In 5.000 alla “Blockade” del Brennero
Ma l’ostilità del Sudtirolo ufficiale, Kompatscher in testa, è stata assoluta
La Blockade sarà la “fine del mondo”, avevano scritto giornali, radio e Tv, loro sponte o riportando le opinioni dei politici di maggioranza e di albergatori, trasportatori e commercianti.
Già da mesi la decisione del sindaco di Gries am Brenner (Tirolo), Karl Mühlsteiger, di fermare per un giorno il traffico sull’autostrada numero 13 e sulle altre strade che attraversano il Tirolo, con il consenso del Land Tirol e il supporto di una sentenza del Tribunale amministrativo tirolese, è stato oggetto in Sudtirolo di previsioni catastrofiche, che si sono rivelate, oltre che sprezzanti verso il problema, anche ridicole.
Il presidente della giunta Kompatscher è andato a Roma e a Vienna, provando a convincerle a bloccare la scelta tirolese. Quando gli è andata male, ha mandato una nota di protesta a Innsbruck e a Vienna (“non in mio nome” direbbero i sostenitori delle autonomie e le centinaia di ambientalisti, Team K Verdi e perfino STF, che al Brennero sono andati a dare una mano ai tirolesi e a una politica ambientale diversa).
Indifferente alle sofferenze di migliaia di persone che vivono da decenni lungo l’autostrada più trafficata dell’arco alpino, prevedeva pericoli “per la sicurezza”, in seguito al blocco del traffico, e “gravissime conseguenze”. Dimostrando una parallela insensibilità verso le centinaia di persone che muoiono in incidenti e soffrono di malattie gravissime, a causa del rumore e delle emissioni tossiche. La sua preoccupazione era per il mancato guadagno di un giorno di albergatori e turistici. Ha detto (bontà sua) di comprendere le ragioni della protesta, ma che ”questo non è il metodo” per risolvere il problema.
E qual è il metodo, signor presidente? Nei suoi decenni di governo non se n’è visto nessuno. Forse quello dei “pedaggi flessibili”, inventato in tutta fretta pochi giorni prima della manifestazione, “qualcosa da studiare” insieme a Baviera, Sudtirolo e Trentino, ed escludendo proprio il Tirolo?
Numerose volte, negli anni Novanta, ho partecipato a manifestazioni e anche a blocchi sull’autostrada del Brennero. Abbiamo fondato il Comitato SOS TRANSIT con cui abbiamo lavorato per molti anni in tutto l’arco alpino su questo problema. Oltre i confini si incontravano cittadini, frontalieri, medici, ambientalisti. Siamo andati anche a Bruxelles a chiedere che nelle politiche trasportistiche si tenesse conto dei problemi della popolazioni delle Alpi. Medici, ingegneri, docenti universitari e ricercatori hanno dimostrato la gravità degli effetti sulla salute, sull’ambiente, sulle infrastrutture, sulle coltivazioni nelle Alpi, dove i corridoi di passaggio sono più stretti e quindi la concentrazione di sostanze tossiche è maggiore, e il rumore è più forte. A Schöneberg, vicino al Ponte Europa in Tirolo, sono stati fatti per anni studi sugli effetti della benzina con piombo sulla salute mentale dei bambini, che hanno dimostrato un alto numero di nascite di neonati con handicap dovuto al piombo, e la presenza di alte quantità di piombo nel latte materno. Contro il rumore, intorno al paese, è stato costruito un tunnel. Nel corso del tempo associazioni, comitati e attivisti di tutto l’arco alpino hanno continuato a chiedere alla politica di intervenire su una situazione che diventava sempre più grave. Nel frattempo il numero di Tir si è moltiplicato. La scienza ha dimostrato le conseguenze drammatiche dell’esposizione all’inquinamento: asma, cancro, e anche malattie neurodegenerative.

