Hanno detto
Sogno o son desto?
Carissime concittadine, carissimi concittadini, sono stati giorni difficili, mi pare tutto assurdo e surreale, eppure da questo incubo non mi sono risvegliato e quindi vuol dire che è la realtà. (…) Ora che mi ritrovo, quarantasettenne, alla fine di questa esperienza così intensa, allo stesso tempo difficile e talvolta sconfortante, ma anche affascinante e gratificante, non vi nascondo che il pensiero di ricandidarmi mi era balenato in testa, anche perché sono diverse le persone che me lo hanno chiesto. Vedere che la tua Comunità apprezza quello che hai fatto e che ti chiede di rimanere a guidare ancora la Città, è qualcosa che ti colpisce nel profondo.
Alessandro Betta, 7 dicembre
Lo decideranno i partiti

“Rigore nell'adempiere al mandato che i cittadini ci hanno conferito e coraggio nell'assumere pienamente la responsabilità di fare politica”. Questo serve, per amministrare la cosa pubblica. A ricordarlo, nei giorni in cui i partiti trentini sono terremotati dall'inchiesta Romeo su affari e politica, è stato Maurizio Fugatti nell'aula consigliare. Tolti però poi i panni del governatore e messi quelli del leghista, Fugatti si sdoppia e difende la sindaca Cristina Santi: “Non chiedo la sua sospensione, noi siamo garantisti” e persino la sua candidatura: “Chi dice che ora sia meno vincente di prima? (…) Nella valutazione che verrà fatta dai partiti, sulla candidatura per le elezioni comunali, sarà certo valutato anche il percorso di indagine. Comunque Santi non è che non può candidarsi adesso, eh”. Nulla glielo vieta, certo non una legge. C'è un tema di opportunità e un tema di appeal rispetto agli elettori. Perché si potrebbe immaginare che la sindaca di Riva del Garda potrebbe avere qualche problema di seguito elettorale, almeno finché non si chiude l'inchiesta. Ma su questo Fugatti taglia corto: “È tutto da vedere che sia un cavallo meno vincente. Lo decideranno i partiti”
L'Adige, 11 dicembre.
Da un caso all'altro
L'indagine che ha portato alla chiusura di tre strutture al Passo del Tonale (i cui gestori sono in odore di 'ndrangheta, n.d.r) è certamente un fatto grave che seguiamo con attenzione. Va però sottolineato che si tratta di un caso isolato che non rispecchia la realtà del turismo trentino. Il nostro sistema turistico si basa su migliaia di imprenditori onesti che ogni giorno lavorano con professionalità e trasparenza per garantire l'eccellenza dell'ospitalità trentina. (…) Certo, la cosa è inquietante, ma è la dimostrazione anche che ci sono gli anticorpi contro queste infiltrazioni mafiose
Roberto Failoni, 14 dicembre
P.S. In effetti gli anticorpi ci sono: ma a Catania, dalla cui prefettura è arrivata l'interdittiva antimafia che ha portato alla chiusura degli alberghi del Tonale.

Eccellenze trentine
Una nuova tegola sulle “eccellenze” alimentari del Trentino. A pochi giorni dal ritiro di numerosi lotti di formaggi a latte crudo del Caseificio Sociale di Predazzo e Moena, lo scorso 5 dicembre il Ministero della Salute ha vietato e tolto dal mercato un lotto da circa 90 quintali di pacchi da un chilo di farina gialla di Storo. Con la richiesta di riportarlo al punto vendita per restituirlo al produttore “per rischio chimico”. Anche se, in gran parte, il prodotto è stato venduto e probabilmente consumato.

Immediata la replica del produttore, con il presidente di Agri90, Vigilio Giovanelli: “Il lotto in questione - ha detto - è già stato esaurito e consumato prima dell'avviso di richiamo. Peraltro abbiamo fatto ricorso, perché le analisi effettuate da noi sul prodotto risultano perfettamente in regola”.
L’Adige, 7 dicembre