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QT n. 9, settembre 2026 Cover story

Le biciclette sui sentieri di montagna

Da oltre un decennio i Club alpini regionali (Alto Adige, Veneto, Trentino) portano all’attenzione della Fondazione Dolomiti UNESCO il tema della frequentazione di sentieri con biciclette nelle alte quote. Un diversivo turistico da tempo insostenibile. La Fondazione è rimasta assente delegando la responsabilità normativa alle Regioni o Province autonome. A livello nazionale si è perfino diffusa una polemica contro il CAI, sostenuta dai bikers che vogliono trovare sentieri perfettamente agibili. A loro dire il CAI trascurerebbe la manutenzione su ben 7.500 chilometri.

Fino a un decennio fa il Trentino aveva provato con una norma a regolamentare la materia. Le biciclette non potevano transitare su sentieri impervi: la larghezza minima del sentiero o strada utile per la percorrenza era data partendo dalla ruota anteriore fino al mozzo della ruota posteriore. Ma per applicare una simile legge sarebbero stati necessari controlli in ogni ambito di pascolo o di bosco, in quanto si era subito appurato che il buonsenso sul tema non risolveva nulla. Contemporaneamente alcune Aziende di promozione turistica, partendo dalla valle di Fassa per poi diffondere l’idea ovunque, inserivano nei loro poster turistici cartine dettagliate dei percorsi da loro definiti ciclabili. Poster che attiravano ciclisti da paesi dove la pratica sui sentieri è vietata, si pensi a Austria e Germania. Così in pochi anni le biciclette hanno invaso ogni spazio. Le troviamo sui sentieri in alta quota, nel cuore di boschi pregiati, in folli discese su strade forestali. Si tratta di un’attività incentivata e pubblicizzata anche dai gestori di impianti di risalita.

Chi non vuole faticare prende l’impianto, e la società offre una discesa spericolata in downhill, o invita a “entrare nel cuore della natura” indicando percorsi ovunque. Sono ormai diverse le segnalazioni di alpinisti che fotografano arrampicatori su vie ferrate: portano in spalla le biciclette per poi gettarsi a capofitto lungo le discese su vie normali.

La situazione è sfuggita di mano: come sempre in Italia nel nome del turismo tutto viene permesso.

Le biciclette in ambiente montano hanno diversi risvolti negativi:

  1. Il conflitto con gli escursionisti. Chi scende dai sentieri in bicicletta non dimostra alcun rispetto verso il pedone, nemmeno in situazioni di pericolo. Si afferma la logica del più forte e veloce.
  2. Il conflitto con chi i sentieri li gestisce e ne fa manutenzione. Quindi i volontari della SAT, che trovano vanificato il loro duro impegno, specie in presenza di terreni umidi o scoscesi. Il transito delle biciclette scava il sentiero e accelera quindi il decorso delle acque piovane con un deciso effetto ruscellamento che in diverse situazioni porta al dilavamento del soprassuolo e al danneggiamento delle piante e del loro apparato radicale.
  3. Il conflitto con la natura. Il disturbo degli ambiti naturali viene diffuso anche in luoghi di tranquillità, in periodi delicati per la fauna selvatica, si pensi alle cove o alla riproduzione. Si danneggia così la presenza degli animali selvatici, degli ungulati ma anche dell’avifauna.
  4. I volontari del soccorso alpino segnalano in ogni realtà l’aumento progressivo degli interventi nel recupero di infortunati per cadute in bicicletta, infortuni anche gravi. Una situazione che alimenta il sovraccarico di lavoro nei pronto soccorso delle zone turistiche.

Se fino a oggi le proteste dei club alpini e di tanti rifugisti non sono state accolte è perché il profilo politico–istituzionale ha scelto, nel nome del turismo, il sostegno ad ogni possibile liberalizzazione. Si deve aumentare in ogni situazione la fruizione turistica, in qualunque modo questa si manifesti. I problemi della sicurezza, della qualità del territorio, della tutela degli ambienti selvatici passano in secondo piano.

Come ben insegna la pubblicistica delle nostre Aziende di soggiorno, importante è che ogni anno si affermi il segno più. Crescita è la parola che non deve trovare sconfitta. In nome del mercato si cancella ogni valore.

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