Truffa all’ombra di Seac
Piccolo spiraglio su chi è e cosa fa il gruppo di tecnici e imprenditori riminesi che stanno spolpando la software house trentina.
Ad ottobre e novembre scorso vi abbiamo raccontato le vicende recenti di Seac, dei suoi affari sballati in tre Comuni della Campania - su cui è in corso un’indagine della procura di Salerno - e del gruppo di persone che sembrano aver trovato il modo di spolpare la grande software house trentina.
Dopo quei servizi abbiamo continuato a cercare informazioni proprio su questo curioso circuito di soggetti e abbiamo scoperto che in Trentino hanno fatto altre vittime. Oltre a varie altre cosette non proprio edificanti sul loro conto.
Questa è la storia della signora Teresa di Rovereto (abbiamo cambiato il nome per ragioni di privacy) e della sua casa, che voleva ristrutturare con le agevolazioni del 110.
“Io mi domando con che gente si è messa a lavorare Seac”. È una domanda amaramente retorica quella che si pone Teresa quando comincia a raccontarci la storia della truffa di cui è rimasta vittima. Una storia che parte da lontano, precisamente da Matera, dove Teresa ha una cara amica. Da questa amica materana, all’inizio del 2022, arrivano Fausto Farneti e un paio di altre persone con offerte mirabolanti legate al 110. L’amica materana non lo sa, ma Farneti & Co hanno già contatti nella zona perché Efficient Building all’epoca ha già firmato il contratto con la Onlus Polis Mathera per la ristrutturazione dei villaggi in Campania. Propongono ristrutturazioni a costo zero delle case storiche della città, i famosi sassi.
All’amica materana di Teresa le offerte non interessano, ma si ricorda che la stessa Teresa le aveva da poco parlato della sua ricerca infruttuosa di un’impresa che le potesse ristrutturare la casa con i benefici del 110. Per questo le racconta di queste offerte, anche perché, le dice “Guarda che questi sono delle tue parti, vengono dal Trentino”. Infatti Farneti, a Matera, spende allegramente il nome di Seac e non solo: viene fatto tranquillamente anche il nome di Franco Bernabé, che a quel tempo aveva già tagliato ogni rapporto con quel circuito di persone. Da Matera Farneti ottiene il contatto con Teresa di Rovereto.
La signora Teresa interessa molto a Farneti & C.: lavora nel mondo del volontariato, nel quale conosce molte persone. E sono proprio le Onlus il cliente più ricercato da Farneti e i suoi. All’amica materana avevano detto che volevano soprattutto Onlus “perché - ci riferisce testualmente - sappiamo che le Onlus sono sempre messe male, vogliamo aiutarli”.
Il fatto è che nelle regole del superbonus le Onlus sono i clienti più lucrosi, a cui vengono riconosciuti massimali di spesa molto più alti rispetto al resto del mondo e dove quindi si possono spingere al massimo i costi da vedersi poi riconosciuti come crediti fiscali.
Teresa si ritrova subito Farneti alle costole. Da lei vuole soprattutto essere introdotto presso associazioni trentine. Dai vari pour-parler si concretizza poi un contatto con Anfass che ha degli immobili da ristrutturare e vengono fatte - ci dice Teresa - delle riunioni negli uffici Seac. Direttamente nell’ufficio del direttore Franco Cova, stando a quanto ci dice la donna.
Piccola deviazione: con Anfass vengono fatte alcune riunioni a cui Teresa poi non partecipa avendo fatto solo da tramite, ma sappiamo che le proposte di Farneti & C. alla fine non vengono accolte. Pare per un niet degli avvocati di Anfass, che non ritengono sufficienti le garanzie offerte sull’effettivo completamento dei lavori.
Teresa, però, in quel momento, non lo sa e quindi procede con il progetto per la sua casa che Farneti le propone quasi come un favore, visto che in quel momento, le dice, loro stanno lavorando solo sulle Onlus e non con i privati. Ma visto che lei è stata così utile per i contatti…
A Teresa non passa nemmeno per la testa di controllare chi siano questi signori. Le basta e avanza la loro evidente associazione con la Seac, di cui si dichiarano tutti collaboratori.
