I guai dell’Azienda Sanitaria
Quando, a febbraio scorso, vi avevamo raccontato dei guai informatici dell’Azienda sanitaria - che a gennaio avevano mandato in tilt il sistema dei laboratori d’analisi in tutta la provincia - avevamo posto una domanda: come sono presidiati questi sistemi?
Non avevamo però risposte certe. Ora il consigliere del PD Paolo Zanella, in una interrogazione presentata poco tempo fa, ci aiuta a fare luce proprio su come (non) vengono tenuti sotto controllo i sistemi informatici. A seguito di un ennesimo recente blocco informatico dei laboratori, per fortuna di minore entità stavolta, Zanella scopre che il sistema informatico dei laboratori non aveva più un contratto di manutenzione ed adeguamento dei software a partire dal 31 dicembre dell’anno scorso. E che il rinnovo dell’assistenza è stato avviato dall’Azienda sanitaria solo il 2 aprile, con effetto retroattivo al 1° gennaio di quest’anno.
E come se non bastasse, scopre che non è il dirigente tecnico dell’Azienda - che di questo dovrebbe occuparsi - ad accorgersi del “buco” temporale, ma il direttore dei laboratori clinici, il quale, il 12 febbraio scorso, manda una richiesta di rinnovo dell’assistenza informatica.
Questo incastro di date ci fa capire che nessuno in Azienda sanitaria si era reso conto che stava scadendo il contratto di manutenzione e che nessuno - nemmeno dopo il disastro di gennaio - si è messo in moto per tamponare rapidamente la falla.
Quando parliamo di presidiare i sistemi intendiamo una cosa molto semplice: avere un calendario preciso di quando scadono i contratti di manutenzione e avere un calendario preciso dei tempi di obsolescenza dei macchinari (che, come certamente ricordate, pure hanno avuto ripetuti guasti), e organizzarsi di conseguenza. Perché, se hai un sistema già ballerino come quello dei laboratori, non puoi permetterti di non avere un contratto di assistenza attivo. Senza contratto tu devi chiamare i tecnici, aspettando le loro disponibilità, mentre in un contratto vengono stabiliti tempi tecnici di assistenza che il fornitore rispetta perché altrimenti paga una penale. Se non hai un contratto nessuno viene a fare gli adeguamenti (che nei sistemi complessi sono ricorrenti).
Ma purtroppo sul malfunzionamento dell’Azienda sanitaria non è finita qui.

Sono usciti recentemente i dati relativi alle liste d’attesa, con un confronto tra i dati dei primi cinque mesi del 2025 e lo stesso periodo di quest’anno. Beh, i dati sono terribili.
Valutate voi. Sulle visite urgenti il termine di tre giorni l’anno scorso veniva rispettato nel 55,5 per cento dei casi. Quest’anno solo per il 36,4 per cento.
Per le visite che hanno un termine di 10 giorni siamo passati dal 50 per cento al 32,7. Infine per le visite che hanno un termine di 30 giorni siamo passati dal 60,2 per cento al 48,5. Un vero e proprio crollo della capacità aziendale di soddisfare le richieste nei tempi previsti.
Cosa è successo? Perché o ci dicono che negli ultimi sei mesi l’Azienda sanitaria ha perso un terzo dei medici, oppure sinceramente non troviamo una ragione plausibile per un crollo delle tempistiche di queste dimensioni