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QT n. 4, aprile 2025 Servizi

L’inceneritore e l’opposizione

Centrosinistra troppo timido? Intervista al consigliere Valduga.

Francesco Valduga, come sindaco di Rovereto, si era contraddistinto per una decisa contrarietà alla localizzazione dell’inceneritore nel suo Comune. Oggi, comeconsigliere provinciale del centro sinistra, si occupa del territorio di tutta la provincia, ed ha espresso un parere negativo per l’inceneritore ovunque collocato. A noi sembra che la politica stia affrontando il tema con poco impegno. Da qui l’intervista

Fugatti e la sua portavoce Zanotelli sembrano marciare speditamente verso la realizzazione di un inceneritore...

“Vedere il centro destra così convinto fa capire che in politica ci possono essere evoluzioni sorprendenti, vedi le passate campagne contrarie, o, a livello nazionale, tante posizioni di Meloni.

Ma veniamo alle motivazioni. anzitutto lo slogan per cui non sarebbe etico esportare i rifiuti. Cosa vuol dire? Che idea hai del territorio? A me sembra un tema che va trattato in un’ottica almeno regionale, il superficiale (come ci è stato comunicato) rifiuto di Bolzano è da rivedere, anche perché loro, con un inceneritore troppo grande, di ulteriori rifiuti avranno certamente bisogno. E poi cosa c’entra l’etica? Per me non è etico fare un impianto inutile e che crea emissioni nocive. L’etico è uno slogan, che peraltro funziona”.

L’altro slogan è che, a valle della raccolta differenziata, il ciclo va comunque chiuso

Francesco Valduga

“Sembra di sì. Però intanto occorre incrementare e migliorare la RD, e noi su questo (forse perché non abbiamo un inceneritore, che il residuo da bruciare lo pretende) rispetto a Bolzano abbiamo fatto un percorso migliore. E poi lavorare sul Trattamento Meccanico Biologico, vedi a Rovereto”.

Appunto. Come mai si è lasciato deperire il TMB di Rovereto?

“C’è stata una certa pigrizia. Invece con la RD che abbiamo e il TMB funzionante il problema è praticamente risolto”.

Veniamo ai costi

“Di un inceneritore bisogna considerare quelli di costruzione. Se si mettesse in gara, probabilmente andrebbe deserta: vuol dire che un inceneritore per fortuna piccolo come il nostro è un affare che non sta in piedi. E infine, il fatto che noi trentini abbiamo i costi più bassi, sicuramente rispetto a Bolzano, è la riprova che l’inceneritore non porta vantaggi economici, oltre alla sostenibilità ambientale c’è, il grande problem della sostenibilità economica. Poi c’è il discorso che da anni se ne parla ed è ora di fare”.

Insomma, la narrazione fugattiana è fatta di slogan fuorvianti, facilmente confutabili con i fatti, vedi l’inceneritore che chiude il ciclo, per niente vero. Eppure la politica non discute partendo da questo e il centrosinistra subisce la narrazione fugattiana.

“La linea fugattiana è più semplice. Noi per essere efficaci dovremmo strapparci i capelli, facendo anche terrorismo sulla salute, sui soldi persi. Sembra che vinca la superficialità. Poi la Giunta non si prende veramente la responsabilità, Fugatti si tutela da eventuali fallimenti mettendo avanti paraventi, i commissari, l’Egato, la Zanotelli, cercando il supporto dei territori, con i Comuni che vengono commissariati non solo se non si esprimono su Egato, ma anche se sono contrari.

Se il centro sinistra non è stato finora sull’inceneritore compatto, con i sindaci, è per una tendenza a livello comunale ad essere disponibili anche troppo all’idea che si debba fare. Comunque, dopo le prime aperture di credito, quando si è visto che mancano motivazioni serie, c’è una condivisione abbastanza omogenea sui dubbi: se il ciclo va chiuso, prima dell’impianto c'è una serie di alternative. In Provincia siamo tutti compatti su questa posizione, e anche nel programma del sindaco di Trento vengono poste all’impianto “condizioni imprescindibili” (“vanno verificate e confrontate tutte le tecnologie disponibili, con particolare attenzione alla salute pubblica e alla sostenibilità economica” n.d.r.) in linea con queste nostre obiezioni”.

Rischio per la salute. Oggi i filtri degli inceneritori fermano quasi tutto. Però importanti studi mostrano che quel “quasi” ha conseguenze sulla salute della popolazione. Le zone di fondovalle del Trentino hanno grossi problemi di qualità dell’aria. Perché si accetta di peggiorare una situazione già problematica?

“Non voglio essere accusato di fare terrorismo. Quindi non intendo costruire la battaglia su questo, non voglio entrare in polemica con gli studi che minimizzano l’impatto sanitario. Comunque il rischio, anche se piccolo: perché me lo devo prendere per una cosa che non serve?

C’è anche un aspetto politico e del pasticcio Egato. Che potrebbe teoricamente rappresentare una buona risposta all’esigenza di uniformare la raccolta dei rifiuti tra i Comuni, però le modalità abborracciate messe in atto dalla Giunta per renderlo operativo, la minaccia di commissariare i Comuni che non aderiscono, l’ipotesi di far passare attraverso Egato la decisione sull’inceneritore, non rappresentano un modello di governo opposto a quanto finora praticato? Col decentramento e il coinvolgimento dei cittadini si è ottenuto una RD altissima in Italia. Con un forzoso accentramento dove si pensa di arrivare?

Sono importanti i subambiti (se l’ambito territoriale è la Provincia, i subambiti sono le Comunità di Valle) se l’Egato articola la regia dei rifiuti a livello di subambito, la cosa ha senso. Ma questo non è previsto, è vagamente promesso, e i Comuni dovrebbero aderirvi a scatola chiusa. Essersi omogeneizzati all’organizzazione prevista dallo Stato è un errore, fatto per decidere più facilmente l’inceneritore”.

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