Antimafia da salotto
Si è svolto lunedì 28 aprile un convegno sul tema delle infiltrazioni mafiose organizzato dal Coordinamento provinciale imprenditori e al quale hanno preso parte, tra gli altri, il procuratore di Trento, l’ex questore nonché ex commissario straordinario di Lona-Lases Alberto Francini il presidente provinciale delle Acli e don Luigi Ciotti fondatore di “Libera”.
Il Coordinamento Lavoro Porfido ha emesso una nota stampa (ripresa per sommi capi da L’Adige) per esprimere disappunto nel constatare che a un appuntamento sulla mafia in Trentino non siano state invitate, non solo come relatori ma nemmeno ad assistere ai lavori, le due realtà (il CLP e Questotrentino) che sul tema hanno da anni svolto inchieste e un duro lavoro sul campo, “sostegno e stimolo” alla stessa inchiesta “Perfido”, come hanno riconosciuto gli investigatori.
E in effetti “Perfido” e la concreta infiltrazione in Trentino, di cui oggi si può liberamente parlare essendosi ormai arrivati alle condanne in Cassazione, sono rimasti fuori dai discorsi, tutti teorici e vaghi, di questa classica antimafia da salotto (in cui si è trovato coinvolto anche don Ciotti che opera a ben altro livello).
Forse non è un caso: ricordiamo anche noi come le stesse indagini non abbiano coinvolto i potenti imprenditori del porfido locali, sia quello in costante contatto telefonico con i picchiatori dell’operaio cinese Hu Xupai, sia quello che fece entrare Giuseppe Battaglia nel grande giro imprenditoriale, tramite l’acquisizione della cava Camparta, che secondo la PM Colpani “effettivamente può essere stata un veicolo di riciclaggio di denaro”. E non si trattava di piccoli imprenditori in difficoltà, di cui a lungo si è parlato nel convegno, ma di grandi imprenditori che proprio in fase di espansione sono entrati in poco limpidi rapporti con i protagonisti di “Perfido”.
Ma di questo sembra sia meglio non parlare. Come forse è meglio non parlare dei rapporti ‘ndrangheta-autorità, e così si spiega la troppo facile uscita dal processo del faccendiere – Giulio Carini – a ciò preposto? O quella, semplicemente incomprensibile, del generale Dario Buffa?
E adesso quella – farsesca – del (presunto) capo della locale Innocenzio Macheda (vedi a pag 16)?
Sui rapporti tra i nostri ‘ndranghetisti e la politica trentina (argomento nemmeno lontanamente accennato nell’incontro) scriviamo nelle pagine successive in un’intervista all’on. Mauro Ottobre, imputato di scambio elettorale politico-mafioso.
Ora, l’antimafia si può anche fare a diversi livelli, e forse la pur inadeguata iniziativa del Coordinamento Imprenditori può preludere a un cambiamento di strategia, per cui non succede più che Confindustria rifiuta di costituirsi Parte Civile nel processo di mafia. Insomma fatti, invece di vuote parole. Vogliamo sperarci.
Di seguito riportiamo ampi stralci dell’intervento del CLP. (e.p.)
“Con la presente esprimiamo un certo disappunto nell’apprendere dalla stampa di un simile appuntamento e di non essere nemmeno stati degnati di un invito ad assistere ai lavori (invito mancato anche per il mensile QT che in questi anni si è distinto per le sue inchieste sull’argomento), visto che non sono stati di certo gli imprenditori della sezione porfido di Confindustria a segnalare anomalie nel settore estrattivo. Anzi, nonostante le sollecitazioni, Confindustria non si è nemmeno costituita parte civile nel processo “Perfido”, contribuendo così di fatto alla diffusione di quella vulgata minimizzatrice che di certo non ha fin qui aiutato le comunità della zona a prendere coscienza del fenomeno.
Su questo terreno non possiamo esimerci dall’esprimere una severa critica anche nei confronti dell’operato, in qualità di commissario straordinario del Comune di Lona-Lases, del dott. Francini.
Un operato che dietro una iniziale apparente apertura alle proposte e istanze del Coordinamento Lavoro Porfido, ha in realtà celato una pervicace azione tesa ad emarginarci, ridando fiato e slancio ad associazioni e persone che non avevano nessun interesse affinché la comunità locale intraprendesse un reale percorso di “bonifica”. Tanto da farsi promotore di liste per le elezioni comunali composte da soggetti assai improbabili o, come quella che attualmente amministra il Comune, da persone che hanno alle spalle una lunga storia amministrativa condivisa anche con soggetti oggi a processo per “associazione mafiosa”. Persone che, non solo non hanno mai manifestato una chiara presa di distanza da tali soggetti, ma addirittura additano il CLP quale causa di tutti i mali del Comune!
(…)

Per parte nostra evidenziamo invece come, purtroppo, certe ‘connivenze’ abbiano contribuito per lunghi anni a nascondere e mascherare il fenomeno. Basti pensare ai gravi atti intimidatori perpetrati nel 1986 ai danni di amministratori comunali che, trovandosi per la prima volta svincolati dal conflitto d’interessi, cercarono di mettere un freno alle logiche predatorie della lobby imprenditoriale del porfido. Alle lettere minatorie fecero seguito azioni mai viste in questi comuni, dall’incendio dell’automobile dell’assessore alle cave all’esplosione di cariche di dinamite nelle vicinanze del paese.
(…)
Per questi motivi riteniamo il convegno una operazione più di facciata che di sostanza”. (c.l.p.)