La continuità del male
Nell’aprile del 2025, l’ex sindaco di Sover Carlo Battisti formalizzava presso la stazione dei carabinieri di Segonzano una denuncia/querela per diffamazione a mezzo stampa. La diffamazione sarebbe da rilevarsi nel testo di una lettera pubblicata il precedente 3 gennaio dal quotidiano L’Adige in cui il firmatario, Walter Ferrari, scriveva: “Sono rimasto positivamente colpito che l’Amministrazione comunale [di Sover] abbia patrocinato e promosso due serate sul tema [della Memoria dell’Olocausto]. Sì, perché siamo in quel comune dove alcuni anni fa la precedente amministrazione aveva usato stralci del ‘Mein Kampf’ per illustrare la propria posizione sul Bollettino comunale".
E ancora: “Occorre riconoscere con onestà che gli attuali amministratori comunali di Sover hanno promosso un momento di riflessione che certamente fa la differenza rispetto alla precedente, adusa ad abbeverarsi alle idee fondative del nazismo”.
La “persona offesa dal reato”, assistita dall’avvocato Andy Rossi, esprime così la sua indignazione: “Mi ritengo profondamente offeso da questa frase che denigra e lede la mia persona, oltre che il mio operato in qualità di amministratore pubblico per ben cinque legislature nel Comune di Sover, di cui due come Sindaco” e chiede pertanto che i responsabili (Ferrari, ma anche il direttore de L’Adige Pierluigi Depentori) “siano puniti per il reato di diffamazione col mezzo della stampa di cui all’art. 596 bis cp.”
La memoria di opposizione all’archiviazione del procedimento penale intentato da Carlo Battisti, presentata lo scorso luglio dall’avvocato Rossi per “dimostrare la falsità di alcune affermazioni fatte dal sig. Ferrari”, si cimenta nel “non facile onere di ricostruire i tratti essenziali della vicenda oggetto del presente procedimento”.

E cimentiamoci dunque nel seguire le argomentazioni dell’avvocato che presenta al Giudice una copia dell’articolo ("Quale ruolo per il Comune") pubblicato nell’agosto 2017 sul bollettino intercomunale di Baselga di Pinè, Bedollo e Sover “a firma del signor Carlo Battisti, allora sindaco di Sover, ma che non è stato scritto da lui” (sic).
L’avvocato Rossi protesta che nell’articolo in questione “non vi è una parola che faccia riferimento al Nazismo, non vi è apologia del Nazismo e neppure si rinvengono gli asseriti stralci del Mein Kampf" e si chiede “come si possa affermare che la precedente amministrazione fosse adusa ad abbeverarsi del Nazismo”.
In effetti, se ci limitassimo a una lettura superficiale dell’articolo “a firma del signor Carlo Battisti ma non scritto da lui”, non troveremmo alcun riferimento al nazismo. Ma se banalmente applicassimo alla lettura del testo quel metodo comparativo proprio della filologia e della linguistica storica, potremmo fare delle scoperte interessanti.
Metteremo dunque a confronto alcuni stralci dell’articolo col testo fondativo dell’ideologia nazionalsocialista, per l’appunto il Mein Kampf di Hitler. Nella convinzione che il testo originale tedesco non abbia avuto vasta circolazione nelle nostre valli, farò riferimento all’edizione Bompiani edita a Milano nel 1940 ("La mia battaglia", con “Prefazione inedita dell’Autore per l’Edizione Italiana”).
1
- La storia delle nostre comunità montane riconosce nel Comune il solo mezzo per conseguire un fine, il fine del mantenimento dell’esistenza della comunità.
- La concezione nazionale, razzista... ravvisa nello Stato soltanto un mezzo per raggiungere un fine, il fine della conservazione dell’esistenza razzista degli uomini. (p. 15)
2
- La sua meta [del Comune] consiste nella conservazione e nell’accrescimento di una collettività conducente un’esistenza fisica e morale dello stesso genere.
