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Elettrificare la ferrovia della Valsugana?

Luigi Francesco Traverso

Vorrei parlare di mobilità ecosostenibile, di elettrificazione, di abbattimento dell’inquinamento e della tutela del paesaggio relativamente ai lavori nella tratta ferroviaria Trento-Bassano del Grappa, i 90 chilometri più tribolati della penisola italiana che si percorrono, se va bene, in due ore alla media di 45 km all’ora!

Ti godi il panorama, te la prendi calma come se fosse una gita. Ti porti la settimana enigmistica e rischi di finirla prima dell’arrivo, ammesso che il treno ci sia e non sia sostituito con gli autobus.

Da sempre, durante la stagione estiva, ma anche in altre stagioni, ci sono autobus sostitutivi per lavori di manutenzione. Gli austriaci costruirono la linea, stazioni comprese, in due anni; se dopo la fine della prima guerra mondiale avessero costruito un chilometro all’anno di raddoppio sarebbero arrivati ben oltre Bassano, e invece siamo ancora qua. Pensano a volte di chiuderla, a volte di potenziarla e da qualche tempo di elettrificarla.

Ci sono evidenti problemi per poter posare le palificazioni per l’elettrificazione e i lavori, ma mi sembra che vadano veramente a rilento. Ci saranno varianti che variano la variante, ci saranno contratti che prevedono che i lavori si facciano solamente di giorno e magari solo per cinque giorni alla settimana. Tutto può essere. Non ho carte in mano. Mi posso limitare a vedere scorrere il tempo tra una chiusura della linea e l’altra vedendo apparire qualche palo dell’elettrificazione in ordine sparso.

Non sono un tecnico, ma vorrei chiedere a politici e tecnici di perdere una mezza giornata per fare un ragionamento sull’utilità di palificare ed elettrificare l’intera linea oppure trovare un’alternativa che penso sia fattibile. Ormai la tecnologia ha portato le auto e gli autobus ad essere alimentati a batterie. Ci martellano da anni per acquistare auto elettriche. Per le auto si parla di percorrenze di oltre 300 chilometri senza dover ricaricare le batterie e ricordo che da Trento a Bassano ci sono solo 90 km, e a Bassano la linea è già elettrificata e basterebbe alzare il pantografo della locomotrice per procedere nella corsa magari fino a Venezia e contemporaneamente ricaricare le batterie. Dando per scontato che i treni, anche i Freccia Rossa, sono dotati tutti di motori elettrici, forse varrebbe la pena di sospendere l’elettrificazione, con i soldi destinati all’elettrificazione, progettare (magari già esiste) un locomotore con una dotazione di batterie che permetta la percorrenza di 90 km. con alimentazione a batterie e il gioco sarebbe concluso.

Sarò sicuramente smentito e criticato, ma rimarrò convinto che realizzare l’elettrificazione palificata è roba da preistoria, quasi come progettare elettrodotti aerei e continuare a mettere la fibra quando internet e quant’altro viaggiano alla velocità della luce senza fibra.

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