Nago, colpo di scena all'ex Panorama
Il sindaco Morandi è nuovamente sotto accusa nonostante l'eliminazione dell'abuso d'ufficio
Bisogna proprio dirlo: gli amministratori della Busa non sono amati dai giudici negli ultimi tempi.
Di quel che sta capitando a Riva e Arco stiamo parlando con dovizia di particolari già da un po’. Maora vi raccontiamo anche quel che è accaduto un po’ di tempo fa al sindaco di Nago, Gianni Morandi.
Riassunto sintetico delle puntate precedenti: nel 2023 contro il sindaco, i componenti della commissione edilizia e un funzionario comunale, la procura di Rovereto aveva chiesto il rinvio a giudizio per l’annosissima questione delle licenze edilizie dell’ex hotel Panorama, ecomostro di via Bellavista, la strada che si snoda come una terrazza sul panorama spettacolare del lago. (ne avevamo parlato estesamente su QT di febbraio 2024).

L’ipotesi di reato era abuso d’ufficio, perché gli indagati avevano dato il permesso di demolire e ricostruire il vecchio Panorama - trasformato in appartamenti di gran lusso - senza tener conto di una serie di sentenze (fra Tar e Corti varie la storia va avanti da decenni) che dicevano, in parole povere: lì si potevano costruire circa 2000 metri quadri e invece i permessi erano stati dati per il doppio, metro più metro meno (metri costruiti e appartamenti già venduti, peraltro)
Ma quando i pm avevano chiesto di processare il sindaco e gli altri, tutto il mondo sapeva già che l’abuso d’ufficio era un reato agonizzante. Il governo stava procedendo a spron battuto per eliminarlo. Tanto che le udienze davanti al gip per valutare la richiesta dell’accusa erano state più d’una e ogni volta il giudice aveva detto: rinviamo. Pensando che l’intero processo si sarebbe dissolto come neve al sole una volta eliminato il reato.
Addirittura il sindaco aveva cantato vittoria ad agosto dello scorso anno, quando era stata approvata l’eliminazione dell’abuso d’ufficio dal codice penale, affermando di essere sempre stato sereno e sicuro della sua innocenza, dicendo che avrebbe preferito essere assolto, ma affermando anche di essere sollevato che la questione si fosse chiusa.
Formalmente la cosa doveva chiudersi a settembre scorso quando era stata fissata l’ultima l’udienza davanti al gip, quella nella quale tutti si aspettavano un non luogo a procedere “perché il fatto non costituisce reato”. Così pensavano sarebbe andata anche i suoi accusatori: non solo la procura, ma anche i consiglieri di minoranza di Nago, Johnny Perugini ed Eraldo Tonelli che, con un loro esposto, avevano dato il via all’indagine penale.
Ma il 26 settembre scorso la giudice Consuelo Pasquali, del tribunale di Rovereto, aveva colto tutti in contropiede. L’abuso d’ufficio non c’è più, dice implicitamente Pasquali nella sua decisione, ma “Il Giudice, ritenuto che i fatti indicati nel capo d’imputazione debbano essere diversamente qualificati…invita il Pubblico Ministero a riformulare l’imputazione”. Rumore di mascelle che cadono e mal contenuto giubilo per chi da anni accusa il sindaco.
Tradotto dal giudichese, Pasquali ha detto che i fatti di cui Gianni Morandi è accusato, secondo il suo parere, sono da sanzionare perché, pur non esistendo più l’abuso d’ufficio, un reato c’è stato comunque. E va perseguito. Pasquali indica perfino quale sarebbe il reato commesso: “falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o in autorizzazioni amministrative”.

Già così la cosa è abbastanza sorprendente, ma lo è ancor di più se pensate che dei tanti processi per abuso d’ufficio che erano aperti in giro per l’Italia, solo il 2% circa non è stato cancellato ed ha portato ad imputazioni alternative.
A quel punto il pm si era preso tempo per rivalutare tutti i fatti e la causa tornerà davanti al gip il 27 di questo mese.
Ci sono due morali in questa storia. La prima, banale e dedicata al sindaco Morandi, è che non bisogna vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso. La seconda, molto più amara, è che cosa fatta capo ha: comunque vadano le cose, infatti, l’enorme cubo che troneggia sulla salita di via Bellavista non verrà mai abbattuto, come invece avevano chiesto le sentenze degli anni passati, sempre disattese.
Però il processo rimane, e verosimilmente sarà un argomento non indifferente nelle prossime comunali, per le quali Gianni Morandi ha già annunciato che candiderà nuovamente da sindaco.