Notizie dal Sudamerica
Argentina: la donne contro Milei. Uruguay: vince il centrosinistra
“Vogliamo essere vive, libere, non affamate e non indebitate”. È la parola d’ordine risuonata nella manifestazione convocata nella capitale argentina lunedì 25 novembre dal collettivo Ni Una Menos (Non Una di Meno) per la Giornata Internazionale contro la Violenza di Genere. Proprio in quella storica Plaza de Mayo de Las Madres y Las Abuelas di desaparecidos della passata dittatura militare, dove appena qualche giorno fa, dalla Casa Rosada, si era affacciata la nostra premier Giorgia Meloni, calorosamente abbracciata al presidente Javier Milei. Che l'ha omaggiata con una statuetta che lo riproduce con la motosega fra le mani.
L’iniziativa si è articolata in particolare con un pubblico “processo popolare agli affamatori”, riferendosi ai primi dieci mesi del nuovo governo iper-neoliberista che ha generato un’ulteriore marcata miseria nel paese. E specificamente, per rimanere in tema, contro la “femminilizzazione” della povertà e l’incremento dell’insicurezza alimentare.
Nella sua foga di privatizzazioni e di alleggerimento dell’apparato statale nonché dell’assistenza pubblica, Milei ha proceduto a definanziare drasticamente il Ministero per la Donna, oltre che l’Istituto Nazionale contro le Discriminazioni e la Xenofobia. E ha eliminata di fatto la Segreteria per la Protezione contro la Violenza di Genere, unica istanza preposta all’assistenza di donne in situazioni di abuso e vulnerabilità.

Oltre a ciò, il governo ha interrotto la distribuzione in tutto il paese degli strumenti essenziali per l’interruzione volontaria e legale della gravidanza. E per finire, ha sospeso il Programma di Prevenzione delle Gravidanze non Intenzionali nell’età adolescenziale.
Poco prima della manifestazione le forze di sicurezza avevano eretto una barriera in ferro di oltre due metri su un lato della piazza per impedire l’avvicinamento alla casa presidenziale. Anche se poi tutto si è svolto nella più totale tranquillità. Peraltro in un clima in partenza mesto (come del resto in tutto il paese), ma ravvivato dall’affermazione al ballottaggio presidenziale del giorno prima del Frente Amplio nella vicina Montevideo, dove Yamandú Orsi si è imposto sul candidato conservatore del Partido Nacional.
Il Movimento Ni Una Menos era nato in Argentina nel 2015 sull’onda del “transfemminismo” del subcontinente. Ed è proprio in America Latina che fu concepita la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Tutto nacque dal primo Incontro Femminista Latinoamericano in Colombia del 1981. Anche se solo nel 1999 l’Onu istituisce ufficialmente la giornata, scegliendo il 25 di novembre per ricordare le sorelle Mirabal (Minerva, Patria e Maria Teresa), fatte assassinare per strangolamento nel 1960 nella Repubblica Dominicana dall’allora dittatore Rafael Leonida Trujillo, contro il cui regime “le tre farfalle” avevano lottato organizzando settori della popolazione. Quel sacrificio non fu vano, poiché Trujillo, appena un anno dopo, fu a sua volta ucciso e il regime rovesciato.
Intanto, in Uruguay…

Era un ballottaggio presidenziale dall’esito piuttosto incerto quello di domenica 24 novembre; poi, a un paio d’ore dalla chiusura dei seggi il presidente uscente Luis Lacalle e il suo delfino Alvaro Delgado del Partido Nacional, a scrutinio ancora in corso, si sono felicitati con l’avversario Yamandù Orsi, affermatosi con 3-4 punti di vantaggio. Torna così al governo il Frente Amplio, un’alleanza di centro-sinistra che va dai democristiani fino all’ex guerriglia dei Tupamaros, che aveva già governato con Tabaré Vazquez e per l’appunto con l’ex guerrigliero Pepe Mujica. Un Frente Amplio che aveva archiviato lo storico bipartitismo conservatore uruguayano fra Partido Colorado e Partido Nacional.
Orsi, 57 anni, professore di Storia alle superiori, che si insedierà il prossimo primo marzo,potrà contare pure sulla maggioranza assoluta della sua formazione sia al Senato che alla Camera.
L’affluenza alle urne ha sfiorato il 90%, in un paese dove il voto è obbligatorio.
Vedremo ora quale sarà la reazione del motoseghista Javier Milei.