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Inceneritore: perché no

Il progetto di un inceneritore a Trento ripropone un modello di gestione dei rifiuti superato, costoso e ambientalmente critico. La combustione, anche se definita termovalorizzazione, produce emissioni inquinanti, ceneri tossiche e polveri ultrafini che incidono sulla qualità dell’aria e sulla salute pubblica. Non si può ignorare che bruciare rifiuti significa immettere in atmosfera sostanze climalteranti e residui pericolosi che dovranno comunque essere smaltiti. A ciò si aggiungono i costi: realizzazione e gestione di un impianto di questo tipo richiedono investimenti per centinaia di milioni di euro, con ricadute inevitabili sulle tariffe. Senza una rete di teleriscaldamento capillare, oggi assente a Trento, gran parte del calore prodotto verrebbe dispersa, compromettendo anche la presunta efficienza energetica. Dal punto della produzione di energia elettrica, lo dico da elettrotecnico, è una macchina con un rendimento pessimo, che difficilmente supera il 40%!

Esiste un’alternativa concreta: il trattamento meccanico biologico, integrato con una raccolta differenziata spinta, che già stiamo applicando, consente di ridurre il residuo, recuperare materia e contenere i costi senza vincolare il territorio a un impianto che necessita di rifiuti per decenni. La scelta che Trento deve compiere non è tra modernità e arretratezza, ma tra combustione e sostenibilità.

E arrivo alla farsa di EGATO: se è stata costituita questa “agenzia”, mi chiedo come sia possibile che l’assessora Zanotelli e il presidente Fugatti abbiano già determinato che il ciclo dei rifiuti sarà chiuso con un inceneritore; a che serve, quindi l’ennesimo carrozzone, se le decisioni sono già prese? Infine, ricordo agli smemorati trentini che, nel lontano 2010-2011 il Coordinamento Trentino Pulito e Nimby Trentino avevano organizzato diversi momenti di protesta-proposta contro la costruzione di un inceneritore; addirittura portando in piazza coltivatori con i trattori, e indovinate chi c’era in prima fila a protestare contro la costruzione di un inceneritore? Proprio il presidente Fugatti, allora all’opposizione. Mi viene da chiedere che senso possano avere queste radicali e opposte prese di posizione. Allora era quindi solo per dare contro a chi governava il Trentino? E chi ora è all’opposizione e allora era al governo, che posizione ha ora sul tema?

Chiudo dicendo che forse sarebbe bene confrontarsi tecnicamente e sono curioso di capire su quali dati l’assessora Zanotelli afferma di poter sostenere che vale la pena costruire un macchinario di centinaia di milioni, che produrrà ulteriore inquinamento lungo l’asta dell’Adige, senza considerare che per i rifiuti da gestire non esiste sostenibilità economica a tale progetto. Aspetto curiosamente i dati per essere smentito.

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