Anche per il progetto della casa di Teresa le riunioni preparatorie si fanno spesso negli uffici di via Solteri. Ed è lì che Teresa conosce un’altra protagonista di questa storia. Si chiama Elena Grandi ed è una dipendente di Seac. Grandi (di cui vi diciamo nel box a parte) lavora da tempo a scavalco tra via Solteri a Trento e Rimini, negli uffici della Ascom di Rimini, società controllata da Seac. Ma è anche culo e camicia con Fausto Farneti, a quanto ci dice Teresa che li ha incontrati più volte.
Torniamo alla casa di Rovereto. A dicembre 2022, dopo varie riunioni anche con i tecnici che lavorano per Teresa e dopo che la donna ha consegnato carte su carte, viene fatto l’inizio lavori e da Milano arriva il responsabile di una ditta mandata da Farneti. Fa un sopralluogo e poi spiega a Teresa che i lavori di casa sua li avrebbe fatti tra qualche tempo, perché Seac gli doveva affidare un grande cantiere in corso Bettini (palazzo Zanini, acquistato da Seac per farne appartamenti di lusso) e quindi avrebbe accorpato i lavori dei due cantieri.
Teresa si fida, ma dopo qualche tempo torna alla carica con la ditta milanese. Il responsabile le dice a quel punto che non ha avuto l’appalto da Seac e quindi non farà niente a Rovereto. La donna cade dalle nuvole e chiama Elena Grandi che fin dall’inizio ha tenuto i rapporti organizzativi tra lei e il circuito di persone che dovevano ristrutturarle casa. Grandi attribuisce la colpa del cambiamento di programma a Franco Cova e sostanzialmente non le dà alcuna risposta concreta. Teresa allora comincia a cercare insistentemente Fausto Farneti, che si nega continuamente. Ma la donna non si perde d’animo, si apposta al cantiere di corso Bettini e qui un bel giorno riesce a beccare Farneti, il quale, messo all’angolo, le dice che non possono più seguire il suo progetto perché hanno in mano troppi cantieri e non lavorano più per i privati. Le dice anche che i cantieri dei privati sono stati passati a Sandro Rossi (persona che Teresa aveva intravisto in una delle prime riunioni in Seac) di cui le rifila il numero di telefono.
Siamo più o meno all’inizio del 2023 e la famiglia di Teresa sta già aspettando di cominciare la ristrutturazione di casa da un bel po’. L’entrata in scena di Rossi sembra muovere le acque. C’è un sopralluogo, poi finalmente la firma del contratto di affidamento dei lavori il 24 marzo del 2023. Ma fin dall’inizio Rossi chiede una caparra di 65mila euro per far partire il cantiere.
Una cifra consistente, ma Teresa e la sua famiglia si fidano, nonostante i ritardi e cambiamenti di programma avvenuti fino a quel momento.
Del resto Rossi si presenta molto bene, pare professionalmente esperto e, soprattutto - si dicono in famiglia - tutta la filiera attraverso la quale l’uomo è arrivato a loro risale sempre a Seac.
Quando Teresa vede per la prima volta Sandro Rossi, l’uomo le racconta che lui si è staccato da Seac perché c’erano delle cose che non funzionavano, senza dare dettagli. Forse qui un campanello d’allarme poteva suonare, ma a quanto pare il signor Rossi è molto bravo a convincere le persone. In ogni caso finalmente a casa di Teresa arriva un’impresa che comincia a lavorare e per prima cosa smonta il tetto. Siamo circa a metà aprile 2023.
Però tre settimane dopo, un bel giorno, Teresa trova il cantiere chiuso e vuoto. L’impresa ha abbandonato i lavori. Motivo: avevano ricevuto solo un primo magro acconto e poi non avevano più visto nemmeno una lira dei 65.000 euro versati da Teresa e che dovevano servire a far andare avanti i lavori.
