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Mensa: un servizio insoddisfacente

Maria e un folto gruppo di genitori

Siamo un gruppo di comuni genitori di bambini che frequentano quotidianamente una mensa scolastica del territorio. Siamo genitori che lavorano, che hanno più di un figlio, che pagano un mutuo per l' acquisto della casa in cui vivono e che ogni giorno cercano di fare quadrare conti e incastri. Siamo genitori a cui da quest'anno è aumentata la tariffa per la mensa.

Ci troviamo a pagare profumatamente ogni giorno un servizio che offre ai bambini sbandierati menù equilibrati e biologici ma che, preparati al mattino e somministrati da mezzogiorno in poi (allungati con brocche d' acqua...), generano sicuro spreco alimentare e lasciano spesso affamati anche i bambini meno schizzinosi.

Come è possibile che la cooperativa Risto 3, che detiene il monopolio assoluto delle mense scolastiche del territorio e non solo si fregi attraverso gli organi di stampa provinciali e comunali di alta qualità quando ai bambini vengono dati i bastoncini di pesce surgelati o un bel pasticcio di lenticchie abbinato ad un affettato di carne? Qualcosa non torna. Come mai la suddetta cooperativa vince gli appalti in continuazione? Forse perché per abbattere i costi scarseggia di personale nelle mense e si avvale di personale senza qualifica di cuoco? Come mai al nido e alla scuola dell'infanzia ai bambini e alle famiglie è garantito un servizio eccellente e il personale necessita di titolo o qualifica, ma quando si parla di scuola primaria tutto è lecito?

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