Il dissidio interiore
“Severance” Su Apple Tv+
Fantascienza e distopia si incontrano nella serie targata Apple Tv+ (disponibili 2 stagioni dal 2022 e la terza già confermata), creata da Dan Erickson e Ben Stiller (l’attore comico). “Severance”, in italiano “scissione”, segue la vita di Mark Scout, un dipendente della Lumon Industries alla guida del dipartimento di Macrodata Refinement. E’ un’azienda colossale e misteriosa, ma ciò che incuriosisce è che parte del personale si è sottoposto alla divisione chirurgica dei propri ricordi tra vita personale e lavoro, la cosiddetta scissione. Anche Mark fa parte di questo gruppo, per cui quando è nel luogo di lavoro, non ha nessuna cognizione della propria vita al di fuori della Lumon, e viceversa: all’esterno, Mark non sa nulla sulla sua vita lavorativa. È come se i personaggi fossero due persone distinte a seconda del luogo.
Mark e i suoi tre colleghi - Irving, Dylan e Helly - lavorano al piano della Scissione, la cui responsabile è l’algida signora Cobel, insieme al suo collaboratore, il sig. Milchick.

Il pubblico viene introdotto a questo mondo tramite l’entrata di Helly R, una nuova collega a cui vengono spiegati i funzionamenti del MDR e della Lumon. Tuttavia, Helly è anche l’elemento dirompente della quiete, perché con il suo istinto di fuga porta a galla tensioni latenti all’interno del gruppo nei confronti dell’azienda.
La serie si propone come una critica al capitalismo, mostrando una realtà distopica ma neanche troppo lontana dalla realtà, in cui i lavoratori si trasformano in macchine pensate esclusivamente per portare a termine il loro lavoro, senza che le loro vite personali interferiscano nel processo.
Quello che però è il fulcro della serie è proprio il fatto che gli “innie” (ovvero la versione dei personaggi interna alla Lumon) vogliano ribellarsi alle regole ferree dell’azienda, cercando innanzitutto di capire che lavoro svolgono realmente, se ci sono altri dipartimenti nel loro piano e perché i loro “outie” (i personaggi all’esterno) abbiano scelto la scissione.
Il tutto viene affrontato in maniera graduale; i primi episodi della prima stagione sono statici, focalizzati per lo più sulla vita d’ufficio mentre Helly R., la nuova recluta, entra a far parte del team di Mark. Per questo motivo potrebbero sembrare soporiferi, ma sono necessari per poter entrare gradualmente nel mondo complesso della serie.
Le ambientazioni asettiche e claustrofobiche della Lumon conferiscono il senso di cattività che i dipendenti provano, e a mano a mano si vivono situazioni sempre più assurde e misteriose, fino all’episodio conclusivo che culmina con delle rivelazioni sorprendenti e un colpo di scena perfetto. La visione quindi diventa sempre più piacevole e ci si affeziona ai personaggi, alla loro causa e alle relazioni che nascono.
La regia e la fotografia sono ottime: geometriche e pulite; c’è molta armonia e un contrasto netto tra la vita dentro e fuori dalla Lumon, che di conseguenza sottolinea la divisione tra “innies” e “outies”.
Il cast, guidato da Adam Scott e con nomi del calibro di John Turturro e Christopher Walken, è abilissimo nel rappresentare due versioni della stessa persona: la differenza tra “innie” e “outie” è evidente dalle sfumature di carattere e dal modo di porsi dei personaggi che cambiano, anche se quasi impercettibilmente. Ad esempio, il pacato e arrendevole Mark Outie si sfoga diventando il sarcastico e riottoso Mark Innie appena varcata la soglia dell’ufficio.
Non a caso, la serie ha vinto i maggiori premi per le serie tv. Meritatamente, “Severance” è un prodotto di alto livello, che si distingue per qualità tecnica e per originalità di scrittura.