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QT n. 10, ottobre 2024 Servizi

È privata e cattolica la nuova scuola di Mechel

All’asilo si aggiungono le elementari. 350 euro al mese, più mensa, il costo per le famiglie; ma in 3 anni potrà diventare scuola parificata. Dove paga la Provincia.

È nata una nuova scuola. Sono partite le lezioni a Mechel (Cles) del plesso elementare. Tempo di festeggiare in un momento storico in cui lo Stato sociale traballa, si ritrae e le classi meno abbienti soffrono. Ma non sta proprio così la faccenda: si tratta di una scuola privata, con profonda ispirazione cattolica che vede come uno dei due principali ispiratori Mario Casna, preside noto alle cronache per le sue battaglie a favore dell’affissione del crocefisso in ogni aula delle scuole di Stato ma, anche, che ultimamente sta avendo qualche problema con la giustizia - nessuna condanna sino ad ora - per una faccenda di finanziamenti di soggiorni all’estero di studenti su cui ha indagato la Guardia di Finanza: “Ipotesi truffa alla Regione” è il titolo de l’Adige online del 26 settembre 2024 che annunciava il rinvio a giudizio di colui che è stato consigliere provinciale di Lega e Patt, e del figlio. Il progetto comunque è quello di trasformare dopo 3 anni, Provincia permettendo (e lo permetterà probabilissimamente) questa scuola in un’altra “parificata”. Cioè privata, ideologicamente posizionata, molto più costosa per l’utenza che la scuola di Stato, ma i cui costi in parte molto rilevante peseranno sulla Provincia: finanziariamente sottratti all’offerta di istruzione pubblica eguale per tutti.

La nuova iniziativa scolastica, pare di capire, si avvale di mezzi adeguati, di una didattica calibrata sul territorio e qualificata dallo studio delle lingue: una buona scuola, si direbbe. Ma qualche dubbio, leggendo le spesso imbarazzate risposte di Deromedi, l’altro ispiratore di questa iniziativa, può venire. Mechel, ricordiamolo, è un paese di 400 abitanti che fa parte del Comune di Cles, distandovi un tiro di schioppo.

Deromedi, quali le esigenze che hanno portato alla creazione di questa scuola privata, l’unica oggi non parificata in Trentino?

"È nata per volontà dei genitori. È da anni che continuano a dirmi di dare continuità alla scuola dell’infanzia che abbiamo a Mechel".

Non tutti i genitori, immagino.

"Gran parte. Abbiamo già una scuola materna equiparata. Gestita dall’organizzazione di volontariato (odv) di cui sono presidente, finanziata da fondi provinciali. Da anni i genitori mi chiedono di dare continuità alla mia scuola. Ci sono entrato 11 anni fa, un po’ per divertimento perché avevo i miei figli alla materna e un po’ perché me l’hanno chiesto. Ho dovuto fare una scelta: o la scuola chiude, o la lancio. L’esigenza era di mettere a norma la struttura e negli ultimi anni abbiamo fatto parecchi investimenti".

Noi chi?

"L’odv tramite i finanziamenti della Provincia. La parte pubblica finanziò solo l’80% del primo lotto e il 90% dell’ultimo. Naturalmente la scuola dell’infanzia era provvista di mensa. Peraltro noi siamo l’unica scuola in Trentino con mensa certificata bio".

Lo stabile per asilo ed elementari è vostro?

"No è delle suore Orsoline di Verona. Nel 1924 don Luigi Borghesi, a cui è intestata la scuola oggi, ha ceduto loro lo stabile, vincolando la donazione al fatto che diventasse una scuola. Oggi abbiamo con le suore un contratto di comodato con scadenza 2044".

La vostra è una scuola confessionale? Cattolica?

"Per statuto deve essere anche una scuola cattolica. All’interno dell’ente c’è anche un delegato del parroco".

Quali i contributi pubblici?

"Per la scuola primaria che ha appena aperto le porte non ce ne sono. E i genitori pagano solo la quota. Attualmente non siamo scuola paritaria ma a tutti gli effetti privata".

Quanto pagano i genitori di iscrizione?

"Attualmente 350 euro al mese per 9 mesi, più la quota del pasto. Però c’è l’impegno di andare a cercare dei finanziamenti privati… in Veneto e in Trentino gli stessi imprenditori hanno spesso investito nelle scuole perché credono nel fatto che la formazione dia anche un beneficio alla società".

Gli insegnanti devono essere cattolici?

"No no no. Che la scuola sia cattolica lo prevede lo statuto: teniamo le ore di religione, però per chi vuole. Ma il sistema non pretende che tutti debbano essere cattolici".

