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Il miracolo di Malles

Un libro e un film contro l'abuso dei pesticidi. E quello che ne è seguito.

Il manifesto affisso a Monaco di Baviera dall’Umweltinstitut (Istituto per l’ambiente): “Il Sudtirolo cerca aria pulita. Il Sudtirolo cerca se stesso.”

Vi ricordate di Malles e della sua battaglia per liberarsi dei pesticidi? (“Il Sudtirolo cerca aria pulita. Il Sudtirolo cerca se stesso”, in QT, settembre 2017).

La scelta della popolazione, con il referendum del 2014, di vietare i pesticidi nel loro paese è stata osteggiata dalla Provincia e dal Bauernbund, la lega dei contadini proprietari, che da cinque anni trascinano gli amministratori del Comune davanti ai tribunali. I risultati non sono stati quasi mai quelli che i querelanti si aspettavano, ma il prezzo di questa guerra a difesa dell’uso dei pesticidi rischia di essere pagata cara dall’intero Sudtirolo, compresi i produttori di mele.

La guerra

Il sindaco Ulrich Veith, in attuazione al risultato del referendum, vietò l’uso vicino alle case e alle scuole di “sostanze altamente tossiche, come pure di prodotti sintetici e di diserbanti chimici, che sono dannosi per la salute e per l’ambiente”, con l’obiettivo di una graduale transizione all’agricoltura biologica. In risposta, la Provincia approvò in due settimane una Lex Malles, che restringeva la competenza degli enti locali in materia ambientale. Poi cominciarono le denunce di gruppi di contadini appoggiati dal Bauernbund, e il Tar (che a Bolzano è di nomina politica) dichiarò l’inattuabilità della delibera, “estranea alle competenze comunali”.

Non contenti, i sostenitori dei pesticidi chiesero la condanna del sindaco a risarcire i “danni erariali” provocati dal referendum (24.000 euro).

La seconda istanza ribalta però la sentenza del Tar e i 144 ricorrenti non solo non ottengono il risarcimento richiesto, ma devono pagare le spese al comitato civico che aveva proposto il referendum. La Corte d’Appello nel 2020 scrive che “mancavano addirittura i presupposti per fare causa”, in quanto l’iniziativa dei promotori del referendum non andava a incidere su un interesse concreto e attuale dei contadini, e al comitato promotore non si poteva negare il diritto di proporre il referendum.

Ma invece di aprire un dibattito sulla scottante questione dell’uso dei pesticidi, la giunta provinciale si è impelagata a testa bassa in una vicenda che sta diventando assai rischiosa.

Un libro

“Il miracolo di Malles”, il libro

Il referendum contro i pesticidi aveva attirato su Malles l’interesse di ambientalisti di tutto il mondo. Tra gli altri, la nota attivista indiana Vandana Shiva, l’Umweltinstitut München (Istituto per l’Ambiente di Monaco di Baviera), un ente di grande importanza in Germania, che esiste da 30 anni come associazione indipendente e si occupa fra il resto di agricoltura biologica, e Alexander Schiebel, regista e scrittore di Vienna, che diede il via ad una campagna (www.pestizidtirol.info), con una manifestazione in Val Venosta per spiegare che turismo e pesticidi non vanno d’accordo.

Seguì un documentario e un libro, “Das Wunder von Mals” (Il miracolo di Malles), edito da oecom-Verlag, casa editrice specializzata in temi ambientali diretta da Jakob Radloff. Un libro duramente critico verso la politica agricola della Provincia di Bolzano: “Trenta trattamenti all’anno nel periodo vegetativo e anche di più se piove, 42 chili di fitofarmaci per ettaro. 55 sostanze delle 68 usate in Sudtirolo sono sulla lista nera dei pesticidi più pericolosi e dannosi”, vi si legge. E l’ISTAT conferma che Bolzano e Trento sono le province che usano più chimica nella frutticoltura.

Karl Bär, dirigente dell’Umweltinstitut, fece affiggere a Monaco un manifesto con un paesaggio sudtirolese con meli e un trattore che spargeva pesticidi e la scritta: “Il Sudtirolo cerca aria pulita. Il Sudtirolo cerca se stesso”, un invito a scegliere fra una natura intatta e l’economia dei pesticidi nelle monoculture di mele.

La denuncia

L’assessore all’Agricoltura - e quindi la Giunta provinciale, - cui si sono aggregati quasi 1.400 agricoltori, hanno denunciato lo scrittore e regista, l’Istituto e perfino l’editore, per diffamazione e per violazione del marchio Alto Adige/Südtirol utilizzato nel manifesto.

Il 15 settembre 2020 c’è stato un tentativo di conciliazione, ma nonostante i denunciati fossero molto preoccupati per gli aspetti finanziari della vicenda, l’accordo non è andato a buon fine, perché l’assessore ha posto come condizione che si astenessero da ulteriori critiche. Questa la versione ufficiale.

