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Il Venezuela e il bullismo di Trump

Jacopo Zannini

La situazione venezuelana rappresenta uno degli scenari geopolitici più complessi e dolorosi dell'ultimo decennio. L'amministrazione Trump ha perseguito una politica di pressione culminata in un’azione che moltissimi osservatori hanno definito una violazione del diritto internazionale. In particolare l’operazione di aggressione a uno stato sovrano, come il blitz col rapimento del Presidente in carica Nicolas Maduro, mina le fondamenta della convivenza tra nazioni, ponendo un pericoloso precedente che legittima, di fatto, le mire espansionistiche di altri attori globali. La decisione di agire al di fuori dei canali diplomatici e senza un mandato internazionale è stata criticata anche dal Senato USA, che ha votato a maggioranza nel tentativo di limitare gli interventi bellicosi e illegali di Trump.

Le sanzioni economiche, inasprite sotto Trump, hanno avuto un impatto devastante sull'economia venezuelana, già fragile e dipendente dal petrolio. Sebbene mirate a colpire il regime di Maduro, queste misure hanno esacerbato la carenza di beni di prima necessità e medicine, colpendo la popolazione civile, come evidenziato dalle Nazioni Unite e da varie ONG. L'approccio unilaterale e la retorica dell'esportazione della democrazia tramite la forza hanno mostrato tutti i limiti di una politica estera che antepone la forza al diritto, come ammesso dallo stesso Trump, che è arrivato dichiarare: “La mia moralità, la mia mente, è l'unica cosa che può fermarmi. Non ho bisogno del diritto internazionale”.

Dall'altra parte con il regime di Maduro il Venezuela, soprattutto negli ultimi anni, è andato incontro a una crisi umanitaria ed economica senza precedenti, non solo a causa delle sanzioni, ma primariamente per una cattiva gestione delle risorse e una la corruzione dilagante. Il percorso di governo di Maduro si è quindi allontanato da quello del suo predecessore Hugo Chavez, che soprattutto all’inizio della sua parabola, aveva rilanciato il benessere delle classi sociali subalterne del Venezuela. In conclusione, la situazione in Venezuela non ammette semplificazioni. È un crocevia in cui l'arroganza imperialista dell'amministrazione Trump, che ha ignorato il diritto internazionale per perseguire un cambio di regime non autorizzato, si scontra con la realtà del decadente regime madurista.

L'unica via percorribile resta quella del rispetto del diritto internazionale e della pressione diplomatica unita al sostegno umanitario, per una transizione pacifica verso una piena democrazia in cui sia il popolo venezuelano a riprendere la parola riconquistando la propria sovranità oggi seriamente minacciata dal bullismo internazionale di Trump.

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