Come nascono i Benko Boys
Biografia incompleta di un rapporto d'affari diventato qualcos'altro
Hager-e-Signoretti. Così li abbiamo invariabilmente chiamati (non solo noi di QT) in questi ultimi anni. Quasi fossero un’unico soggetto scisso in due metà che procedono con un perfetto unisono.
Ci siamo chiesti quando e come sia nato il connubio e abbiamo trovato qualche piccolo indizio.
Perché Heinz Peter Hager e Paolo Signoretti sono, fino ad un certo tempo nel passato, due persone che vivono in mondi diversi. Hager è un grande commercialista bolzanino, con uffici anche a Milano e Roma e contattoni nel mondo sudtirolese e oltralpe.
Signoretti è un ingegnere/imprenditore arcense che si occupa di energie rinnovabili e dintorni e pestola la politica locale, in particolare nei giri dell’ex Unione per il Trentino (UPT per gli amici).
Le due metà, che probabilmente ancora non sanno di esserlo, si sfiorano a lungo. Paolo Signoretti, con le sue società, è un cliente dello studio Hager, ufficio di Milano, da anni. Non sappiamo quale fosse allora il grado di conoscenza tra i due, ma è possibile che non sia stato niente di più che un normale rapporto tra un cliente e il suo commercialista. Tenendo presente che in uno studio fiscal/commerciale così grande raramente si parla con il “capo”. Più normale avere come referente uno dei tanti commercialisti associati.
L’anno cruciale, in questa biografia à deux, è il 2016.
Anno terribile, a quanto pare, per gli affari di Paolo Signoretti che in quel momento vanno da male a malissimo.
Ma è proprio in quell’anno che - per motivi che possiamo solo ipotizzare - il rapporto tra Heinz Peter Hager e Paolo Signoretti cambia radicalmente. Da consulente a cliente diventa improvvisamente un rapporto tra soci. Il 23 dicembre del 2016 infatti viene costituita la societàV.R.101214, nella quale, con i consueti giochi di scatole societarie che si intersecano, ci sono Paolo Signoretti con la sua Heliopolis, la società H.08 di proprietà di Günther Schacher, commercialista pure lui e socio di Hager in studio e la Winco Eneergreen. Quest’ultima riunisce Heinz Peter Hager - con la sua Museum srl - e due grandi imprenditori sudtirolesi: Robert Pichler proprietario della Alimco e Peter Stadler, proprietario della Stafil. Alimco è un nome che tutti i mangiatori di Nutella dovrebbero conoscere perché è il principale fornitore di latte in polvere della Ferrero. Stafil invece opera nel settore dei tessuti e mercerie, che distribuisce in tutto il mondo tedesco. Soldi solidi.
Passano Natale e Capodanno e, ai primi di gennaio 2017, la V.R.101214 compra all’asta l’area Cattoi di Riva del Garda. Quindi, possiamo ipotizzare con ragionevole certezza, che la società era stata costituita proprio per quella operazione immobiliare.
Le due metà si stanno avvicinando a velocità fulminea. Perché sono Hager e Signoretti che fin dall’inizio gestiscono questa operazione (così come quelle successive di Rovereto all’ex Marangoni e alla Favorita e poi, scendendo verso sud, a Verona e Pavia). Gli altri soci sono silenti e sconosciuti ai più. Attenzione: il nome di Benko non compare mai nelle carte delle Camere di Commercio.
Per Signoretti è una svolta, un “salto” lo definiscono alcuni insider.
Ma cosa porta in dote Paolo Signoretti a queste società? E cosa diventa Paolo Signoretti per Heinz Peter Hager?
Alla prima domanda possiamo dare una risposta verosimile: lui è il procacciatore d’affari, quello che, a sud di Salorno, individua i bocconi da afferrare. In cambio del suo “lavoro” riceve quote di società neocostituite (a Rovereto ne hanno un’altra, si chiama Rovim), oltre a diventare fornitore di progettazione. Che in operazioni immobiliari così grandi sommano bei soldi. Sull’ex Manifattura Tabacchi di Verona, ad esempio, Paolo Signoretti - secondo la Procura - prevedeva per le sue società un guadagno di 130mila euro al mese per i diritti di progettazione. Non bruscolini.
Sono le operazioni di Rovereto poi a riassestare definitivamente i conti di Signoretti, perché da lì i soci ricavano un “utile alto”, come ci hanno detto.
Una consonanza perfetta
Ma in quel percorso il rapporto tra il commercialista e l’ingegnere diventa anche qualcos’altro: un connubio d’affari strettissimo, una corrispondenza d’amorosi sensi sul “modello di business” da adottare. Una complicità, secondo la Procura.

Paolo Signoretti è in grado di maneggiare i rapporti con la politica, sia in Trentino che fuori. Cosa che Hager, a sud di Salorno, sembra non voler o poter fare intervenendo direttamente solo in alcune precise situazioni.
La consonanza tra i due è perfetta. Lo si capisce bene da quanto scrive la Procura di Trento. Anzi. È Paolo Signoretti, stando alle carte dell’accusa, il più spregiudicato. Non che Hager si tiri indietro, ma in qualche occasione è il commercialista bolzanino ad avere perplessità sulle spericolate idee del socio trentino. Come quando Signoretti ipotizza di offrire ad Adalberto Mosaner - ormai ex sindaco, ma sempre sotto scacco per una causa milionaria - un accordo per chiudere la causa contro di lui, in cambio del suo appoggio e di quello dei consiglieri di minoranza sulla questione dell’area Cattoi. Su questo è Hager a ricordargli che sono con un piede già dentro l’estorsione. Ma Paolo Signoretti gli controbatte che faranno tutto tra avvocati e quindi loro potranno dire che non ne sapevano niente.

Fateci fare qui un inciso: il ragionamento di Signoretti ci lascia basiti. Come se i giudici, ma anche il tuo stesso avvocato, avessero l’anello al naso. E infatti il loro avvocato, il solito Natale Callipari, gli intima di non mettere niente per iscritto perché è una cosa da arresto, anche per lui.
In ogni caso Hager non ferma mai veramente le mosse di Signoretti e approva spesso esplicitamente il suo modo di procedere negli affari, apprezzando l’attivismo e le decisioni che prende l’ingegnere di Arco. Per Hager, Signoretti è la sponda “italiana” a cui si affida totalmente per quel che accade a sud di Salorno.
È questo il “salto” di Signoretti che ci raccontano le nostre fonti? L’importanza che l’ingegnere arcense acquisisce dentro un mondo, anche finanziario, di ben altra dimensione rispetto alla sua di prima del 2016?
O c’è anche un salto di livello nel modus operandi, quello che ora la Procura di Trento considera criminale?
Non lo sappiamo. Di certo questo salto viene percepito e non gradito da tutti all’interno delle società di Signoretti perché, dal 2017 in poi, c’è qualche dimissione di troppo tra i suoi collaboratori.