Il libro negato
Storia di un libro negato, di una biblioteca chiusa e al suo posto una Pro Loco, sagre, bevute
“Pronto? Qui è la facoltà di …. dell’Università di Trento. Da una verifica fatta presso le biblioteche universitarie e pubbliche d’Italia ci risulta che questo testo …. ce l’avete solo voi ad Albiano. Ci serve per un lavoro di ricerca, finalizzato poi ad una tesi, è possibile averlo in prestito?”.
La bibliotecaria, che da poco aveva preso servizio ad Albiano, ha risposto che avrebbe verificato e senz’altro messo a disposizione il volume. Dalla verifica emerse che il testo cercato si trovava tra le centinaia di volumi rimasti nel punto di prestito di Lases, dopo lo scioglimento del Consorzio di Biblioteca nell’aprile 2013 da parte della Giunta comunale (assessore alla cultura Lara Pisetta) guidata dal sindaco Marco Casagranda.
Dopo essersi informata presso il Comune ed aver appreso che i volumi e la sede del punto di prestito erano nella disponibilità del Comitato Anziani di Lona-Lases, ha preso contatto con il presidente di tale comitato. Gli ha esposto la questione e si è offerta di provvedere personalmente alla ricerca del volume e di fornire, nello stesso tempo, tutte le garanzie in merito alla sua restituzione.
Il signor Leandro Zola, presidente del Comitato Anziani nonché vice sindaco di Lona-Lases (sindaco era Roberto Dalmonego, che per l’elezione a quella carica è accusato di voto di scambio politico-mafioso), rispose però con un netto ed irremovibile diniego! Perché?

Quei libri, alcuni dei quali assai rari e quindi preziosi, sono il frutto dell’appassionato lavoro del primo bibliotecario che, per ben quindici anni, prestò servizio presso il Consorzio interbibliotecario Albiano/Lona-Lases: il dott. Giulio Bazzanella.
Giunto nell’epicentro della zona del porfido nel lontano 1987, egli seppe costituire un fondo librario di grande interesse, pur dovendo spesso alimentarlo acquistando i libri all’usato e mettendoci pure soldi di tasca sua, tanto erano risicati in quegli anni i fondi che le due amministrazioni destinavano alla Biblioteca. Furono tuttavia anni fecondi soprattutto per il legame che, negli anni Novanta, egli seppe costruire con i ragazzi frequentanti le scuole elementari e medie. Non è un caso che proprio i giovani cresciuti in quegli anni siano oggi quelli che hanno raggiunto i maggiori traguardi formativi, costituendo probabilmente la generazione col più alto numero di laureati.
Purtroppo però l’impegno del dott. Bazzanella non riceveva la dovuta attenzione e riconoscenza né da parte degli amministratori né, tantomeno, dai maggiorenti locali, i cui rampolli non avevano certo la necessità di studiare per farsi una posizione (come si suol dire). Fu così che nell’aprile del 2002 Giulio Bazzanella (chiamato sprezzantemente King Kong in virtù della sua stazza) lasciò il suo incarico, nell’indifferenza generale, per trasferirsi al Centro Documentazione Audiovisivi della Provincia.
L’unico ringraziamento per il suo impegno venne pubblicato proprio sulle pagine di QT nell’aprile del 2002; in quell’articolo si ricordava che “le letture possono (...) disvelare un orizzonte più ampio, nel quale il quotidiano si può specchiare, stimolando quel senso critico che non si accontenta di accettare che le cose vadano così perché così sono sempre andate”.
Seguì un decennio di lento ed inesorabile declino nella più totale indifferenza per quella istituzione da parte degli amministratori locali, finché l’amministrazione di Lona-Lases lasciò scadere la convenzione con Albiano senza provvedere in alcun modo al suo rinnovo e così i 17 mila euro che sarebbero serviti per mantenere il servizio poterono essere dirottati per promuovere le sfilatine di miss Italia sul lago di Lases, sfilate che stimolavano ben altro e non certo “una sete incalzante di perché”.
