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Un anno di illusioni

Forse da un anno ci giungevano, via mail, i comunicati di una fantomatica “Legione del Castello”, sostenitrice del generale Vannacci. Ci siamo incuriositi (vedi “Le truppe del Generale” su QT di marzo), anche perché i toni non erano quelli aggressivi, sarcastici, estremisti solitamente utilizzati dal leader. E abbiamo approfondito, apprendendo che la “Legione” era una federazione comprendente i cosiddetti “Team Vannacci” (in pratica, le sezioni) di Alessandria, Pavia, Tortona e Voghera. Significativo era anche che il fatto che i quattro team federati fossero intitolati agli antichi toponimi delle rispettive città, anziché, come in molti casi, a nostalgie fasciste. Vedi le sezioni “Balilla”, “Italo Balbo”, “Achille Starace”, “X”, ecc.

Dalla Legione era poi scaturito il Centro Studi Rinascimento Nazionale, che intende “sfidare la dicotomia tra conservazione e progresso e proporre una terza via”. Naturalmente il tutto all'insegna della tradizione, dell'identità nazionale, del merito, ecc, ma senza ombra di omofobia o xenofobia.

Creatore ed elemento centrale di questo lavoro, una singolare figura di imprenditore e affermato esperto d'arte, nonché proprietario di un castello dove ha sede il citato Centro Studi.

Luca Sforzini è approdato a Futuro Nazionale dopo un lungo cammino: entra nella Lega Nord agli inizi del Movimento (1989), poi passa al Partito Repubblicano (vicesegretario regionale), quindi a Forza Italia, infine a Fratelli d'Italia, dove ricopre la carica di responsabile della cultura a Pavia.

Il problema nasce perché mentre Sforzini, rifiutando di rimpiangere il Ventennio, dice che “l’Italia ha riferimenti storici altissimi, come la Roma antica, Mazzini, Garibaldi e il Conte di Cavour, che uniscono anziché dividere”, i suoi camerati di Futuro Nazionale, in una loro chat interna hanno idee un po' diverse: “Ci vorrebbe un altro Valerio Borghese”. “Più che l’Europa unita, il Führer ambiva a creare gli Stati Uniti del mondo! Adesso invece esiste solo un’Europa monetaria, delle banche”. Fino agli ebrei, che sono “bestie adoratori di Satana, pedofili, cabalisti, cannibali”.

E mentre lui, in evidente imbarazzo, rifiuta di parlare dell'appuntamento neonazista di Pietramurata, il suo compagno di partito Emilio Giuliana, leader trentino di FN, e come lui altri camerati, vi hanno orgogliosamente partecipato.

Luca Sforzini con Roberto Vannacci

Sforzini non è d'accordo con quasi niente del programma recentemente esposto da Vannacci, anche se naturalmente il lider maximo non si può toccare: “Non penso che Vannacci sia fascista. Il problema, tuttavia, esiste e riguarda l’immagine che Futuro Nazionale sta costruendo di se stesso e la sorprendente quantità di argomenti che continua a offrire a chi vuole rappresentarlo come una formazione nostalgica, autoritaria, confessionale e militarizzata. Pochi giorni fa, il responsabile veneto di FN ha scritto che 'l’Islam non è una religione tollerabile in Italia e non può accampare alcun diritto nel nostro Paese'. Non occorre essere costituzionalisti per comprendere l’enormità di una simile affermazione... Per caso la prossima sparata sarà l’autarchia? A una teocrazia islamica non si risponde immaginandone una cristiana, perché uno Stato occidentale non decide quale Dio debbano pregare i propri cittadini (...) Una classe dirigente non nasce distribuendo medagliette di cartone in forma di nomine: richiede cultura politica, conoscenza delle istituzioni, capacità di misurare le parole. Vannacci abbia la lucidità di tracciare una linea netta. Azzeri ciò che non ha funzionato, riveda radicalmente la selezione della classe dirigente,... e tenga lontani nostalgici, fanatici religiosi, aspiranti ayatollah, dopolavoristi alcolici e quanti scambiano la fermezza delle idee con il folklore del Ventennio”.

Buona parte di questo discorso non potrebbe venire dalla penna di un uomo di sinistra? E difatti una quindicina di giorni fa Michele Serra, in una sua “Amaca” su Repubblica, , ha parlato di Sforzini in modi quasi affettuosi, con qualche inevitabile ironia, però, sulla speranza del Nostro di poter condurre dall'interno un'azione per far rientrare il partito dalla deriva fascisteggiante in cui s'è ficcato.

Ma anche dopo l'esposto del sindacato dei militari che prospetta la violazione da parte di Vannacci della legge Scelba sulla ricostituzione del partito fascista, Sforzini, disperatamente, insiste nella sua illusione: “Ribadisco con forza che Roberto Vannacci non è un fascista Oggi Vannacci ha l'occasione di fare ciò che noi chiediamo da tempo: separare nettamente Futuro Nazionale dalle cornacchie nere e costruire una destra del XXI secolo, orgogliosamente patriottica, occidentale e costituzionale”.

Una destra così la attende da tempo anche la sinistra: ma se mai arriverà, non sarà certamente grazie ad un Futuro Nazionale risanato dai rigurgiti.

Tanto più che Vannacci, anziché separare il partito dalle “cornacchie nere” come auspicato da Luca Sforzini, una settimana fa l’ha doverosamente espulso da Futuro Nazionale.

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