Vi date limiti geografici?

"Assolutamente no. Anche se attualmente il piano pedagogico che abbiamo presentato in Provincia fissa il numero massimo di 15 persone per sezione e per anno. Ma stiamo valutando di fare dei lavori di ampliamento".

Dubito ce la facciate coi soldi delle iscrizioni, vero?

"Stiamo valutando di farlo con finanziamenti privati. Come in Val di Non hanno fatto altre onlus che sono state aiutate da Melinda e Trentingrana. Proveremo a muoverci in quella direzione. Creando, come hanno fatto a Treviso e Verona che hanno istituito scuole private e non paritarie, a trovare imprenditori che investano. Anche se il nostro obiettivo, fra tre anni, è che la nostra elementare diventi una scuola paritaria".

Cioè finanziamenti pubblici per una scuola gestita da un comitato di privati?

"Sì. Non è privata ma è gestita da una onlus. Per diventare paritari comunque la legge prevede la continuazione di questo progetto per 3 anni. Poi, finanziando, la Provincia farà tutti i suoi controlli".

Per essere chiari, uno dei promotori di questa scuola, assieme a lei, è Mario Casna, per anni preside di scuole superiori in Trentino.

"No, Casna è stato interpellato per presentare un progetto pedagogico in Provincia. Lui è un preside e un grande esperto di insegnamento delle lingue: e la nostra scuola vuole andare in quella direzione. Infatti abbiamo 4 ore di inglese e poi il tedesco. Sia l’inglese che il tedesco lo facciamo anche alla materna. Abbiamo un insegnante di ruolo per il tedesco e proponiamo l’inglese tramite un progetto in parte finanziato dai fondi europei della Regione. Una parte, il 20%, lo finanziamo con le nostre risorse. Inglese, tedesco e ambiente sono per noi tre capisaldi".

Avete creato una scuola privata perché ritenete quella pubblica insufficiente?

"No, questo no… No, no. Anche i miei figli sono andati nella scuola pubblica… vogliamo cercare un’alternativa alla scuola pubblica. Non vogliamo fare concorrenza a nessuno. Non capisco perché a Trento chi vuole ha l’alternativa di andare dai Salesiani, al Sacro Cuore o da altre parti (non nomina l’Arcivescovile, n.d.r.) Cattoliche, private, loro sono già arrivate ad essere parificate… ma uno in valle di Non e in valle di Sole se decide di iscrivere i figli in una scuola privata non lo può fare. Ma ribadisco, la richiesta è venuta dai genitori".

Non tutti i genitori.

"Vero. Siamo partiti con 6 bambini ma l’autorizzazione ci è arrivata solo il 20 agosto. L’anno prossimo faremo il pieno".

Perché una scuola cattolica?

"La scuola cattolica perché noi fin dall’inizio mettiamo al centro il bambino. Per me il bambino è al primo posto".

E in una scuola pubblica non lo è?

"Non lo so, può darsi. Secondo me no".

E infatti ne fate una privata. Il paese secondo lei avrà una cosa in più con una scuola che parte da quello che voi dite?

"È l’unica realtà che c’è nel paese di Mechel. Tutte le altre cose le hanno portate via. Quindi c’è una location che secondo me è perfetta. Abbiamo l’edificio, abbiamo 3.000 metri di terreno, abbiamo il giardino sopra e sotto…".

Lei ci vive a Mechel?

"Mi sono trasferito a Cles perché mio papà si era trasferito lì, però ho lì gli amici. Anche tanta gente di Cles vuole portare i figli a Mechel alla scuola materna".

Lei dice “abbiamo” ma la proprietà di giardino e stabile è delle suore…

"… ma in nostra gestione, abbiamo il contratto di comodato. La legge provinciale, peraltro, prevede si abbia un tot di giardino. Altrimenti non avremmo avuto nemmeno l’autorizzazione. Siamo l’unica realtà che porta un po’ di vita sociale in paese. Stiamo lavorando bene, mettiamo al centro il bambino, organizziamo le uscite, due alla settimana sul territorio. Magari altri non lo fanno perché per loro è difficile? La location… noi abbiamo il bosco vicino ed essendo un paese ancora agricolo… penso che i genitori questo lo apprezzino molto".

Intanto siamo a 6 bambini e 12 genitori per la scuola primaria. Tutti di Mechel?

"No no no, tutti di Cles, non ce n’è nemmeno uno di Mechel".

Quindi il paese riprende vita con i bambini di Cles?

