Mafia: il disinteresse della politica trentina
Vogliamo esprimere, anche a nome del Coordinamento Lavoro Porfido, il nostro apprezzamento per l’iniziativa dell’Osservatorio Trentino Legalità (costituito dal basso per rispondere alla sordità della politica provinciale rispetto alla proposta di un Osservatorio a suo tempo presentata dal consigliere provinciale Alex Marini) su “La criminalità organizzata del Nord Italia”, tenutasi il 22 gennaio a palazzo Geremia col patrocinio del Comune di Trento. Nel contempo stigmatizziamo l’assenza dei politici provinciali e degli amministratori locali dei comuni della zona del porfido, epicentro delle attività della ‘locale’ di ‘ndrangheta portato alla luce dall’operazione ‘Perfido’ e la cui esistenza è stata ormai sancita da due sentenze passate al vaglio della Cassazione. I due magistrati che hanno partecipato all’incontro (affollato di giovani e con in prima fila il nuovo Commissario del Governo dott.ssa Fusiello, già questore e prefetto a Reggio Emilia), il dott. Andrea Rat (giudice estensore della sentenza 'Aemilia') e il dott. Giovanni Musarò (Procura nazionale antimafia), hanno evidenziato l’esigenza che la società sia resa edotta di quali sono i meccanismi, sempre meno visibili e più pervasivi del tessuto economico e sociale, attraverso i quali le organizzazioni mafiose operano.
In questo senso i due magistrati hanno invitato il popolo italiano nel nome del quale i Tribunali pronunciano le sentenze, a leggere con attenzione cosa sta scritto nelle stesse, materiale prezioso per comprendere anche i legami che la ‘ndrangheta ha saputo intessere con l’economia e la politica di questa provincia.
Il moderatore dell’incontro, l’avv. Elia Minari, fondatore di Cortocircuito (l’associazione studentesca che mediante interviste ha fatto emergere importanti collegamenti tra mafia e politica a Reggio Emilia) ha illustrato anche le possibilità per i cittadini di far emergere certe connessioni mediante la consultazione di fonti aperte. Purtroppo però, viste le assenze, pare che il segnale proveniente dai politici provinciali così come dagli amministratori locali e segnatamente da quelli di Albiano e Lona-Lases, comuni direttamente coinvolti, vada nel senso opposto; un disinteresse talmente palese che potrebbe far pensare sia in realtà interessato.