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Il centro commerciale non è la panacea

Gruppo “Lavispartecipa”

A Lavis serve andare oltre il pensiero monoculturale che vuole il Centro Commerciale come unica panacea per lo sviluppo territoriale. Il gruppo “Lavispartecipa” intende intervenire a commento delle recenti dichiarazioni inerenti l’ormai annosa questione del Centro Commerciale alle Masere rilasciate dal Signor Zorzi di Area51 e dal Sindaco Pellegrini in un articolo apparso su un quotidiano locale il 24 aprile. Nel nostro agire abbiamo sempre rispettato la società Area51 e sempre cercato di distinguere la nostra contrarietà alla creazione di un centro commerciale in quella zona dalla normale ambizione degli imprenditori di investire e produrre. Rispetto a quanto uscito sui giornali ci teniamo però ad esprimere la nostra contrarietà rispetto alla tesi che il centro commerciale porti i posti di lavoro citati: a nostro avviso, viceversa ed attraverso un bilancio allargato, si dovrebbero considerare anche i posti che si andrebbero a perdere per la plausibile conseguente chiusura degli esercizi commerciali nel vicinato di Lavis, che contribuirebbe a fare del centro storico un deserto contravvenendo poi anche agli investimenti effettuati dall’Amministrazione comulnale sul riconoscimento e la valorizzazione delle botteghe storiche. Non capiamo infine perché, se c’è tutta questa volontà di costruire una struttura commerciale, Area51 non lo faccia.

La legge Olivi non ha posto il veto alla loro realizzazione, ha solo limitato le dimensioni delle superfici commerciali: se la convinzione è che a Lavis sia indispensabile un centro commerciale di quelle dimensioni, allora Comune e Area 51 vadano tranquillamente avanti e presentino il progetto in seconda adozione. Certamente gli stessi imprenditori di Area51 sanno che questi non sono tempi per simili costruzioni ed è plausibile che la richiesta di coinvolgimento della Provincia, citata pubblicamente, sia finalizzata ad avere maggiore supporto nella risoluzione dell’attuale situazione di stallo. Come gruppo di cittadini che crede nei processi partecipativi e di corresponsabilità, esprimiamo perplessità rispetto a tale metodo e rilanciamo invece l’idea che la Giunta Comunale e la stessa Area51 provino ad uscire dal pensiero monoculturale che vuole come unica panacea la creazione di un centro commerciale. Comune e Area 51 possono iniziare proponendo un concorso di idee e progetti con un percorso volto a trovare un’idea coinvolgendo, oltre alla Comunità di valle, al Comune di Lavis e ad Area51, perché no, anche la popolazione lavisana e qualche motivato professionista capace di portare idee nuove. Altre realtà (ad esempio, Bologna e Pisa) hanno operato in questo modo, riuscendo in tempi relativamente brevi a trovare coesione su progetti territoriali importanti.

Crediamo infine che un approccio di questo tipo possa inserirsi nella visione d’insieme relativa alla gestione del territorio comunale: sono infatti in corso importanti progetti, quali l’ormai avviata riqualificazione del territorio grazie all’interramento della ferrovia Trento-Malè, la possibilità di un attestamento per lo scambio gomma-ferro grazie al grande parcheggio di pertinenza della nuova stazione ferroviaria, il potenziamento quindi della stessa ferrovia per considerarla al pari di una metropolitana di superficie, il declassamento della strada statale, le nuove proposte di piste ciclabili individuate sul Piano Regolatore ed infine l’ipotesi di una nuova ferrovia di valle che da Lavis arrivi a Canazei (con allegato entusiasmo del Sindaco). Si tratta, nell’insieme, di un gruppo di interventi di progettazione volti a ridurre il traffico veicolare, per promuovere una viabilità alternativa più consona e rispettosa del nostro territorio e dei suoi abitanti: la costruzione alle porte del paese di un centro commerciale, con la conseguenza di un impattante aumento del traffico veicolare e suoi conseguenti inquinanti, ci appare in direzione contraria e poco coordinata con quanto sopra.

Lavis ha una ricchezza territoriale invidiabile, basti pensare ai numerosi vignaioli, ai piccoli agriturismi, alle strutture ricettive e agli esercizi commerciali famigliari che garantiscono una qualità del servizio che una grossa struttura non raggiungerebbe mai. Pensiamo che siano queste le strutture, queste le persone, queste le famiglie a dover essere valorizzate e che trarrebbero ulteriore vantaggio da una visione diversa dell’uso del nostro territorio e che, se opportunamente supportate, potrebbero essere il volano giusto per un rilancio del nostro comune.

Per il gruppo “Lavispartecipa”: Massimiliano Pilati, Nicola Pedergnana, Maurizio Carpi, Andrea Fabbro.

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