Ma da qualcuno dei presenti è trapelato che l’assessore avrebbe preteso di non dare notizia di quanto si trova sui quaderni di campagna di molti contadini venostani, sequestrati su ordine del procuratore dai carabinieri dei NAS. Pare che vi manchino le giustificazioni per essere passati dalla fase uno, che prevede un uso di “ricette” naturali contro gli insetti nocivi (tipo coccinelle contro i pidocchi delle foglie) alla fase 2, che permette l’uso dei pesticidi chimici. Una bomba per il mercato delle mele sudtirolesi, per ora senza prove (il contenuto della trattativa per una conciliazione è riservato). Ma che forse uscirà nel corso del processo.

Il 28 ottobre il giudice delle indagini preliminari, dopo aver ascoltato la procuratrice che lo chiedeva anch’essa, ha deciso di archiviare la denuncia contro l’editore Jakob Radloff. Quest’ultimo ha dichiarato che in trent’anni di lavoro durante i quali aveva poubblicato una decina di importanti riviste e molti libri, non aveva mai dovuto presentarsi davanti a un tribunale, perché in Germania esiste la libertà di opinione. Ma l’editore non si limita a esprimere sollievo per l’archiviazione; si preoccupa anche per Alexander Schiebel e Karl Bär, su cui ancora si aspetta una decisione: “Alexander Schiebel nel suo libro pone una questione politica, se l’agricoltura può essere fatta senza danni gravi per le persone e l’ambiente. Questo riguarda tutti noi e dunque deve essere parte di un dibattito democratico e non di un processo penale”.

Libertà di opinione e prepotenza

“Il miracolo di Malles”, il documentario

La commissaria europea per i diritti umani, Dunja Mijatovi, ha condannato il processo sudtirolese come esempio di SLAPP, espressione nata per identificare le azioni legali tese a bloccare la partecipazione pubblica. L’obiettivo principale di queste azioni legali non è vincere, bensì intimorire l’avversario. Mijatovi si è rammaricata di quanto sta accadendo in Sudtirolo e ha annunciato che la UE vuole introdurre norme sanzionatorie contro le SLAPP nei paesi che ancora non ne hanno (fra cui l’Italia).

L’ex-ministra Renate Künast e il deputato Harald Ebner, presidente della Commissione Agricoltura del Bundestag tedesco, hanno scritto questa lettera all’assessore Schuler, con oltre 100 firme: “L’enorme uso di pesticidi in agricoltura costituisce un pericolo per la salute umana, come hanno chiarito studi sul clorpirifos e sul possibile effetto cancerogeno del glifosato. I pesticidi danneggiano anche gli insetti impollinatori, la biodiversità, la falda acquifera e la vita del suolo. La produzione è anche energivora. Inoltre le aziende che producono in modo ecologico e l’apicoltura sono danneggiati economicamente dalla dispersione delle sostanze irrorate, quando i loro prodotti non sono più commerciabili per il contezioni della società civile indicare problemi e esercitare la critica sugli abusi. nuto troppo alto di pesticidi. Ciò riguarda propriamente anche l’agricoltura in valli come la Val Venosta. La libertà di espressione è un elemento fondamentale della nostra democrazia. Noi riteniamo un diritto di cittadine e cittadini e delle organizza. Questa critica non si può far tacere neppure con le denunce.

Avevamo appreso con soddisfazione che Lei ha manifestato la disponibilità a ritirare la denuncia contro Karl Bär e i suoi colleghi e colleghe dell’Umweltinstitut München e quella contro lo scrittore Alexander Schiebel e l’editore Jacob Radloff delle Edizioni eocom. Purtroppo ora ci è arrivata la notizia che Lei ha chiesto, come condizione per il ritiro della denuncia, la promessa di astenersi da ulteriori critiche. Così si conferma l’impressione che la Giunta provinciale di Bolzano si rifiuta di partecipare a dibattiti su questioni cruciali e cerca di intimidire i critici con denunce e con gli alti costi che ne derivano o con rischi di rifusione di danni. Siamo convinti che questo comportamento danneggi in Germania l’immagine dell’Alto Adige, più delle critiche contro cui si rivolge la Sua denuncia. Chiediamo a Lei e agli altri querelanti di ritirare tutte le denunce contro le persone di cui sopra”.

Ora sono parecchi che chiedono che si apra una discussione ampia sul futuro dell’agricoltura e del turismo in Sudtirolo e sul futuro dei pesticidi, su cui già la UE si prepara a decidere nel 2021 (vedi https://act.wemove.eu/campaigns/fermiamo-pesticidi). Ma non c’è alcun segnale che la Giunta provinciale, e il Bauernbund che la egemonizza, abbiano intenzione di farlo.

A noi non resta che sperare che i giudici archivino anche le denunce SLAPP verso Schiebel e Bär: per amore della democrazia, della salute e della patria.

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