Interroghiamoci anche rispetto al dilagare nuovamente, tra i giovani della zona, di quel machismo che in anni non lontani era terreno comune ai cavatori e ai loro operai, che all’unisono gridavano alle spogliarelliste del Carmen show: “Fanela veder, fanela veder!”

Facilmente intuibile quindi il motivo per cui il Comitato Lavoro Porfido avanzava quale prima richiesta la riattivazione del punto di prestito e la ricostituzione del Consorzio interbibliotecario con Albiano. Una richiesta che, nel dicembre del 2022, il nuovo commissario straordinario (ed ex questore di Trento) dott. Alberto Francini dichiarò di voler accogliere. Ovviamente vi erano dei passaggi formali ineludibili: ripristinare la convenzione con il Comune di Albiano (la cui amministrazione è sempre stata silente), ripristinare il ruolo di bibliotecario nella pianta organica del Comune di Lona-Lases e procedere ad un inventario del patrimonio librario rimasto per oltre 10 anni nella sede del Comitato Anziani e di fatto sottratto alla fruizione pubblica.
Va precisato che pure il patrimonio rimasto ad Albiano è stato a sua volta mutilato dalla decisione assunta nel 2013 dagli amministratori di Lona-Lases in quanto, per soddisfare le richieste campanilistiche delle due amministrazioni, molte opere composte di più volumi erano state smembrate e conservate parte ad Albiano, parte a Lases.
La biblioteca riapre, anzi, no.
L’apertura della biblioteca, annunciata pubblicamente dal dott. Francini (oltre alla stampa anche la testata giornalistica della Rai regionale dedicò all’evento un enfatico servizio), si è rivelata però un bluff, in quanto nessuno dei passaggi sopra elencati è stato formalmente soddisfatto. L’ex questore, con disinvoltura, ha affidato ad un soggetto di sua conoscenza (che fungeva anche da suo segretario particolare) l’apertura del punto di prestito al pianterreno del municipio di Lases. Un soggetto pagato pare con fondi extracomunali e privo di qualsiasi formazione (e quindi titolo) per gestire una biblioteca, mettendo a disposizione il patrimonio librario al di fuori del circuito interbibliotecario provinciale e quindi delle sue regole.
Eletta la nuova amministrazione, nell’autunno del 2023, Francini ha fatto le valige e con lui il soggetto che si fingeva bibliotecario e così il patrimonio librario è tornato nella disponibilità del Comitato Anziani! La nuova amministrazione del sindaco Giacomelli non ha mai menzionato la riapertura della biblioteca tra i suoi obiettivi, permettendo che un patrimonio pubblico continui ad essere sottratto alla fruizione pubblica: si teme forse che da un inventario di quel patrimonio librario possa emergere che qualche volume manca all’appello?
Di fatto la giunta Giacomelli concentra su altro la propria attenzione, annunciando (qualche settimana fa) la fondazione della Pro Loco: evidentemente ci si dedica alle feste patronali, alle sagre, alle mangiate e soprattutto alle bevute, affinché non si affacci quella “sete incalzante di perché” che la lettura può indurre. Con la Pro Loco “possiamo rendere il paese un posto ancora più speciale” – hanno affermato i nuovi amministratori – riconoscendo implicitamente che un po’ speciale Lona-Lases lo è già, essendovi stanziata una delle locali di ‘ndrangheta più a nord d’Italia.
Che l’obiettivo sia quello di lasciarsi “finalmente alle spalle i tempi bui della velata omertà”, come riportava il T dello scorso 20 settembre, non ci sorprende affatto, in quanto è stato proprio per evitare l’invio di una Commissione d’accesso che questa lista è stata presentata.
Mi si permetta però di rilevare la contraddizione laddove si parla di “velata omertà” e di “intimidazioni” che nel passato sarebbero avvenute, senza sentire il bisogno o il dovere di rompere l’omertoso silenzio (che non necessariamente si concreta nel silenzio) riconoscendo chi sono state fin qui le vittime di tali intimidazioni. Ma, prendendo per buone le intenzioni dei promotori, possiamo aspettarci che la Pro Loco possa offrire almeno la possibilità ai condannati in “Perfido” di usufruire delle pene alternative e riabilitarsi rimanendo in loco!