
Home > Blog > Sinistri > La canna che fa bene, la canna che fa male
Due pesi, due misure. Questa è la logica portata avanti dalla legislazione italiana: da un lato si accetta che una persona possa farsi una canna e che possa indicare agli amici a quale pusher rivolgersi, senza rischiare nulla; dall'altra parte, si arresta chi si coltiva qualche pianticina di canapa a casa sua.
La distinzione non è affatto casuale, ma esprime coerentemente l'ideologia che governa la nostra società. Se, infatti, la canapa al mercato libero è tollerata (indicare il miglior spacciatore sulla piazza, in fondo, è solo far pubblicità, nobile arte nel mondo mercantizzato), l'erba autoprodotta è bandita.
In poche parole: tutto è lecito, finché non mette in discussione la logica economica. L'autoproduzione diventa così per i nostri governanti e i nostri giudici uno dei peggiori cancri da estirpare. Altro che proibizionismo o antiproibizionismo!
Nel frattempo la malavita ringrazia. Il buon senso, no.
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