La politica dell’UE favorisce la libertà di movimento, ma questo principio deve essere coniugato ragionevolmente con il diritto alla salute, che non può non avere la priorità. Un terzo dei Tir che passano al Brennero, lo fanno solo perché è la via meno costosa, anche se spesso più lunga. Alla fine degli anni Novanta, l’Unione Europea ha pubblicato un ”libro bianco” sul tema del traffico nelle Alpi, in cui si metteva in luce che la soluzione era da cercare nell’uso della leva fiscale, e non nella costruzione di nuove strade e ferrovie. Si è invece preferito investire somme enormi in tunnel (Gottardo e Brennero), anche se l’attuale linea ferroviaria del Brennero, pur rinnovata, porta solo il 26 per cento del traffico pesante e avrebbe già ora un forte potenziale di incremento. Nel frattempo Baviera e Austria hanno fermato o rallentato il completamento dei tratti di collegamento al tunnel del Brennero. I tempi previsti all’inizio sono comunque deragliati già da decenni.
Il nostro presidente ha detto che la manifestazione”non servirà a risolvere il problema”. Dovrebbe sapere che le manifestazioni servono a fare emergere nello spazio pubblico i problemi che vengono ignorati dai mass media e dai politici che sono lì, pagati, per risolverli. E ciò vale in particolare per la nostra provincia, dove tutti i mass media, dopo le recenti acquisizioni, sono in mano a un unico proprietario.
La manifestazione
Al Brennero sabato 30 maggio c’erano 5.000 persone, venute da tutte le parti del Tirolo, nord, sud ed est, e dalla Germania. Il sindaco Mühlsteiger, insieme ai suoi colleghi della Wipptal, era commosso. Ha lanciato un ultimatum in tre punti: confermare il divieto di transito notturno già in vigore; spostare i Tir dalla strada alla ferrovia; installare barriere antirumore. Entro la fine dell’anno, altrimenti, si ripeteranno le manifestazioni. Non è un rivoluzionario, ma uno dei pochi che ci tengono ai propri concittadini.
Il presidente del Tirolo, Mattle, ha dato il suo appoggio alla manifestazione, dicendo che l’Austria continuerà a difendere le misure a tutela della salute dei suoi cittadini e delle sue cittadine e dell’ambiente.
Il suo collega sudtirolese invece è arrivato a dire che gli austriaci fanno così perché hanno elezioni in vista! Ha detto anche che la manifestazione avrebbe danneggiato i frontalieri, impedendo alle ambulanze di passare e che si tratta di un “autogol eclatante”. Ha dimostrato una volta di più ciò che già sappiamo, e cioè che chi governa la nostra provincia non ha alcun interesse per i cittadini, ad eccezione di quei pochi che non avrebbero bisogno di attingere ai 10 miliardi di bilancio pubblico (con il recente miliardo del bilancio di assestamento) per migliorare le loro condizioni di vita.
Qualche esempio: Olimpiadi invernali promesse “a costo zero”; niente trasporti pubblici gratuiti, anzi pagati dai pendolari e non dai turisti; aumenti del costo delle case di riposo e delle strutture per l’infanzia; niente interventi per abitazioni economiche; indifferenza verso la pandemia di malattie dovute all’inquinamento che ci aspetta nel prossimo futuro. Un problema che riguarda i residenti lungo l’autostrada, ma anche gli abitanti dei centri urbani, in particolare del capoluogo, con centinaia di camion che fanno strage e sono concentrati in un’unica strada.

Il governo italiano agisce a livello europeo contro l’Austria, affinché venga costretta a ridurre le misure a tutela della salute e dell’ambiente. Ben 67 associazioni ambientaliste hanno chiesto in una lettera che siano mantenute le restrizioni austriache al transito e le misure di tutela della qualità dell’aria lungo l’asse del Brennero. Dove dati recenti (Bressanone) dimostrano un superamento preoccupante dei limiti di inquinamento. Da che parte sta la Provincia?
L’Alpenverein Südtirol, associazione per la montagna antica e autorevole, ha definito “terrificante” la mancata solidarietà da parte del Sudtirolo “verso un’iniziativa tesa a mettere in luce un problema importante come il massiccio traffico di transito sull’asse del Brennero… Invece di mostrare solidarietà con la popolazione locale, la politica e l’economia in Sudtirolo sembrano sorprese che si faccia una dimostrazione contro un problema noto già da decenni”.
La giunta provinciale altoatesina e tutti coloro che condannano la “Blockade” dovrebbero dire alle vittime di questo problema tanto a lungo trascurato e a tutta la cittadinanza che cosa concretamente intendono fare. Non basta ripetere promesse mai mantenute, ed è ignobile disprezzare i cittadini che chiedono aiuto.