"Tenga presente che nella scuola materna siamo al completo ed abbiamo liste d’attesa: Mechel, Cles, Rallo, Tuenno. Non essendoci bacini di utenza, uno può iscrivere i figli dove vuole".

Lo stato sociale, il Welfare, è ciò che caratterizza la democrazia europea e la stessa democrazia. Agli aspetti essenziali della vita sociale pensa lo Stato. Per non lasciarli al censo, cioè chi può paga e gli altri si arrangino. È di questo che stiamo parlando. Chi può manda i figli a fare corsi ad Amburgo o Londra. La scuola pubblica è indispensabile per non fare differenze tra le classi sociali. Io faccio una scuola privata, faccio pagare 350 euro mese più la mensa… si tratta di selezione sociale.

"Non la vedo così".

Una famiglia con 2 figli pagherebbe 7.000 euro all’anno, per alcuni anni, più altri costi da sostenere, per mandare i suoi figli a scuola. Questa è una società a base agricola e turistica qualificata… ma la vostra proposta esclude molta gente.

"Noi chiediamo una quota veramente minima. All’asilo c’è anche la convenzione col Comune. Abbiamo pensato a questa quota. Poi andremo a capire come… con gli investimenti privati… Non vogliamo assolutamente creare una scuola d’élite. Con la Provincia ci vogliono tre anni per diventare scuola paritaria quindi… a meno che domani ad esempio la Cassa Rurale non mi dia tutti i soldi per coprire i costi, noi essendo una odv e non potendo avere utili, possiamo affidarci solo al volontariato. Io faccio volontariato, il preside fa volontariato. Gli insegnanti sono regolarmente assunti, ma per alcune ore, ad esempio nelle pause, fanno volontariato".

Quali sono gli strumenti di selezione del personale? Il dirigente l’avete scelto voi.

"Il dirigente è Mario Casna con un’esperienza di 40 anni nella scuola".

Ma Casna ha una posizione ideologica, legittima ma ben precisa. Ricordiamo le sue battaglie all’interno delle scuole pubbliche, per l’affissione dei crocifissi nelle classi. Ed è stato anche politico.

"E questo cosa vuol dire? Nulla!".

Se la scuola è cattolica e il dirigente è Mario Casna… uno più uno fa due. Impostazione rigidamente ideologica?

"No. No. No, quello no. Casna crede molto nel valore dei ragazzi e ha investito la sua vita in questo modo. Attualmente sta ancora portando dei ragazzi in Irlanda…".

Sta avendo dei problemi con la Giustizia per questo…

"Ha dei problemi ma sono cose sue, io non entro nel merito. Ancora nulla è stato definito, colpevolezza o non colpevolezza… Nel momento in cui tutto sarà definito… in Italia purtroppo ci sono anche molti politici… quasi tutti sono indagati… nel momento in cui la Giustizia abbia fatto il suo corso…".

Chi non può pagare non può iscriversi. Quindi, una scuola privata non finanziata dalla Provincia…

“… ma nel momento in cui si diventa scuola paritaria, la Provincia interviene sull’insegnamento e cambia molto poi la quota…".

…ma la Provincia potrebbe non concedervi la qualifica di scuola paritaria; e per il momento non avrà accesso alla vostra scuola la gente economicamente più umile. Poi, siete una scuola cattolica avete detto. Noi viviamo in una realtà di immigrazione. Gli immigrati, quindi, esclusi?

"La nostra scuola è aperta a tutti".

Non a coloro che non possono pagare e poi, essendo una scuola cattolica…

"Abbiamo una bambina che non è cattolica".

Immaginiamo sia ortodossa, quindi cristiana, vero?

"Sì".

E se fosse musulmana? Vivremo sempre più in una realtà interculturale vista l’esigenza di maggiore manodopera e quindi di immigrazione, visto che noi facciamo pochi figli.

"Come prevede la legge provinciale, il genitore può scegliere di far fare al figlio un’altra attività nelle ore di religione. Noi per presentare il nostro progetto abbiamo dovuto stare nei limiti della legge provinciale".

Lei può fare selezione sul personale in quanto scuola privata.

"Ma io non la faccio. Perché per me sono tutti uguali, di tutto il mondo, di tutte le religioni. Io rispetto tutti. Sono molto aperto. Lo abbiamo sempre fatto con l’asilo dove si trovano bambini di tutte le razze… anche musulmani. Facciamo per loro anche i pasti diversi. Anzi, per noi è una ricchezza".

Anche per Mario Casna?

"Sì, glielo lo dico io".

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