Una raffica di SLAPP
Cancellate, da intervenuta archiviazione, le querele a Questotrentino per articoli sull'indagine “Perfido”, ci restavano sul groppone, in diverse fasi di lavorazione, altre quattro querele (l’ultima da parte dell'ex sindaca di Riva Cristina Santi per l'indagine “Romeo”). In realtà ne avevamo – ne abbiamo - una quinta, anche se l'abbiamo appreso solo recentemente, dopo che il querelante si è opposto alla richiesta di archiviazione avanzata dal Pubblico Ministero.
La storia al centro di questa ennesima vertenza è quella del ricevimento di nozze nel luglio 2022 dell'amministratore delegato di Autobrennero Diego Cattoni, che per l'occasione richiese e ottenne dal Comune di Riva del Garda (pare per 1.800 euro) la disponibilità esclusiva di una fetta di lungolago, che venne quindi transennata impedendone l'accesso a cittadini e turisti.
Gli aspetti della faccenda che si prestavano ad una critica erano evidenti: da un lato la discutibile privatizzazione, sia pure temporanea, di un bene pubblico, dall'altro l’ostentazione di sfarzo da parte di un personaggio pubblico quale lo sposo.
E le critiche sono puntualmente arrivate, ma i coniugi l'hanno presa male, prima parlando di "bassa strumentalizzazione politica", "vile gusto per l'insinuazione", "clima d'odio", “gogna social”, e poi sparando una raffica di querele indirizzate a cittadini che avevano commentato sul web, ma anche a consiglieri comunali o ex tali che si erano espressi pubblicamente, tra i quali anche l'attuale sindaco di Riva Alessio Zanoni. In tutto nove querele (se abbiamo fatto i conti giusti), ormai tutte archiviate.

Per quanto riguarda Questotrentino, gli articoli incriminati sono ben due, entrambi pubblicati nel settembre del 2022: uno (“Riva: la razza padrona si prende i Giardini”) raccontava il ricevimento seguito alle nozze presidenziali, l'altro (“Anche i ricchi piangono”) riferiva delle polemiche seguite all'evento. Sommando ai nove querelati già usciti di scena gli autori dei nostri due articoli più il direttore responsabile del giornale, arriviamo a un monstre di 12 querelati: una squadra di calcio più l'allenatore. Per non parlare delle due diffide dall'ulteriore pubblicazione di articoli sull'argomento rivolte a L'Adige e il Dolomiti.
Siamo così costretti a tornare, sia pure brevemente, su un tema già trattato in passato, anche di recente, la cosiddetta SLAPP (Strategic Lawsuit Against Public Participation, cioè azione legale strategica contro la partecipazione pubblica): una vendetta, più che una richiesta di giustizia, spesso un'azione intimidatoria dove l'obiettivo principale, non è tanto vincere, quanto piuttosto spaventare l'avversario, fermarlo, impedire un dibattito pubblico, provocare in un organo di stampa, soprattutto se di modesti mezzi economici, la tentazione dell'autocensura: perché se Questotrentino non avesse avuto, fin dai suoi esordi, dei legali amici disponibili ad aiutarci “pro bono”, sarebbe da un pezzo affondato nei debiti.
Conclusione: il 4 giugno, mentre questo giornale sarà in stampa, la faccenda ritornerà in Tribunale per una soluzione speriamo definitiva dopo quasi tre anni dai “fatti”, in un'aula che certamente avrebbe potuto servire più utilmente per ospitare vicende giudiziarie di ben altra rilevanza.
P. S. Sempre in tema di libertà di stampa, c'è da segnalare un altro fenomeno che si va diffondendo (ce ne sono già capitati una decina di casi): accade che personaggi coinvolti in qualche modo in vicende poco commendevoli pretendono, spesso minacciando azioni legali, che sia cancellato il loro nome dagli articoli ospitati nel nostro sito. Pretesa respinta e azioni legali fin qui mai pervenute.
Quello che accettiamo di fare, in casi particolari, è di deindicizzare un nome, cioè fare sì che l'articolo in questione non compaia quando si effettua una ricerca sul web. Ma il rogo – sia pure virtuale - di libri e giornali e la conseguente distruzione della memoria sono fuori discussione.