Rossi, cercato da Teresa, accampa scuse del tipo che “l’impresa non lavorava bene, adesso ne mando un’altra”, mai arrivata ovviamente. Oppure, poi, che mancavano dei documenti e che comunque tutto era a posto e a breve i lavori sarebbero ripresi. Oppure ancora svicolava dicendo di avere la madre malata e che anche lui non stava molto bene.
Da settembre 2023 Rossi scompare del tutto. Non risponde a mail, telefonate o messaggi e - scoprirà poi Teresa - è sparito anche da Rimini dove abitava. Lasciando, sembra, un bel po’ di affitti arretrati di casa da pagare.
Da allora Teresa ha continuato affannosamente a cercare questo personaggio che si è intascato allegramente i suoi soldi, ma non è più riuscita a trovarlo, nonostante le ricerche, davvero da segugio, fatte a Rimini e non solo. È riuscita perfino a risalire alla sorella di Rossi che lavora al consolato ungherese di Venezia. Senza risultati, purtroppo.
Nel corso delle ricerche ha avuto però conferma dei suoi peggiori sospetti: Sandro Rossi ha vari precedenti penali per truffa, appropriazione indebita e riciclaggio.
Ovviamente Teresa ha denunciato il signor Rossi per truffa, ma essendo costui introvabile e soprattutto non avendo (a suo nome) il becco di un quattrino, serve a ben poco per quel che importa a Teresa: recuperare i suoi soldi.
E, va detto, non ci sono solo i 65.000 dati a Rossi. Perché nell’organizzazione dei lavori, la famiglia di Teresa aveva anche ordinato tutti i serramenti della casa ad una ditta che fa capo a tale Roberto Piva, consigliato da Farneti & C. Serramenti pagati in toto e mai arrivati, per la modica cifra di circa 50.000 euro.
Piva, sempre basato a Rimini è, come vedrete se avete la pazienza di proseguire nella lettura, legato a filo doppio con Rossi, Farneti e compagnia bella. Per questo Teresa fa fatica a contenersi mentre racconta e continua a chiedersi: “Ma Seac come può permettere a gente simile di andare in giro a suo nome?” E a dirla tutta ce lo chiediamo anche noi.
Perché, ricostruendo date e giri societari, scopriamo che il signor Rossi era fin dall’inizio del 2022 uno dei soci di una cosa che si chiama “Associati in rete”, che doveva fare da general contractor per Teresa. E in questa società era in compagnia di persone che abbiamo continuato a trovare nel tourbillon delle vicende Seac: si tratta del solito Fausto Farneti, ma anche di Giuseppe Iachini (che è tra l’altro l’attuale amministratore di Efficient Building), nonché del “serramentista” Roberto Piva.
Quanto gli altri soci sapessero del curriculum turbolento del loro socio Rossi non possiamo dire, ma ci pare che quando si costituisce una società con qualcuno sia normale sapere di che pasta è fatta una persona. E, in caso contrario, qualche ricerchina va fatta. Quanto a Piva, non ne sappiamo granché, ma non depone a suo favore il fatto che i serramenti pagati non siano mai arrivati.
Per questo ci pare abbastanza curioso che il 7 febbraio 2023, proprio mentre Teresa sta concludendo il contratto per farsi ristrutturare casa da Rossi, ci sia un rimescolamento nella “Associati in rete”: i soci di cui vi abbiamo detto sopra abbandonano il campo cedendo tutto alla famiglia Farneti che intesta l’intero capitale sociale alla loro Gea srl (quella che ha fatturato un milione e duecentomila euro di “commissioni” richieste da Fausto Farneti ai fornitori di Efficient Building per il villaggio in Campania, tanto per capirci).
Che abbiano sospettato qualcosa a proposito di Rossi e deciso di “ripulire” la società? È una concreta possibilità. Però Fausto Farneti non si fa nessuno scrupolo a dare Teresa in pasto a Rossi.
Ma con che gente si è messa Seac?