Comprensoriali. Nel panorama sconsolante della medicina pubblica in Sudtirolo, in cui anziani e malati cronici e le loro famiglie sono abbandonati a sé stessi e i privati la fanno da padroni, il lavoro di HANDS è un importante presidio per tante persone e famiglie.

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