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QT n. 12, dicembre 2024 Servizi

Le "mani sulla città" in manette

Arresti da Bolzano a Riva per gli affari immobiliari di Hager e Signoretti. La sindaca Santi ai domiciliari.

Era quasi mezzogiorno di martedì 3 dicembre e noi, a QT, avevamo appena “chiuso” il giornale quando sui nostri telefoni sono cominciati a piovere messaggi. “Arrestata la sindaca di Riva Cristina Santi - dicevano i primi whatsapp - per un’indagine della Procura di Trento sull’area Cattoi”.

Come sapete, cari lettori, ci siamo occupati a lungo della battaglia politica e urbanistica che da cinque anni infuria a proposito della destinazione dell’ultimo pezzo non edificato di riva del lago. (vedete QT del 2023, da febbraio a dicembre in quasi tutti i numeri). E abbiamo messo ben in chiaro come gli interessi di gruppi immobiliari privati fossero stati ampiamente favoriti dalle scelte della giunta Santi a Riva del Garda. Così come abbiamo poi puntato un faro sull’operazione, quasi fotocopia, che era stata messa in piedi ad Arco con il progetto immobiliar-turistico sul vecchio hotel Arco.

Ci sentivamo ecumenici: a Riva una sindaca della Lega e ad Arco un sindaco del PD, Alessandro Betta, avevano sostenuto operazioni di speculazione immobiliare che avevano una matrice comune: entrambe erano state partorite da un duo di imprenditori, Paolo Signoretti ed Heinz Peter Hager. Ma il vero dominus dell’operazione, si diceva, era il magnate austriaco René Benko di cui Hager è (stato?) una sorta di proconsole per l’Italia.

Hans Peter Hager e Paolo Signoretti

Ma qui dobbiamo confessarvelo: siamo stati molto ingenui. La nostra ipotesi, infatti, era che, indifferentemente dal colore politico delle giunte, ci fosse una sorta di sudditanza culturale-ideologica dei pubblici amministratori nei confronti dei grandi capitali che si stavano muovendo nella Busa. E che questa fosse l’origine di scelte decisamente non convenienti per le amministrazioni locali. Siamo degli inguaribili ottimisti, che ci volete fare.

Le cose che stanno emergendo sembrano oggi molto più fosche di quel che pensavamo.

Quando voi leggerete questa paginetta avrete già saputo molto più di quanto ci è possibile sapere mentre scriviamo (con la tipografia che ci incalza perché i tempi dei giornali sono tiranni), ma i contorni dell’indagine che si delineano già adesso vanno davvero oltre la nostra, pur maliziosa, immaginazione.

Un circuito di interessi economici pesanti che - dicono le accuse della Procura di Trento - erano disposti a tutto pur di ottenere agognate concessioni edilizie. Arresti molto pesanti: la sindaca di Riva, ma anche il potentissimo commercialista bolzanino Hager e il suo socio arcense Paolo Signoretti, e poi indagati di peso come il sindaco di Arco, Alessandro Betta, ma anche personaggi del mondo sudtirolese. E altri, come l’ex consigliere provinciale del PD Luca Zeni. (Aspettiamo, noi come voi, di capire a quali altri affari si fa riferimento per questi indagati e per i tanti altri indicati dalla Procura).

Tra i mandati d’arresto ce n’è uno ovviamente anche per René Benko. Sono i suoi affari, per quel che sappiamo finora, ad aver “guidato” l’indagine fino a Riva. Ma anche oltre, lungo tutta la filiera delle operazioni italiane di Benko, partendo da Bolzano e arrivando fino a Pavia.

Cristina Santi e Alessandro Betta

Le accuse sono un catalogo completo dell’intreccio illegale tra affari e politica: associazione per delinquere, turbativa d’asta, finanziamento illecito ai partiti, traffico di influenze illecite, truffa, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, corruzione, rivelazione di segreti d’ufficio e omissione di atti d’ufficio. Fino all’aggravante del metodo mafioso nell’associazione a delinquere.

Un vero modello di business, come si usa dire. E in questo modello, dovete sapere, rientra anche l’uso strumentale della querela contro chi si oppone in qualunque modo, particolarmente se scrive cose non gradite.

Ne parliamo per esperienza diretta, perché proprio Cristina Santi, la sindaca oggi ai domiciliari, ci aveva querelato l’anno scorso per aver posto (vedi QT di febbraio 2023) una semplice domanda: chi aveva pagato le spese della sua campagna elettorale, visto che la dichiarazione da lei depositata in Corte d’Appello non comprendeva alcune spese delle quali noi abbiamo documentazione? Una semplice domanda che risponde all’interesse democratico dei cittadini di sapere chi finanzia i propri rappresentanti. Querela al momento pendente e della quale vi daremo conto prossimamente. Assieme a tutto il resto della storia.

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