- Lo Stato è un mezzo per raggiungere un fine. Il suo fine consiste nella conservazione e nello incremento d’una comunità conducente una vita fisica e morale omogenea. (p. 30)
3
- Dobbiamo pertanto distinguere con la massima chiarezza fra il Comune che è il recipiente e la comunità, che è il contenuto. Questo recipiente ha valore solo se sa contenere e custodire il contenuto, altrimenti non ha senso.
- Dobbiamo distinguere con la massima nettezza fra lo Stato, che è un recipiente, e la razza, che è il contenuto. Questo recipiente ha senso solo se è capace di contenere e salvaguardare il contenuto; in caso diverso, non ha valore (p. 30)
4
- Proprio in quest’ottica deve essere considerata di fondamentale importanza una linea politica che ponga la massima attenzione a ciò che attiene il bene più prezioso di una collettività: i suoi figli.
- Lo Stato nazionale... deve mettere la razza al centro della vita generale. Deve darsi pensiero di conservarla pura. Deve dichiarare che il bambino è il bene più prezioso d’un popolo. (p. 43)
5
- Un buon amministratore ha il dovere di attivarsi affinché la fecondità di una coppia non sia ridotta dall’indecente economia di un’organizzazione statale che trasforma quella fortuna che è il bambino in una sfortuna per i genitori.
- [Lo Stato nazionale] deve provvedere a che la fecondità della donna sana non venga limitata dalla sconcia economia e dalla finanza d’un regime statale che di quella benedizione che è il bambino fa una maledizione per i genitori. (pp.43-44)
6
- Un buon amministratore... ha il dovere di rafforzare le tradizioni e la memoria della propria comunità con interventi finalizzati a tramandare ai grandi di domani l’identità collettiva che sempre più è minacciata.
- Non si impara la storia solo per sapere quello che è successo, ma per trovare in essa una maestra dell’avvenire e della conservazione del proprio popolo. Questo è lo scopo, e l’insegnamento della storia è solo un mezzo per raggiungerlo. (p. 65)
Questo non è un esercizio comparativo fine a se stesso. Trovare siffatte assonanze tra l’articolo a firma di Carlo Battisti e le pagine del Mein kampf significa smontare l’accusa di diffamazione rivolta a Walter Ferrari. Poco importa che l’articolo apparso sul Bollettino comunale sia stato scritto, come afferma l’avvocato Rossi, “da un suo collaboratore” Un Sindaco non controlla ciò che esce a suo nome? Ciò che importa è che nell’articolo troviamo una serie di nuclei concettuali di chiara matrice nazionalsocialista: la comunità come “fortino identitario” “conducente una vita fisica e morale omogenea", “minacciato da forze esterne"; la natalità come “bene più prezioso di un popolo”; il ruolo della donna, ridotta a fattrice di figli per la Patria... Quei nuclei concettuali che ritroviamo nei testi dei fascisti del terzo millennio di Casa Pound fino alle esternazioni della seconda più alta carica dello Stato, che equipara i partigiani ai combattenti della repubblica di Salò.
In molti passaggi non si tratta solo di parafrasi , ma di copiature letterali.
Delle due l’una: o l’estensore dell’articolo del 2017 ha saccheggiato, sottacendone la fonte, i concetti del Mein Kampf, oppure dobbiamo concedere che idee della stessa fatta convergano, sia pure inconsapevolmente, in un linguaggio identico. In ogni caso ciò a cui siamo di fronte è la “continuità del male”, come ha bene espresso Tomaso Montanari nel suo libro omonimo.
Nella lettera di Ferrari a L’Adige non c’è alcuna traccia di falsità, ma la capacità di denunciare i mascheramenti con cui il pensiero di destra – una destra oggi al potere – cerca (purtroppo con successo) di sdoganare le idee aberranti che nel ventesimo secolo hanno prodotto fascismi, guerre e genocidio. E che ancora oggi producono fascismi, guerre e genocidio.